Dalla Scuola tecnica superiore alla SUPSI

Giancarlo Ré, nel 2000 membro di Direzione SUPSI e responsabile della Formazione di base

L’origine della Scuola Tecnica Superiore (STS) può essere fatta risalire al 1852 quando Carlo Cattaneo, esule in Ticino, propose la creazione di un liceo cantonale con un corso di filosofia e uno di architettura che rimase attivo fino al 1906. Nel 1915 nacque la Scuola dei capimastri che, nel 1950, venne trasformata in Scuola tecnica superiore con due indirizzi: architettura e ingegneria civile. L’Istituto fu ospitato nel piano interrato del Liceo di Lugano fino al 1965 quando venne costruita la sede di Trevano. Nel 1966 si creò l’Istituto tecnico sperimentale e la STS rimase orientata all’edilizia malgrado il suggerimento del rapporto del prof.Francesco Kneschaurek,del 1964, inteso a creare un “Tecnicum completo”.

Personalmente, docente STS dal 1966, sostenevo la necessità di aprire nuove Sezioni in settori tecnologicamente avanzati perché l’economia del Cantone, in quegli anni, era cambiata. Accanto alle attività tradizionali del turismo e dell’edilizia erano sorte industrie tecnologicamente all’avanguardia e si era affermato il settore dei servizi. A mio modo di vedere era necessario creare nuove Sezioni con due obiettivi : offrire nuove vie di studio ai giovani ticinesi ed essere possibilmente di aiuto all’economia locale affinché nel Cantone potessero svilupparsi attività non inquinanti ad alto valore aggiunto. Il mio primo tentativo risale all’aprile 1973 con un dibattito su Rivista Tecnica, organo ufficiale della SIA, sul tema: ”Sono necessarie nuove Sezioni STS ?” Nel 1977, con i colleghi Carlo Spinedi e Dario Bozzolo, presentammo un rapporto proponendo la creazione di una Sezione di elettrotecnica. Il documento, elogiato pubblicamente dal prof.Basilio Biucchi, venne sottoposto alla Commissione per le scuole alternative al liceo che ritenne prematura la nostra proposta.

Nel 1983 venni designato direttore della STS e mi impegnai subito a concretizzare quanto avevo sostenuto come docente. Chiesi all’on.Carlo Speziali , allora Consigliere di Stato, di designare una Commissione che verificasse la fattibilità delle proposte precedenti. La Commissione (presieduta dal sottoscritto e composta da Fausto Pellandini, Tino Celio, Tito Suvà, Aldo Mandozzi, Ildo Alli, Alberto Paioni, Aurelio Ballabio, Carlo Spinedi, Dario Bozzolo, Fabio Gubler, Gianfranco Camponovo) propose nel 1984 di creare una Sezione di Informatica. Quest’ultima venne aperta nel 1986 approfittando della presenza di quattro aule libere sopra la mensa di Trevano. Nel 1990 , dopo i primi diplomi, ottenne il riconoscimento federale ed i relativi sussidi della Confederazione.

La presenza di nuovi docenti portò, in seno all’istituto, alla formazione del gruppo “Informatica e sviluppo” presieduto dal sottoscritto e composto dai colleghi Carlo Spinedi, Dario Bozzolo, Renato Pamini, Paolo Ceppi e Tazio Solari. Questo Gruppo, nel 1990, propose di aprire anche una Sezione di elettronica e l’organizzazione di corsi di aggiornamento. In mancanza di spazi a Trevano si proponeva di affittare locali a Manno nello stesso edificio dove, nel 1992, era stato collocato il CSCS. L’affitto di spazi a Manno incontrò difficoltà politiche, indipendenti dalla scuola, che solo nel 1993 l’on.Giuseppe Buffi , Consigliere di Stato, riuscì a superare. Un impulso fondamentale venne da una lettera del Consigliere federale on.Pascal Delamuraz che, il 26.6.1992, scrisse alla direzione STS affermando che il progetto MICROSWISS (presentato dall’ing. Paolo Ceppi con gli istituti di Brugg Windisch e Muttenz) poteva essere accolto a condizione di aprire a Lugano una Sezione di elettrotecnica-elettronica. Quest’ultima poté essere creata nel settembre 1993 e il riconoscimento federale seguì nel 1997. Nel 1993 si poterono iniziare anche i primi corsi di aggiornamento e perfezionamento. Senza volerlo si erano anticipati gli obiettivi delle SUP dando, indirettamente, motivo alla Confederazione di accordare una delle 7 SUP alla Svizzera italiana.

Nel 1998 la STS venne integrata completamente nella SUPSI e suddivisa in due Dipartimenti: architettura e ingegneria civile a Trevano, informatica ed elettronica a Manno. Nella SUPSI si poté potenziare la ricerca applicata, la formazione permanente e le prestazioni di servizio che la Legge federale impone a questi istituti. Lo statuto di Ente autonomo di diritto pubblico ha facilitato il potenziamento di queste attività che, parzialmente, erano già presenti nella STS. Tra i lavori di ricerca applicata ricordo infatti, a Trevano, quelli dell’Istituto di fisica terrestre, del TISO, dell’ICTS, dell’AERT , le collaborazioni con l’Istituto geologico e idrologico cantonale e, a Manno, i lavori del CIMSI, dell’IDSIA e MICROSWISS. Ricordo infine che la Legge federale sulle SUP, del 6.10.1995, ha risposto alle rivendicazioni della Conferenza dei direttori delle STS che, da tempo, chiedevano uno statuto analogo a quelle delle Università. Nel 1990 la Conferenza pubblicò le sue 10 tesi e il Messaggio del Consiglio federale sulle SUP le accoglieva affermando che la proposta era voluta nell’ambito del programma di rivitalizzazione dell’economia svizzera.