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Matematicando Film

La rassegna cinematografica Matematicando Film – pensata per accompagnare la città verso il festival Matematicando. A spasso con la matematica per le strade di Locarno del prossimo maggio 2018 – ha debuttato il 26 novembre 2017 con la proiezione presso il cinema Gran Rex del film Moebius (1996) di Gustavo Mosquera. L’iniziativa rientra all’interno di un progetto di Fondo Nazionale Svizzero «Agorà» legato alla divulgazione della matematica, ottenuto dal Centro competenze Didattica della Matematica e dal Servizio risorse didattiche, eventi e comunicazione del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI.

Il film narra delle vicende attorno alla scomparsa di un convoglio della metropolitana della capitale argentina di Buenos Aires e coinvolge al suo interno diversi aspetti matematici legati al nastro di Moebius. Le ambientazioni claustrofobiche dei tunnel della metropolitana, poco illuminati e intrecciati tra di loro, abilmente riprese dal regista ed il suo team di studenti, contribuiscono alla crescente tensione del film, capace di catturare l’attenzione e anche di fare dimenticare alla mente di un matematico che, per quanto sia una superficie particolare con molte proprietà matematiche interessanti, nemmeno il nastro di Moebius può rendere infiniti i tunnel o far sparire i treni.

Al di fuori della sala, alcuni poster esplicativi hanno accompagnato i visitatori nella scoperta del matematico Möbius, delle bizzarre caratteristiche del nastro che porta il suo nome e delle applicazioni concrete di questa superficie con una sola faccia e un solo bordo.

La rassegna proseguirà con altre due giornate:

  • Domenica 28 gennaio 2017, ore 15.00 presso il cinema Gran Rex verrà proiettato il film A beautiful Mind, basato sulla vita del matematico statunitense John Nash. Per l’occasione, il film verrà introdotto, attraverso aneddoti e storie sulla vita di Nesh, dal matematico italiano Gianfranco Gambarelli, amico del premio Nobel.
  • Domenica 25 marzo 2018, ore 15.00 presso il PalaCinema, verrà proiettato Paperino nel regno della matemagica, cortometraggio Disney del 1959 che narra del viaggio di Paperino alla scoperta del mondo della matematica. L’evento si rivolge principalmente a bambini e ragazzi di tutta la scuola dell’obbligo e sarà corredato da attività laboratoriali proposte dai membri del gruppo MATEmaticando insieme a studenti del Master di matematica del DFA e a una classe di prima elementare di Ascona.

Con la telecamera in tasca… e poi?

Gli scorsi 26 e 27 ottobre 2017, oltre 800 allievi di 50 classi di scuola elementare e media del Canton Ticino hanno invaso il Palacinema, nei due giorni precedenti la sua inaugurazione. Era la seconda edizione di Media in Piazza, una manifestazione che, grazie al sostegno della Città di Locarno, ha offerto numerosi atelier, per promuovere un uso sano, utile, sicuro e creativo dei media digitali.

Il tema del 2017 è stato Con la telecamera in tasca… e poi? Perché, a ben pensarci, non era mai successo prima nella storia che uno potesse andare in giro con una telecamera, filmare ciò che incontra (o filmarsi) e in pochi secondi condividerlo con potenzialmente milioni di persone. Cosa vuole dire vivere con una telecamera a portata di mano, e sempre connessi in rete? Come si osservano il mondo e se stessi con un occhio digitale tra noi e la realtà?

Gli atelier, preparati e condotti da Amnesty International, ASPI, Castellinaria, CISA, Croce Rossa, Gruppo Azzardo Ticino Prevenzione, Radix, RSI, SUPSI, USI e Wikimedia Svizzera hanno messo al centro l’esperienza digitale dei giovani, per aiutare a capirla meglio, per creare consapevolezza  e con l’intento anche di creare degli spazi di dialogo tra docenti e allievi. Gli stand informativi curati da Forum Genitorialità, Polizia cantonale, e USI hanno offerto ulteriori spunti di lavoro e contatti utili.

Il programma di Media in Piazza, e i materiali didattici legati agli atelier sono disponibili sul sito www.mediainpiazza.ch

Giornata della formazione SUPSI – un meraviglioso prato fiorito!

Oltre 200 persone hanno animato gli spazi del Dipartimento formazione e apprendimento il 6 settembre 2017 in occasione della Giornata della Formazione SUPSI. Si tratta di un evento che si svolge ogni due anni in cui professori, docenti, ricercatori, assistenti e studenti SUPSI possono conoscere meglio le peculiarità delle formazioni offerte dai dipartimenti e dalle scuole affiliate della SUPSI. I partecipanti hanno potuto conoscere meglio alcune tra quasi trenta di presentazioni di dispositivi formativi e di buone pratiche.

Nel discorso di apertura, il neo-direttore del DFA Alberto Piatti ha definito il complesso dell’offerta formativa della SUPSI un meraviglio campo fiorito riferendosi alla varietà di dispositivi formativi, alla loro qualità e all’originalità. È quanto emerso nella giornata: la SUPSI forte dei suoi oltre 900 collaboratori e di una polisemia di contenuti che può sviluppare sia nell’ambito della formazione di base e continua, sia nella ricerca, risponde ad un bisogno di formazione professionale fortemente richiesto dal territorio ticinese.

Tuttavia, una parte della bellezza del campo di fiori non è data dal solo dal singolo fiore, ma anche dalla sua armonia d’insieme. Può riuscire la SUPSI sviluppare e mantenere questa coerenza al suo interno, visti i numeri e le molteplici missioni che svolge?  Un aspetto interessante emerso nel corso della giornata è l’attenzione trasversale e condivisa di alcuni modi e forme del “fare formazione” come per esempio l’importanza della formazione in un’ottica laboratoriale dove si favorisce una forte integrazione tra teoria e pratica professionale, oppure la permeabilità tra lavoro e formazione in cui si concepisce la formazione anche come incontro con professionisti esterni portatori di esperienze e riflessioni; o ancora la personalizzazione dei percorsi formativi presentati che oltre a favorire una forte coerenza tra pratica formativa e pratica professionale, favorisce una co-responsabilità tra studenti e formatori nel processo formativo. Forse il concetto centrale emerso nel corso della giornata è quello della capacità di creare competenza attraverso la collaborazione a 360 gradi: con i colleghi, con gli studenti, con professionisti e enti esterni. Ed è questo che rende il prato fiorito!

Una giornata di condivisione del progetto FliSCo

Il 18 ottobre 2017 si è svolta presso il Dipartimento formazione e apprendimento la giornata conclusiva del progetto Flipped classroom come approccio per lo sviluppo di competenze (FliSCo), che ha coinvolto diversi dipartimenti della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), in collaborazione con la Fernfachhochschule Schweiz (FFHS) e l’Università di Torino. Questo evento è stato caratterizzato da una grande affluenza di pubblico e da un produttivo clima di condivisione. L’obiettivo principale del progetto è stato quello di testare le potenzialità dell’approccio didattico flipped classroom, combinato con la progettazione a ritroso, per favorire lo sviluppo di competenze professionali nei corsi proposti in SUPSI. Il fine ultimo dell’indagine è diffondere un modello didattico innovativo, da proporre alla comunità dei docenti SUPSI, che possa favorire all’interno delle diverse istituzioni una transizione verso un “apprendere per competenze”.

Nell’esporre le diverse fasi di questo articolato progetto durato sedici mesi, che ha coinvolto quindici membri, tra docenti e ricercatori, diverse figure di supporto e centinaia di studenti, si è cercato di enfatizzare le caratteristiche di innovazione e di coinvolgimento attivo stimolate dagli approcci sperimentati.

La giornata è iniziata con i saluti istituzionali e da una panoramica del progetto, seguiti da un approfondimento sulle tematiche caratterizzanti il percorso, gestite da Ariane Dumont (HES-SO DEVPRO, Centre de développment professionnel) per l’approccio della flipped classroom e da Mario Castoldi (Università di Torino) per la progettazione a ritroso e dai risultati del monitoraggio effettuato sui corsi sperimentati. Nel pomeriggio sono stati gestiti gruppi di discussione all’interno degli atelier, nei quali si è andati più in profondità sui diversi aspetti del progetto: le risorse digitali utilizzate per la flipped classroom, il racconto dei casi di studio sperimentati a piccolo e a grande gruppo, esempi di progettazione a ritroso, gli strumenti del monitoraggio.

Durante l’intera giornata si è respirato un clima di apertura e coinvolgimento, culminato nel momento conclusivo nel quale Ariane Dumont e Wilma Minoggio hanno saputo tirare le fila di un percorso che ha avuto nella comunità di pratica FliSCo che si è venuta a creare, caratterizzata dalla condivisione di una grande varietà di approcci, competenze e stili di lavoro, il principale punto di forza.

Dopo questa giornata è iniziata una nuova fase del progetto, in cui si intendono condividere le esperienze e le competenze maturate al servizio della formazione continua, per una vera e duratura innovazione delle metodologie didattiche all’interno della SUPSI.

Il rapporto completo del progetto FliSCo è disponibile al seguente link

Convegno Internazionale sul Benessere nei Sistemi Educativi

Dal 20 al 22 novembre 2017 si è svolto al DFA il Convegno Internazionale sul Benessere nei Sistemi Educativi, un evento internazionale organizzato dal CIRSE, che ha coinvolto ricercatori, docenti ed esperti del mondo accademico e della scuola.

240 partecipanti e 70 contributi dai Paesi di 4 continenti: Kenya, Canada, Stati Uniti e Australia per citare i più lontani, ma anche Olanda, Danimarca, Italia e, naturalmente, Svizzera.

Quattro keynote hanno scandito i lavori dei tre giorni di convegno:

  • Emanuele Berger, Coordinatore del Dipartimento educazione, cultura e sport e Direttore della Divisione della scuola del Canton Ticino ha parlato del tema del benessere nelle scuole dal punto di vista di un decisore chiamato a fare scelte in campo educativo che abbia intenzione di tenere conto delle informazioni provenienti dalla ricerca scientifica;
  • Fabian Gander, ricercatore presso l’Università di Zurigo, ha proposto una riflessione sul tema dell’efficacia degli interventi di psicologia positiva, mostrando quanto lavoro rimanga ancora da fare per approfondire la conoscenza e costruire un quadro scientifico di riferimento che possa essere utilizzato in maniera efficace;
  • Laura Nota, professore associato di psicologia dello sviluppo e dell’educazione dell’Università di Padova, ha esplorato la relazione fra il benessere e l’inclusione, presentando alcuni programmi di intervento finalizzati a superare l’esclusione scolastica e promuovere il benessere;
  • Michel Janosz, professore ordinario e direttore del gruppo di ricerca sul clima scolastico all’Università di Montréal, ha presentato la sua ricerca nel campo dell’intervento, mettendo a fuoco la relazione fra l’esperienza scolastica degli studenti e il benessere.

Mercoledì 22 novembre, accanto alle sessioni parallele, il convegno ha anche ospitato una giornata interamente dedicata alla formazione continua di docenti, quadri e operatori scolastici: al mattino sono stati presentati i risultati delle ricerche svolte dal CIRSE e dallo IUFFP sul burnout e sulla resilienza dei docenti; le ricerche sono state commentate e discusse dai professori Franco Fraccaroli dell’Università degli Studi di Trento e Christian Maggiori dell’Università di Losanna. I lavori del pomeriggio sono poi proseguiti con le presentazioni di esperienze di promozione del benessere e prevenzione del disagio nelle scuole da parte di direttori, docenti e attori del mondo scolastico ticinese.

Alla cena sociale dell’evento, che si è svolta martedì 21 novembre, sono intervenuti anche gli studenti del terzo anno Bachelor dell’Accademia Teatro Dimitri che, sotto la guida di Colette Roy, hanno inscenato tre momenti teatrali sul tema del benessere nei sistemi educativi.

I risultati del questionario di soddisfazione non sono ancora disponibili, ma i commenti dei partecipanti sono incoraggianti.

Tecnologie e media in educazione al Palacinema

La costruzione del Palacinema rappresenta sicuramente uno dei più importanti impegni in ambito culturale a livello cantonale degli ultimi anni. La SUPSI, e in particolare il Dipartimento formazione e apprendimento, hanno voluto essere parte di questa avventura, e sono presenti al Palacinema con un nuovo spazio laboratorio dedicato alle tecnologie e ai media digitali nei contesti educativi: un’occasione per sviluppare nuove collaborazioni e nuove offerte per i docenti e le scuole ticinesi.

Con qualche giorno di anticipo sul taglio del nastro del Palacinema, i nuovi spazi sono stati inaugurati con una sessione di formazione continua del CAS Robotica educativa, su coding e pensiero informatico. Grazie alla collaborazione del DFA con Google Svizzera, è stato presentato CS First, un kit di materiali didattici online per introdurre l’informatica e la programmazione nella scuola dell’obbligo. Il 26 e 27 ottobre, l’intero Palacinema ha ospitato Media in Piazza, una manifestazione che ha offerto a oltre 800 allievi di scuola elementare e media numerosi atelier, per promuovere un uso sano, utile, sicuro e creativo dei media digitali. Il DFA è membro coordinatore della rete di organizzazioni e istituzioni che ha dato vita alla manifestazione. Il 28 ottobre, infine, all’interno dei festeggiamenti per l’ inaugurazione del Palacinema, gli spazi della SUPSI hanno ospitato due laboratori per genitori e figli: Cinema & stop-motion e Giocare coi robot. Le attività sono state molto frequentate, anche al di là dei momenti riservati a chi si era iscritto.

Con queste attività il DFA ha svoluto presentare gli obiettivi di questi nuovi spazi, dedicati appunto al mondo digitale e aperti a docenti, allievi e famiglie. Nei prossimi mesi verranno definite le modalità di gestione del laboratorio, che sarà disponibile ad accogliere classi scolastiche per attività legate ai media e alle tecnologie e a ospitare sperimentazioni. Il laboratorio è anche dotato di classi mobili di computer e altre apparecchiature digitali che potranno essere prestare ai docenti per svolgere attività specifiche con le loro classi.

Il progetto Italmatica

Il progetto Italmatica. Comprendere la matematica a scuola, tra lingua comune e linguaggio specialistico, promosso dai centri di competenze Didattica della matematica (DdM) e Didattica dell’italiano lingua di scolarizzazione (DILS) e finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero (FNS), si propone di indagare le problematiche legate alla comprensione del linguaggio della matematica, focalizzandosi sulla lingua italiana. Esso si configura come un progetto di ricerca-intervento per i livelli di scuola elementare e media, orientandosi in modo sinergico sia alla prospettiva di ricerca scientifica, sia a quella di ricaduta didattica nel mondo scolastico. Gli obiettivi intorno ai quali si svilupperanno le diverse fasi del progetto riguardano i seguenti aspetti:

  • analizzare le caratteristiche del linguaggio matematico utilizzato nei testi scolastici di scuola elementare e di scuola media in lingua italiana nella sua specificità di linguaggio specialistico-disciplinare e in rapporto all’uso comune della lingua;
  • analizzare la comprensione di una selezione di testi matematici da parte degli allievi e individuare in quali aspetti si annidano le difficoltà più frequenti e più rilevanti;
  • fornire linee guida per la progettazione di percorsi e materiali didattici combinati di italiano e matematica, volti allo sviluppo delle competenze degli allievi nelle due discipline, allo scopo di migliorare la comprensione, l’interpretazione e l’espressione del sapere.

La presenza nel team di Italmatica di persone specializzate nella ricerca in matematica, in linguistica e in didattica delle due discipline è uno dei maggiori punti di forza del progetto, insieme alla presa di coscienza di quanto manchino ancora, nel panorama della ricerca internazionale, studi approfonditi che mettano in relazione due dimensioni culturali, quella scientifica e quella umanistica, in modo analitico e sistematico. In questo senso, il progetto è caratterizzato dalla convinzione che sia possibile individuare, nell’apprendimento della matematica e nell’apprendimento della lingua italiana, ampi e proficui spazi di lavoro interdisciplinare.

Cerimonia consegna dei diplomi

Il Dipartimento formazione e apprendimento ospiterà il 23 giugno, alle ore 18.00 nel chiostro grande la tradizionale cerimonia di consegna dei diplomi. La Cerimonia sarà animata dal coro Esperienze Vocali. In conclusione, dopo la consegna di diplomi e premi, il consueto aperitivo.

 

Giornata di studio “Accompagnare il percorso di carriera dell’insegnante”

È stata particolarmente apprezzata la giornata di studio “Accompagnare il percorso di carriera dell’insegnante”, proposta lo scorso 6 aprile dal DECS, nell’ambito del progetto mantello “LINEA: sostegno ai docenti in difficoltà e promozione del benessere”. Realizzata in collaborazione con lo IUFFP e il DFA di Locarno, la giornata era volta a promuovere e far conoscere le modalità di accompagnamento all’evoluzione di carriera delle e dei professionisti dell’insegnamento. Sia gli interventi delle relatrici principali, sia le discussioni all’interno dei quattro atelier proposti hanno permesso di cogliere i diversi aspetti del tema, favorendo il confronto e lo scambio di opinioni e di pratiche tra insegnanti di scuole elementari, medie e professionali. Tutta la documentazione della giornata è accessibile da giugno 2017 al seguente link: www.ti.ch/linea

Fai notizia!

Anche in questo anno scolastico Il Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI e RSI hanno promosso Fai notizia, il concorso per classi di scuola media che vogliono mettersi alla prova nella progettazione di un servizio video news.

www.supsi.ch/go/fainotizia

Convegno internazionale sul benessere nei sistemi educativi

Dal 20 al 22 novembre 2017 presso il DFA si svolgerà il Convegno internazionale sul benessere nei sistemi educativi organizzato dal Centro competenze Innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE).

I sistemi educativi sono realtà complesse che svolgono una funzione specifica e importante nella comunità di riferimento e nel contesto sociale e culturale dove operano. A loro è affidato il compito di formare le nuove leve e di aggiornare i professionisti già attivi: ai sistemi educativi è affidato il mantenimento e lo sviluppo del capitale culturale del territorio entro cui sono inseriti. Il benessere nei e dei sistemi educativi è quindi una necessità, come lo è, conseguentemente, lo studio di quei fattori -individuali, relazionali, e contestuali- che lo precedono e che ne sono conseguenza. L’obiettivo principale del convegno organizzato presso il DFA sarà, pertanto, la creazione di una comunità di pensiero sul tema del benessere nei sistemi educativi, entro la quale sviluppare percorsi di riflessione -supportati dai risultati delle ricerche e delle esperienze applicative- che offrano una promessa di continuità nel tempo, attraverso l’allargamento e il consolidamento delle relazioni fra i diversi attori che si occupano del tema a livello nazionale e internazionale, e la creazione di opportunità di incontro e di scambio fra i membri della comunità scientifica e i professionisti che ad essa fanno riferimento. Ad inquadrare i temi del convegno saranno quattro relatori: Emanuele Berger (Direttore della DS e Coordinatore del DECS), Fabian Gander (Istituto di psicologia – Università di Zurigo), Laura Nota (Professore di Psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione, Università degli studi di Padova) e Michel Janosz (Professore e Direttore della Scuola di psicoeducazione e del Gruppo di ricerca sugli ambienti scolastici, Università di Montréal).

Maggiori informazioni: http://www2.supsi.ch/cms/wellbeing/it/

L’Ortografia

Partendo dai dubbi più comuni, e senza trascurare la scrittura di internet e dei social network, il libro accompagna il lettore a scoprire come funziona l’ortografia della lingua italiana.
(Cignetti, L., Demartini, S., L’ortografia. Roma: Carocci)

Giornata di studio sul pensiero informatico

Il 12.4 si è tenuta al DFA una giornata di studio sul pensiero informatico e sulla robotica educativa a scuola. Obiettivo della giornata era riflettere su domande inerenti all’orientamento all’informatica e alle tecnologie come per esempio su come costruire competenze informatiche e su come avvicinare gli allievi alle discipline MINT. Alla giornata hanno partecipato un’ottantina di interessati fra docenti di SI, SE e SM, formatori, studenti in formazione e quadri scolastici. La mattina è stata dedicata a diverse relazioni di esperti sul tema mentre nel pomeriggio c’è stata l’occasione di sperimentare i robot educativi e conoscere varie esperienze svolte nelle scuole. È stato lanciato anche il CAS in robotica educativa che partirà a settembre 2017. Una giornata riuscita da ripetere in futuro.

Presentazione libro Educare allo sviluppo sostenibile

Che cos’è esattamente lo sviluppo sostenibile? Quali sono le caratteristiche particolari dell’educazione allo sviluppo sostenibile (ESS)? È una materia nuova o è qualcosa da affrontare in maniera interdisciplinare? Chi la deve insegnare e come si insegna? Che materiali utilizzare? Queste sono le domande cui il libro cerca di rispondere in modo semplice e concreta. La prima parte è dedicata sia ai fondamenti del concetto di sviluppo sostenibile sia al quadro di riferimento, alle metodologie didattiche e alle particolarità di approccio dell’ESS. Nella seconda parte, partendo dalla presentazione di due progetti a largo respiro (progetti d’istituto), sono presentati alcuni spunti didattici, metodi e strumenti adatti a svolgere attività in uno spirito più sistemico e partecipativo, così come lo sviluppo dell’ESS nella Svizzera italiana negli ultimi quindici anni. Nella terza parte si trovano le strategie operative, pensate per aiutare concretamente i docenti a trattare temi di ESS: in una prima sezione si trovano sei attività per l’insegnante, nella seconda i materiali operativi per gli allievi.  

Maggiori informazioni: www.supsi.ch/go/sostenibilita

Etica nella scuola

Etica, deontologia e professione: tre parole le cui sfumature di significato disegnano l’orizzonte semantico dell’opera. Intorno a questi temi, dopo un’introduzione dei curatori, si snodano i contributi di Eirick Prairat, Marcello Ostinelli, Silvano Tagliagambe, Michele Mainardi, Fabio Merlini, Giorgio Ostinelli e Adolfo Tomasini, e una proposta di codice deontologico di Eirick Prairat. I saggi, che muovono dalla filosofia e dalla pedagogia, hanno il merito di non portare solo argomenti a sostegno di un codice deontologico per la professione, ma anche di considerare e discutere le possibili riserve e obiezioni.  Dalla lettura, si ricava una visione ampia e approfondita, in cui la figura del docente agisce in una scuola che sa offrire risposte critiche e aperte: un “modello” attraverso cui ritornare alla realtà per comprenderla e viverla meglio.

MMuseo, l’accesso alle teche RSI

La Biblioteca DFA mette a disposizione di ricercatori, formatori e studenti l’archivio digitalizzato della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana tramite il portale MMuseo con tutta la sua mole d’informazioni che abbraccia una novantina d’anni. La documentazione offre oltre 200’000 ore di registrazioni audio che risalgono al 1930 e 200’000 ore di documenti video dal 1920 a oggi. Tutto il materiale è liberamente consultabile tramite due chiavette che permettono di selezionare gli argomenti grazie alle parole chiave e di visionarli immediatamente. La digitalizzazione dei prodotti RSI iniziata nel 2004 si è concretizzata nel 2011 con una nuova versione del software. Oggi le postazioni attive sul territorio sono una trentina.

Un quinquennio alla direzione del DFA

Nell’aprile del 2Ol2 mi è stata assegnata la conduzione del dipartimento e il 31 agosto passerò il testimone con stima e fiducia all’amico e collega Alberto Piatti, un direttore entrante con una completa visione d’insieme sul DFA e la SUPSI, riconosciuto in seno al Consiglio di direzione e al Dipartimento, ben conscio della realtà universitaria svizzera  e attento alle missioni del nostro istituto e allo sviluppo della terziarizzazione nelle ASP.

Poco meno di un anno fa, nel merito della funzione che mi appresto a lasciare per ritornare alle attività accademiche che più prediligo, l’intervista ripresa dalla penna di Marco Ortelli ne sintetizzava così la complessità: -“il ruolo ha richiesto che mi occupassi di molti e variegati aspetti: da quelli legati alla politica universitaria, alla didattica e la ricerca, agli aspetti amministrativi, gestionali e  imprenditoriali. La direzione di un dipartimento come il nostro implica una piena assunzione di responsabilità per tutto ciò che riguarda le singole vicende dell’istituto tanto quanto i suoi principi ed orientamenti generali. Per usare un’immagine sportiva, si fa un lavoro di squadra, si delegano compiti e funzioni, ma è il direttore che in prima persona ha la responsabilità di tutto quello che la ‘squadra’ porta in campo. Una ‘partita’ dove contano delle linee guida chiare, non da ultimo lo sviluppo dell’accoglienza reciproca, dell’ascolto e del dialogo tra tutti i ‘giocatori’ coinvolti e con tutte le parti interessate: studenti, formatori, istituzioni e autorità scolastiche… .”- (Illustrazione Ticinese, novembre 2016).

Oltre che di compiti e funzioni una scuola è fatta di relazioni, di moltissime relazioni. Senza giungere ad affermare seriamente che il lavoro sia un pretesto per le relazioni, mi è sempre stato chiaro che una relazione autentica, dialogica ed empatica, senza abdicare alle proprie responsabilità dichiarate o altrimenti dettate dall’etica professionale, sia alla base di qualsiasi lavoro e di dinamiche professionali vitali per l’istituzione e per le singole persone che la vivono, la interpretano e la sostanziano. Una condizione indispensabile per un confronto costruttivo. Una condizione non sempre facile da garantire con costanza e continuità e soprattutto con la capillarità e la profondità necessarie o attese da ognuno.

Nella Rivista di Locarno (giugno, 2014), a chi mi chiedeva un avviso sulla conduzione della scuola che abilita all’insegnamento, dichiaravo: – “il grado di complessità di questa scuola rispetto alla Scuola Magistrale è decisamente cambiato, soprattutto per l’ampio ventaglio di offerta che dobbiamo assicurare e per le forme di rapporto con il Cantone che il passaggio alla SUPSI ha comportato. Ho certamente (ri)trovato un corpo docente e tecnico-amministrativo valido, che devo ringraziare per l’accoglienza e per la disponibilità, grazie alla quale è stato da subito possibile collaborare e portare a buon frutto il grande impegno che assieme portiamo avanti. Ho trovato attenzione, competenza e passione non solo nei confronti del nostro mandato principale, che è quello di formare docenti, ma anche nella voglia di proporsi ed esporsi nel contribuire ulteriormente all’ampia offerta di esperienze e di momenti culturali aperti, che la Città e la regione già offrono organizzando, da soli o in collaborazione con altri, eventi particolari dentro e fuori le mura dell’ex convento di San Francesco. Ritengo ottimi gli sviluppi sul piano della ricerca in educazione e nella formazione, con aspetti da confermare e consolidare e altri da promuovere, considerando anche l’evidente potenziale vantaggio in tal senso della collocazione in seno alla supsi. (…) Siamo una scuola giovane, nella sua nuova concezione, e il lavoro da fare è ancora tanto, con un occhio di riguardo puntato sulle esigenze immediate, ma senza scordare la necessità di consolidare una presenza qualificata e qualificante, come scuola universitaria professionale, nel contesto accademico locale e nazionale.“-

Non tutto è stato facile e scontato. Molte sono le cose fatte e altrettante sono quelle associate ai processi interni (rivisitati, attivati o sospesi), alle strategie e alle missioni del Dipartimento (formazione di base e continua, ricerca e servizi), ma certamente l’Alta Scuola Pedagogica della SUPSI, il DFA, oggi è una realtà solida, riconosciuta e pienamente inserita nel panorama accademico locale, nazionale e internazionale. Ringrazio ognuno, tutti gli attori coinvolti, per il concorso critico nel promuoverne la qualità e la visibilità, per il sostegno fornito al sottoscritto, al Consiglio di direzione in questi anni e per il contributo fattivo al consolidamento del Dipartimento in quanto tale e quale elemento costitutivo della SUPSI.

Danilo Dolci, in Poema umano (1974) scriveva : “Ciascuno cresce solo se sognato”. Invito tutti, senza distinzione alcuna, a non smettere di sognare e a ricercare le condizioni per realizzare assieme, con spirito critico di servizio, il futuro di questa nostra scuola e della società.

Michele Mainardi

Italiano subito: tre nuovi corsi per adolescenti svizzero tedeschi

I giovani residenti nella Svizzera tedesca non hanno molte occasioni per imparare l’italiano a scuola. Ad eccezione dei Grigioni, dove l’italiano è insegnato dalla 3a. elementare, nella Svizzera tedesca la nostra lingua è presente solo in qualche scuola media e solo come materia facoltativa. Per capire meglio ciò che fa di quattro regioni linguistiche una sola nazione, è invece importante poter imparare l’italiano durante la scuola dell’obbligo. Sapendo che le griglie orarie e i calendari scolastici sono già carichi, si è pensato a una soluzione “creativa”: offrire una settimana progetto extracurricolare di ca. 30 ore “tutto compreso” (programma, materiali e docenti) per le scuole sotto forma di lezioni modulari di italiano o di italiano e teatro, oppure come settimana di immersione in Ticino (italiano e teatro).

I principi didattici e pedagogici su cui è fondato il materiale didattico di Italiano subito, sviluppato a partire da un lavoro di ricerca svolto con l’Università di Berna e proseguito poi dal DFA in collaborazione con l’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana, ne costituiscono i punti di forza. Il corso pone l’accento sul piacere e il gusto per la lingua italiana, connotandone positivamente l’apprendimento e attivando il repertorio plurilingue dei ragazzi nell’interazione in particolare nel corso pomeridiano di teatro con docenti dell’Accademia Dimitri.

Ulteriori informazioni sui corsi a sostegno dell’insegnamento dell’italiano previsto dal concordato HarmoS e promossi dall’Ufficio federale della cultura (messaggio culturale 2016-2020) si trovano su: italianosubito.ch.

Asconosc(i)enza

Il 19 marzo scorso, nell’ambito del festival Asconosc(i)enza, l’unità di scienze ha animato alcune attività sul tema “che arte la scienza!”. Durante tutta la giornata, grazie alla magnifica cornice del Lungolago di Ascona, i bambini hanno potuto cimentarsi con la dimensione scientifica dell’arte, creando i colori con frutti e ortaggi. Aiutandosi con tante “terre colorate”, grandi e piccini hanno vestito i panni dei cavernicoli, contribuendo alla realizzazione di veri e propri murales e pitture rupestri. Durante il 23 e il 24 marzo, alcuni formatori hanno potuto portare diverse attività a due classi di quinta elementare di Ascona.  Sempre sul filone artistico, i bambini si sono cimentati anche nell’arte scultorea partendo da del semplice… latte. Anche quest’anno, quindi, il dipartimento formazione e apprendimento ha potuto dare il suo prezioso contributo per la buona riuscita della manifestazione.