Tutti gli articoli di klucic

Editoriale

Con il numero zero, nel maggio del 2013 prende vita inFormazione. Qualcuno disse ch’era nata la newsletter del DFA ma siamo dell’opinione che ogni qualvolta questo possa contribuire a evidenziare l’apporto etimologico facilmente offuscato dall’uso facile e gratuito dell’inglese, la lingua italiana sia da privilegiare: e così è stato. InFormazione nasce con lo stesso spirito, rendere evidente e di pubblico dominio quanto vi possa essere di non necessariamente visibile della vita e delle azioni del DFA.

Con immutato spirito di informazione e trasparenza eccoci alla nona edizione dei fogli informativi, il n°8, ed è con rinnovata riconoscenza verso tutte le colleghe e i colleghi presenti e assenti su queste pagine che vi invitiamo alla lettura/visione di questo numero che propone frammenti significativi ma certamente riduttivi, di quanto quotidianamente, in forma individuale e/o collettiva, ogni collega fa per onorare gli impegni del dipartimento e della SUPSI verso gli altri e le altre colleghe di dipartimento e della SUPSI, il mondo della Scuola, della formazione, dell’opinione pubblica, della cultura e della ricerca in generale e di quanto le persone, gli enti e le autorità con i quali condividiamo, le missioni, gli eventi e/o le iniziative che in varie forme sono presenti fra queste pagine. Grazie ad ognuno!

Ricerca nella formazione universitaria: I progetti di ricerca dell’Asse 8 per la promozione della strategia SUPSI

I tre progetti di ricerca interni SUPSI, sviluppati nell’Asse 8, mirano alla promozione dell’Orientamento Strategico di Fondo (OSF) 2 rivolto all’integrazione tra ricerca e formazione per il miglioramento e l’innovazione della didattica nell’”Università dell’esperienza”. Caratteristica comune dei tre progetti è pervenire all’elaborazione di interventi didattici mirati, anche nella forma di corsi di formazione continua, adeguati alle esigenze degli studenti e rivolti a produrre una ricerca sulla formazione universitaria di qualità collegata a una prospettiva nazionale ed internazionale. In particolare:

1. FliSCo individua le potenzialità dell’approccio didattico della flipped classroom per favorire lo sviluppo di competenze professionali. Il progetto vede la collaborazione di DFA, DTI, DEASS, FFHS e dell’Università di Torino. Responsabile del progetto: Silvia Sbaragli

2. SCRiPSIt prende le mosse da una situazione di allarme circa le competenze di scrittura degli studenti universitari, si propone
di identificare le difficoltà e gli errori più ricorrenti nella scrittura delle tesi di laurea in lingua italiana di tre dipartimenti SUPSI
(DFA, DTI, DEASS) e di una scuola affiliata (ATD), con l’obiettivo di migliorarne la qualità linguistica e formale. Responsabile del
progetto: Luca Cignetti.

3. Fare Form@zione risponde al bisogno di approfondire la conoscenza sulle pratiche di formazione attuate in SUPSI pervenendo a una maggiore consapevolezza circa i modelli, le pratiche e le strategie messe in atto dai docenti Supsi e ad una mappatura degli spazi di apprendimento. Sono coinvolti il DTI, il DACD e la Fernfachhochschule Schweiz. Responsabile del progetto: Loredana Addimando.

Lorena Rocca

Rivista Didattica della matematica

È appena uscito il primo numero della rivista semestrale Didattica della matematica. Dalla ricerca alle pratiche d’aula diretta dal Centro competenze Didattica della Matematica.

Raccogliendo l’eredità del Bollettino dei docenti di matematica, la rivista contribuisce allo sviluppo e alla divulgazione delle riflessioni e dei risultati di ricerca e di significative pratiche d’aula nell’ambito della didattica della matematica, favorendo la presentazione dei principali orientamenti, lo scambio e la ricaduta tra il mondo universitario e la scuola, a livello nazionale e internazionale.

La rivista, edita dal DFA e dal DECS, con la collaborazione del REC, è costituita da tre sezioni, inerenti documenti di riflessione o ricerca, esperienze didattiche, recensioni di libri di matematica o didattica della matematica.

È possibile consultarla e scaricarla gratuitamente da http://www.rivistaddm.ch/

 

La scuola media in Ticino. Intervista a Tiziana Zaninelli

Dopo molti anni come docente di scuola media sei diventata capoufficio dell’Ufficio Insegnamento Medio. Cosa è cambiato?

Ho iniziato ad insegnare nel settembre del 1986 al Collegio Papio di Ascona, ho concluso a dicembre 2016 alla scuola media di Minusio…trent’anni con classi diverse, colleghe e colleghi, riforme, cambiamenti, novità, anni intensi e belli soprattutto grazie a quello che è il vero cuore della scuola: le allieve e gli allievi che accompagnano quotidianamente i docenti nella loro professione. Dal mio ufficio a Bellinzona vedo la scuola media, e la scuola ticinese grazie ai regolari contatti con i miei omologhi degli altri ordini scolastici, da un punto di vista diverso, spero sempre con la stessa attenzione e passione per l’insegnamento e le persone.

Come vedi la scuola media in Ticino? Quali sono le principali sfide educative che è chiamata ad affrontare?

Le 35 sedi di scuola media ticinese rappresentano molto bene quella che è la nostra realtà cantonale, sia per differenze geografiche che per caratteristiche. Vi è da parte delle direzioni e dei docenti il desiderio di offrire una scuola di buona qualità, attenta alle esigenze degli allievi sia in termini di istruzione che di educazione. Una scuola che si interroga sui propri percorsi, sulla propria offerta formativa, sui bisogni spesso nuovi che nascono e a cui bisogna rispondere, cercando di sostenere gli allievi più deboli, non dimenticando gli allievi intellettualmente più dotati, differenziando e aggiornando metodi e programmi.

Quali nuove opportunità porta il nuovo Piano degli studi, a fronte del grande impegno che richiede ai singoli docenti e alle sedi?

Il nuovo Piano degli studi, che copre l’intera scuola dell’obbligo, ha portato i docenti ad una riflessione sul loro modo di organizzare le lezioni, a ripensare i percorsi, a cambiare punto di vista. Ciò è avvenuto per quasi tutte le sedi di scuola media, l’ultimo gruppo di 9 sedi inizierà a settembre questo percorso, e ha comportato un impegno in termini non solo di tempo ma anche di formazione personale importante.

Per molti anni sei stata anche Docente di pratica professionale (DPP) per gli studenti del Master del DFA. Cosa ti ha dato questa esperienza?

Essere DPP è un modo per trasmettere quello che tempo e pratica professionale ti hanno insegnato, ma è anche un’occasione di aggiornamento e di scambio con i giovani docenti. Ho ricordi molto positivi delle e dei docenti in formazione che ho accompagnato nei loro mesi di pratica professionale, rivederli ora alle prese con le loro classi nelle varie sedi è motivo di orgoglio per la loro crescita e per il loro riuscito inserimento nelle nostre scuole.

Fai notizia

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Come nascono le notizie in TV e sul web? Come usare al meglio
l’occhio della telecamera che ci portiamo in tasca con il nostro smartphone?

Il DFA e la RSI ripropongono Fai Notizia!, il concorso rivolto alle classi di scuola media del Ticino e del Grigioni italiano. La sfida è documentare un’uscita o un’attività sul territorio con i “telefonini” e progettare un servizio del telegionale. La classe vincitrice potrà realizzare il servizio lavorando a Comano con i professionisti della RSI.
Un’occasione unica per un lavoro entusiasmante su media, video e informazione.

Regolamento e iscrizione su
www.supsi.ch/go/fainotizia

Editoriale

Sette i numeri di InFormazione pubblicati. Sette i pezzi che compongono il Tangram, antico rompicapo cinese con i quali innanzitutto ricomporre il quadrato di partenza. Ma questo non è che l’inizio del gioco, perché sono innumerevoli le composizioni che è possibile comporre con i sette tan.

Così come innumerevoli sono le proposte e le realizzazioni che si generano dalla combinazione e dalle priorità emergenti dei quattro tan del Dipartimento formazione e apprendimento – formazione di base, formazione continua, servizi e ricerca -, di cui InFormazione cerca di dare riscontro di volta in volta tanto all’interno quanto all’esterno del DFA e della SUPSI.

Il successo del foglio informativo sta anche nella “ribalta” che da sempre caratterizza la prima pagina e che abbiamo voluto dedicare a Francesco Vanetta, collega che da diciotto anni con impegno, cuore e ingegno, conduce la scuola media ticinese. Nel momento del passaggio di testimone a Tiziana Zaninelli, formuliamo ad entrambi i migliori auguri per il prossimo futuro.

L’allievo al centro I Intervista a Francesco Vanetta

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Sei stato a capo dell’Ufficio dell’insegnamento medio per 18 anni. Come hai visto cambiare la scuola – media, ma non solo – in questi anni?

Con un po’ di ironia si dice che se una persona ibernata da 100 anni dovesse svegliarsi, l’unica cosa che saprebbe riconoscere nella società attuale è la scuola. Vista così, la scuola sembra particolarmente resistente al cambiamento. Se questo discorso è valido per le strutture logistiche, va subito detto che anche in un lasso di tempo ridotto, appunto 18 anni, la scuola media è cambiata parecchio. La sede scolastica è diventata progressivamente una comunità educante, la popolazione scolastica è sempre più multiculturale, il mandato educativo della scuola si è allargato (fin troppo?), i piani di studio sono stati riscritti in due occasioni, sul piano pedagogico e didattico l’allievo è sempre più attore del suo apprendimento e l’insegnante diversifica la sua azione in funzione delle caratteristiche degli allievi.

Il piano degli studi e La scuola che verrà sono novità che hanno messo in fermento il mondo della scuola. Quali sfide e quali opportunità portano?

Entrambi i progetti di riforma rappresentano indubbiamente delle opportunità per migliorare ulteriormente la nostra scuola. Essendo due iniziative di grosso rilievo che si prefiggono di riformare l’intera scuola dell’obbligo, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati devono riuscire a coinvolgere e far partecipare docenti e quadri scolastici. 

Anche la formazione dei docenti ha attraversato diverse trasformazioni. Che ruolo gioca oggi per la qualità della scuola e quali sono le tue aspettative nei suoi confronti?

Tutti, e non solo in Ticino, siamo concordi nell’affermare che la “buona scuola è fatta dai bravi docenti”. Ne consegue che il ruolo del DFA è fondamentale. L’auspicio è quindi che sappia anche in futuro formare docenti appassionati, competenti sul piano pedagogico e didattico, in grado di collaborare e aperti verso la formazione continua. 

La scuola media è una soluzione unica in Svizzera per il livello secondario I. Cosa ne apprezzi in particolare?

Direi i suoi principi fondanti. Nonostante i profondi cambiamenti sociali, economici e politici la scuola media è riuscita a preservare le sue caratteristiche, ossia di essere una scuola di tutti e per tutti, equa, solidale, orientata alla crescita di ogni allievo e in grado di assicurare una valida formazione culturale a tutti i giovani.

Qual è il tuo augurio per i prossimi 18 anni della scuola ticinese?

Viste le numerose pressioni alle quali è sottoposta, il mio augurio è che la scuola possa sempre “tenere l’allievo al centro” e nel contempo sviluppare la sua azione educativa realizzando, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione dei suoi attori, progetti innovativi di riforma .

Progetti interni SUPSI: un’attenzione all’innovazione nella formazione

I sistemi produttivi, per evolvere, devono essere innovativi e dinamici. In SUPSI questa dichiarazione assume una declinazione professionalizzante sempre più orientata a fornire contenuti innovativi. Ma, in un mondo produttivo che cambia cosi repentinamente, come si trasforma la didattica universitaria orientata alla professionalizzazione? Quali le percezioni dei docenti sulle personali pratiche di insegnamento rivolte allo sviluppo della cultura dell’innovazione? Quale la configurazione ottimale degli spazi?

Queste sono alcune delle domande di ricerca che hanno guidato i partecipanti dell’Asse 8 nella definizione di tre progetti di ricerca accolti favorevolmente dalla Direzione SUPSI negli scorsi mesi. Il primo, coordinato da Silvia Sbaragli, ha al centro le riflessioni di ricerca circa l’uso di una metodologia – la classe rovesciata (flipped classroom) – finalizza allo sviluppo di competenze. Il secondo, coordinato da Luca Cignetti, mira alla raccolta e all’analisi di dati testuali e proposte didattiche per il miglioramento delle competenze di scrittura. Il terzo, coordinato da Loredana Addimando, parte dalla mappatura delle concezioni e degli stili di insegnamento dei docenti SUPSI per arrivare a delineare delle ricadute dirette nella formazione e nella didattica. Accomunano i tre progetti la presenza di un team di ricercatori provenienti da tutti i dipartimenti della SUPSI, l’esplicita volontà di intrecciare legami tra formazione e ricerca per delineare pratiche di miglioramento della didattica universitaria, e la creazione di occasioni di disseminazione che diventino momenti di promozione del dialogo interno alla SUPSI su questi temi scottanti e inevitabilmente federatori.

www.supsi.ch/dfa/ricerca

La complessità nel mondo globale a scuola

Riuscire a comprendere la complessità del mondo globale attraverso le realtà locali, è la sfida posta dal tema affrontato alla nona giornata dedicata all’educazione per uno sviluppo sostenibile (ESS), svolta presso il DFA della SUPSI lo scorso 22 ottobre. L’evento organizzato dal DFA, éducation21 e il GrussTI ha offerto una giornata d’aggiornamento e riflessione: I mille volti della globalizzazione.

Tra le proposte didattiche, 5 atelier sono stati gestiti delle studentesse del DFA che hanno mostrato gli esiti delle loro sperimentazioni nelle pratiche professionali. Assai apprezzati e densi di spunti di riflessione i contributi dei relatori esterni: Marco Gaia dell’osservatorio meteorologico di Locarno e Ugo Bardi dell’Università di Firenze e membro del Club di Roma.

I primi riscontri parlano di una giornata vivace che ha saputo dare spunti interessanti per mostrare quanto le competenze trasversali trovino una loro concreta applicazione nell’ESS, con approcci didattici e pedagogici innovativi in grado di confrontarsi con le nuove sfide poste dalla Scuola che verrà.

Maggiori informazioni
www.education21.ch 

Piazzaparola 2016: Don Chisciotte per i ragazzi delle scuole

piazzaparola

Nel quarto centenario della morte di Miguel de Cervantes, la manifestazione luganese Piazzaparola – nata da un’idea di Raffaella Castagnola e promossa dalla «Dante Alighieri» – ha scelto di proporre al pubblico l’autore e la sua opera più importante, Don Chisciotte della Mancia. Lo stimolo è stato recepito con piacere dal partner locarnese dall’evento, il DFA della SUPSI, che da ormai quattro anni accetta la sfida di presentare i grandi della cultura e della letteratura (Boccaccio 2013, Leonardo 2014 e Ovidio 2015) ai più piccoli: gli allievi delle scuole elementari. Spesso sono loro, con i loro insegnanti, i più ricettivi destinatari delle proposte, pronti ad approfondirle e a rinnovarle tra i banchi di scuola.

Così, con il sostegno della Città di Locarno e della SZY Banque Privée, il 15 settembre ha preso vita un evento rivolto ad alcune 4° e 5° elementari del locarnese e di Massagno (istituto che ha scelto Don Chisciotte come libro dell’anno): Sulle tracce dell’ingegnoso nobiluomo don Chisciotte della Mancia, una rilettura curata da chi qui scrive insieme ad Adolfo Tomasini.

Progettato per svolgersi all’aperto, a causa della pioggia lo spettacolo è stato spostato in teatro. Ciò non ha però impedito l’incontro con personaggi e avventure indimenticabili, come Dulcinea, Sancho Panza, i libri di cavalleria, i mulini a vento e l’elmo di Mambrino, che, grazie alla bravura degli interpreti, si sono alternati sul palco.

In attesa di nuove occasioni, un grazie speciale va alle attrici e agli attori Sara Giulivi, Tatiana Winteler, Cristina Zamboni, Fabio Doriali e Simone Fornara, ai musicisti Daniele Dell’Agnola, Giovanni Galfetti e Oliviero Giovannoni, e all’illustratrice Simona Meisser; senza dimenticare il lavoro dietro le quinte di Fiorenza Wiedmann, Werner Walther, e di chi opera nei servizi REC e SIM del DFA.

Per tutti, però, il «Grazie!» più prezioso è stato di sicuro l’entusiasmo di bambini e maestri.

Maggiori informazioni
www.supsi.ch/go/piazzaparola

Travelling Soundscape Workshop

Dal 14 al 18 settembre si è svolto a Locarno nell’ambito dell’accordo “Brazilian-Swiss Joint Research Programme (BSJRP)” il seminario internazionale transdisciplinare Travelling Soundscape Workshop for Preservation and Valorization of Sound (TSW) con la volontà di sperimentare metodologie partecipative di lavoro sul campo orientate a cogliere la sfida di porre al centro l’orecchio per la conoscenza dei luoghi. I molti eventi collaterali proposti sono stati pensati come momenti di reciproco ascolto tra la comunità scientifica e il territorio. Il workshop si è aperto il 14 settembre con il concerto di G. Galfetti e C. Bava che, accompagnati da M. C. Pasquali, hanno avvicinato gli spettatori alla linea di frontiera tra i suoni e i sapori della regione del Verbano. Il 15 settembre, i partecipanti sono stati chiamati a delineare diversi sguardi sul “paesaggio sonoro” e lo hanno fatto attraverso il percorso itinerante con il trenino della Centovallina. Il 16 settembre il focus si è spostato sul rapporto tra i suoni e la loro dimensione di preservazione, valorizzazione, tutela anche identitaria. Il terzo tema, quello del rapporto tra benessere e musica, è stato introdotto, al Monte Verità, da A. Fagiuoli (violino) e J. P. Armengaud (piano) che hanno accompagnato, con le loro cartoline sonore, gli interventi di M. Cantore, R. Barbieri e I. Zanardi (oncologia di Mantova – IT) dell’associazione italiana Donatori di Musica. Il 17 settembre al Mulino di Precassino, guidati da F. Rosini e P. Crivelli si è riflettuto sulla dimensione ecologica del suono. La cena al buio, organizzata dall’UNITAS, è stato un emozionante momento conclusivo che ha richiamato un altro aspetto legato alla dimensione sonora: quello dell’accessibilità  ai luoghi da parte dei soggetti non vedenti o ipovedenti proprio attraverso i suoni. Le cinque direttrici emerse saranno riprese a breve e rilanciate in un progetto di cooperazione tra il DFA e l’Università di Caxias du Sol (BR).

Maggiori informazioni
www.supsi.ch/go/tsw

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Italiano subito! incontra Italiando

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Sviluppato a partire dal Curriculum Minimo di Italiano, Italiano subito! è un corso intensivo di introduzione all’italiano per allievi della scuola media della Svizzera tedesca, progettato a partire da una ricerca iniziata dall’Università di Berna per poi svilupparsi al DFA in collaborazione con l’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana.

Si tratta di un corso intensivo per principianti assoluti che mira a sviluppare competenze che permettano di agire in modo indipendente nelle situazioni comunicative pertinenti alla realtà di giovani adulti, attivando strategie comunicative che tengano conto delle competenze plurilingui già acquisite.

Il suo carattere innovativo e la sua flessibilità hanno permesso un suo utilizzo proficuo anche in contesti diversi, tra cui i corsi Italiano&Sport e i corsi di italiano al Centro sportivo di Tenero organizzati tra luglio e ottobre nell’ambito dell’iniziativa Italiando (RSI, DECS e Percento culturale Migros).

Maggiori informazioni
www.italianosubito.ch
www.rsi.ch/speciali/intrattenimento/italiando/it/

Media in Piazza: il bello dei media senza paura

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Cosa significa imparare e insegnare un uso sano, legale, sicuro, critico e creativo dei media digitali, a scuola e in famiglia? Il 98% dei giovani hanno in tasca uno smarpthone e passano in media 2 ore al giorno in rete fin dai 9-10 anni, collegandosi a un mondo digitale che offre opportunità e creatività, ma anche pericoli, come dipendenza e cyberbullismo.

Il Ticino ospita diverse organizzazioni attive su questo fronte, che, in rete e grazie a tre sponsor, hanno voluto offrire due giornate di idee e stimoli sotto il titolo di Media in piazza

Venerdì 23 settembre il LAC ha ospitato oltre 400 allievi di scuole medie, speciali e professionali, che si sono messi alla prova nei 9 atelier e nelle 7 postazioni del programma, discutendo di televisione, servizio pubblico, dipendenza, bullismo, selfie, video interattivo, Wikipedia e molto altro. Sabato 24 settembre Media in Piazza è stato aperto alle famiglie e ai giovani.

Maggiori informazioni
www.mediainpiazza.ch

Pomeriggi informativi, Tutti a scuola! e Lezioni aperte

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Nell’ambito della promozione dell’offerta formativa 2017/2018 il Dipartimento formazione e apprendimento come ogni anno propone dei pomeriggi informativi che si svolgeranno presso la sede di Locarno (stabile A).

Per capire una professione, niente vale di più che provare a guardarla dall’interno. Com’è la giornata di un maestro? Per chi vuole diventare docente, ecco l’occasione per passare una giornata in una classe con Tutti a scuola! insieme a un docente esperto e a contatto con gli allievi. Appuntamento per giovedì 26 gennaio 2017 per il settore SI/SE, mentre per chi è interessato all’insegnamento nella SM, verranno proposti dei momenti nella settimana dal 13 al 17 febbraio 2017.

Non da ultimo, quest’anno il Dipartimento ha deciso di aprire le porte della propria sede con Lezioni aperte per consentire, ai liceali e a chi è interessato ad intraprendere gli studi presso il DFA, di assistere ad alcune lezioni e capire quali materie vengono affrontate durante la formazione per diventare insegnante.

Maggiori informazioni e iscrizioni
www.supsi.ch/go/vuoi-insegnare

Pubblicazioni I L’inclusion scolaire: ses fondements, ses acteurs et ses pratiques

copertinaNella Collana Pédagogies en développement del prestigioso J. M. de Ketele (DeBoeck-supérieur), il libro si colloca come opera collettanea curata dai colleghi Prud’homme, Duchesne, Bonvin e Vienneuau e vede il DFA direttamente coinvolto in uno dei gruppi di redazione del Laboratorio internazionale di ricerca sull’inclusione scolastica (LISIS).

Il libro caratterizza e attualizza ognuno dei temi centrali associati all’edificazione di sistemi educativi più inclusivi: i fondamenti (i “perché”), gli attori (il “chi”) e le pratiche (il “come”). Si propone al lettore una visione inclusiva “aumentata”, con in primo luogo la chiarificazione del concetto stesso di inclusione, non da ultimo per discutere le condizioni e i mezzi della sua messa in atto. 

Prud’homme, Duchesne, Bonvin e Vienneuau (2016). L’inclusion scolaire: ses fondements, ses acteurs et ses pratiques.
Ed. DeBoeck-Supérieur

La scuola speciale al DFA

Da settembre 2016 il DFA ospita nei propri spazi una classe di scuola speciale accompagnata dai docenti Marco Omini, Ildiko Jarai, Jaldhara Gianettoni e Giancarla Calitri. 

Si tratta di un gruppo di ragazzi tra i 16 e i 17 anni, proveniente da tutto il Sopraceneri, che sta seguendo 2 anni di formazione post obbligatoria, il cosiddetto ciclo di orientamento professionale (COP). Grazie a questo periodo di formazione professionale i ragazzi iniziano a prendere dimestichezza con il mondo del lavoro (sia tramite le lezioni in aula che tramite lavori svolti all’esterno e gli stages individuali) e cominciano ad orientarsi verso una scelta professionale adeguata. La classe si sta integrando molto bene anche con la comunità di docenti e studenti al DFA, collaborando in piccoli lavori manuali di preparazione di eventi o in altre occasioni.

Un caloroso benvenuto da parte nostra!

Ken Bugul al DFA

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“L’unico linguaggio che tutti gli esseri umani capiscono è il linguaggio dell’umanità” é il titolo dell’incontro con la scrittrice Ken Bugul, ospite al DFA venerdì 11 novembre 2016.

Il numeroso pubblico si è lasciato conquistare dalla presenza e dalla voce della grande scrittrice senegalese. La lettura dei brani scelti ha illustrato il percorso di una donna diventata scrittrice per esorcizzare il trauma dell’infanzia tra abbandono e sradicamento. 

Racconti sull’infanzia legata alla mancanza dell’affetto materno, sul legame con la natura stimolo dei sensi, sull’alienazione alla cultura occidentale, sulla scoperta della propria identità attraverso il viaggio verso il Nord, il ritorno doloroso nella terra d’origine vissuto come un esilio interno verso la rivelazione della propria identità femminile e il nascere di una scrittrice. La scrittura di Ken Bugul è un grido, una rivendicazione per una libertà senza compromessi al di là dell’Africa e dell’Europa.

Ken Bugul ha pubblicato la trilogia autobiografica (Le Baobab fou, Cendres et braises e Riwan ou le chemin de sable), per la quale è conosciuta in tutto il mondo.