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Movie&Media Labs

Creare uno spazio che guidi i più giovani a vivere il Locarno Film Festival – il più grande evento culturale in Svizzera – da protagonisti, mettendo le mani in pasta e scoprendosi creativi proprio grazie alle tecnologie che hanno in tasca e che usano di solito solo per mandare “messaggini”. Questa la sfida dei Movie&Media Labs, i laboratori di creatività digitale nati dall’esperienza di One-frame Movie e per la prima volta in programma nella sezione Locarno Kids grazie alla collaborazione tra il DFA e il Festival.

Le giornate festivaliere hanno dunque visto svolgersi 7 laboratori – Photo, Sound, Video, Animation, Web news, Coding e Minuscule – animati da collaboratori e studenti del DFA e della PHGR. Hanno partecipato complessivamente 131 bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni, dal Ticino e non solo. Al pomeriggio, dopo i laboratori, grazie alla collaborazione con Castellinaria, il programma si è arricchito con la proiezione di film per ragazzi.

I Movie&Media Labs sono stati resi possibili grazie al contributo di Fondazione Rivapiana, Comune di Minusio, IBSA Foundation, Google (limitatamente al Coding Lab) e RSI (limitatamente al Video Lab). L’edizione 2019 è già in cantiere, come collaborazione del DFA con le Alte scuole pedagogiche dei Grigioni e di Schwyz.

www.momelabs.ch

Matematicando

Dal 2 al 5 maggio 2018, a Locarno, si è tenuta la terza edizione del festival “Matematicando. A spasso con la matematica per le strade di Locarno”, un evento per piccoli e grandi, capace di coinvolgere e appassionare studenti di diversi livelli scolastici, docenti e chiunque fosse incuriosito dal vasto mondo della matematica. Dopo il successo delle prime due edizioni, tenutesi nel 2014 e nel 2016, la proposta è stata ancora più ricca e appassionante, inserendosi all’interno del progetto Agorà CME (Communicating Mathematics Education) finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero. Il progetto, rivolto alla divulgazione dei contenuti di ricerca, in particolare matematici, è condotto dal Centro competenze Didattica della Matematica e dal Servizio Comunicazione del Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI.

Matematicando festival 2018 è stato inaugurato il 2 maggio con un emozionante spettacolo teatrale dal titolo “Porta a casa la felicità con i trolls e la matematica”, realizzato dagli utenti dell’Istituto Miralago insieme agli allievi di quarta e quinta della scuola elementare di Brissago. Gli organizzatori dello spettacolo e dell’intero festival hanno creduto fortemente che fosse questo il modo migliore per avviare le quattro giornate dedicate alla matematica: una storia di diversità e unione, pensata per includere tutti in questa importante disciplina, vissuta a suon di canzoni e musica, coronata da una suggestiva cornice come quella dell’Auditorium del Centro Dannemann.

Sono seguite due giornate (3-4 maggio) rivolte a studenti e docenti di tutta la scuola dell’obbligo, con alcune proposte pensate anche per la scuola medio-superiore, così da rivolgere sempre più lo sguardo al domani, nel solco della continuità. La formula vincente delle prime due edizioni è stata mantenuta: laboratori interattivi per tutte le età, spettacoli e intrattenimenti pensati per comprendere come la matematica sia dappertutto, a braccetto con le lingue, le scienze, le arti, la giocoleria, la robotica, le tecnologie, i media e molti altri ambiti.

L’ultimo giorno, sabato 5 maggio, è stato come di consueto aperto alla popolazione, ossia a tutti coloro che desiderassero vivere insieme ad altri – amici, genitori, nonni – una giornata ricca di matematica nelle sue tante declinazioni, imparando e divertendosi, a passeggio per le strade di Locarno. Insomma, un modo diverso ed efficace per guardare con altri occhi questa importante disciplina, apprezzandone la ricchezza, la forza e la vastità.

Alcuni dei laboratori proposti nel 2018 sono resi fruibili come schede didattiche sulla piattaforma www.matematicando.supsi.ch che, sempre nell’ambito del progetto Agorà, funge da cassa di risonanza per l’evento. La finalità è quella di diffondere le interessanti e ricche proposte di laboratori a docenti e genitori desiderosi di vivere la matematica in modo creativo e divertente con i bambini e i ragazzi di tutte le età, dai 3 ai 15 anni.

Anche l’edizione del 2018 è riuscita nel suo intento di promuovere e far vivere esperienze positive di matematica, suggerire percorsi di apprendimento, creare dialogo tra docenti, allievi, famiglie, e più in generale l’intera popolazione, rinnovando il fascino per questa disciplina. Lo dimostrano le 132 classi e 2’269 bambini che hanno preso parte all’evento nelle giornate di giovedì e venerdì dedicate alle scuole, e le oltre 3’000 persone che hanno riempito Piazza Grande durante la giornata del 5 maggio aperta alla popolazione. Più di 300 collaboratori e studenti dal DFA hanno contribuito a rendere possibile l’evento. Inoltre, 194 allievi insieme ai loro docenti sono stati coinvolti in prima persona, presentando e gestendo laboratori con attività matematiche interattive e stimolanti ideate e testate in classe durante l’anno scolastico.

Ecco perché gli organizzatori e i docenti coinvolti credono fermamente che Matematicando festival rappresenti un’occasione efficace per diffondere la matematica, facendola uscire dalle aule scolastiche e facendole vivere in tutta la sua ricchezza e dinamicità. L’intento è di svestirla di quell’immagine negativa di disciplina statica, troppo perfetta e di difficile approccio, com’è pensata nell’immaginario di molti, per dare a tutti l’opportunità di avvicinarsi alla matematica come disciplina creativa, formativa, nella quale vi è spazio per discutere, interpretare e costruire.

Convegno Plurilinguismo

Il “Convengo Plurilinguismo” 2018, giunto alla IV edizione, è stato organizzato dal Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI con l’Alta scuola pedagogica dei Grigioni e l’Alta scuola pedagogica del Vallese.

Al convegno hanno avuto luogo simposi e contributi singoli (in italiano, francese e tedesco con traduzione simultanea) in merito al tema “La formazione nelle lingue straniere attraverso i gradi scolastici. Quale coerenza didattica verticale e orizzontale? Quale collaborazione? Esempi, progetti e modelli nelle scuole in Svizzera”. Il tema è stato introdotto da due keynote speakers: Giuseppe Manno (Professore responsabile di didattica delle lingue romanze presso la FHNW di Basilea) e Mirjam Egli Cuenat (Professore responsabile di didattica del francese presso la FHNW di Soletta).

Nell’ambito dell’insegnamento delle lingue straniere il passaggio tra i diversi gradi scolastici della scuola dell’obbligo in Svizzera rappresenta una sfida tanto per gli allievi, che spesso sono confrontati a contenuti, metodologie e funzionamenti nuovi, quanto per gli insegnanti che si trovano a dover integrare competenze linguistiche e processi di apprendimento diversi.

Oltre alla complessità pedagogica e organizzativa che tale passaggio implica, si aggiunge la pluralità degli attori scolastici ed educativi (docenti, scuole, dipartimenti cantonali, alte scuole pedagogiche, gruppi di lavoro, ricercatori, etc.) che intervengono tutt’oggi con attese e modalità spesso divergenti le une dalle altre.

Nell’affrontare tale contesto, i nuovi piani di studio svizzeri (LP21, PER, Piano di studio ticinese) esplicitano i principi e le indicazioni metodologiche per promuovere una continuità nella formazione pluri-linguistica tra i diversi ordini di scuola e in particolare tra scuola elementare e scuola media. Tali lavori e contributi sono tuttavia ancora poco conosciuti a livello nazionale. Inoltre, le incognite e le difficoltà da parte di docenti e/o formatori ad adottare e applicare un approccio integrato e plurilingue concreto nelle scuole, così come nelle alte scuole pedagogiche, che promuova una continuità didattica tra i vari livelli scolastici, sono reali.

Il “Convegno Plurilinguismo” 2018, si è chinato principalmente sulle modalità ed opportunità di coerenza didattica e pedagogica nella formazione didattica delle lingue e nell’insegnamento delle lingue durante le scuole dell’obbligo, in particolare nelle situazioni di passaggio tra gradi scolastici.

Questa problematica, è stata particolarmente considerata attraverso quattro assi tematici: l’impostazione didattica, i mezzi didattici, la valutazione e il coordinamento.

Docenti, formatori e ricercatori attivi nell’ambito dell’insegnamento e della didattica delle lingue straniere e del plurilinguismo, hanno messo in rilievo e dato voce ad esempi, progetti e modelli di progressione coerente tra le lingue e le scuole dell’obbligo in Svizzera. Hanno confrontato situazioni empiriche concrete ed elementi e aspetti di carattere più teorico in un’ottica di scambio e discussione.

Aula 20 tra passato e futuro

Nel mese di ottobre i corridoi dello stabile A hanno viaggiato nel tempo per tornare al 1968, quando trecento studenti della Scuola Magistrale occuparono per alcuni giorni l’Aula 20 per protestare contro la gestione e i metodi didattici della Scuola. L’evento scosse il tranquillo Ticino che non si aspettava che ragazze e ragazzi dai sedici ai diciannove anni avrebbero organizzato uno sciopero contro la scuola di allora. Essi chiedevano maggiore partecipazione e dialogo nella formazione, una scuola più aperta e meno nozionistica con nuove metodologie d’insegnamento.

L’evento è stato ricordato da una mostra curata da Fabiano Fiero, bibliotecario del Dipartimento e ha visto coinvolti, con un grande spirito di collaborazione, moltissimi colleghi del Dipartimento.
Il corpus principale dell’esposizione è composto da una trentina di poster che ripercorrono in modo esaustivo tutto quello che avvenne tra le mura dell’ex convento di S. Francesco. La prima parte della mostra contestualizza la protesta locarnese all’interno dei movimenti del Sessantotto a livello globale, con particolare attenzione a quanto successo negli Stati Uniti d’America, in Francia, in Italia e nel resto della Svizzera. La seconda parte invece ripercorre brevemente la storia della Scuola nel decennio precedente all’occupazione e in particolare negli anni scolastici 1966-67 e 1967-68. Nella terza parte vengono affrontati in ordine cronologico i giorni dell’occupazione dell’Aula 20, i cui eventi vengono descritti quasi ora per ora. La quarta ed ultima parte infine, ripercorre quanto accadde nei mesi successivi fino alla “resa” degli studenti.

Per arricchire il percorso sono stati aggiunti, sotto i poster, una serie di articoli della stampa ticinese e di testi di autori dell’epoca come Marcuse e Don Milani, così come il tanto vituperato libretto rosso “Difesa civile” distribuito a tutti i fuochi dalla Confederazione nel 1969.

La mostra non poteva dirsi completa senza coinvolgere direttamente gli ex-occupanti e gli studenti di oggi. Questo compito è stato pienamente assolto da quattro postazioni video contenenti una serie di contributi video curati da Luca Ramelli e Fabio Dozio. Essi hanno coinvolto i protagonisti dell’epoca e gli studenti di oggi nella rilettura di alcuni articoli del giornale studentesco “Il Conciliatore”. Sempre attraverso queste postazioni era possibile visionare alcuni servizi televisivi filmati dalla Radiotelevisione svizzera di lingua italiana.

La mostra si è avvalsa anche del sostegno della Divisione scuola e della città di Locarno.
Considerato il positivo riscontro ricevuto e il periodo di apertura relativamente breve (tre settimane) non è escluso che nel 2019 la mostra non riapparirà nei corridoi dello Stabile A.

Per concludere, la mostra ha prodotto anche una pubblicazione che approfondisce ulteriormente il tema. Questo libretto di accompagnamento è stato stampato e distribuito in oltre 350 copie ed è disponibile alla Biblioteca del nostro Dipartimento, all’Archivio di Stato, alla Zentral Bibliothek di Zurigo, alla Biblioteca Nazionale di Berna, oltre che all’indirizzo http://repository.supsi.ch/10398/

Per l’inaugurazione è stata organizzata una serata-evento che ha coinvolto in un dibattito, testimoni dell’epoca e protagonisti di oggi. Vi ha infatti preso parte in veste di moderatore, il giornalista e testimone dei fatti Fabio Dozio. In qualità di ospiti invece hanno partecipato Emanuele Berger, coordinatore del DECS e direttore Divisione della scuola, Norberto Bottani, saggista, esperto di politiche scolastiche e docente della Scuola Magistrale nel ’68 e Igor Negrini, docente alla Scuola Media di Camignolo.
Agli ospiti è stato chiesto di riflettere sui cambiamenti nella scuola negli ultimi 50 anni, sull’eredità che hanno lasciato gli studenti del 1969 alla scuola di oggi e come cambierà nei prossimi 50 anni.

L’evento ha richiamato molte persone nell’Aula Magna del Dipartimento, tra cui molti ex studenti, che hanno avuto modo di rivedersi dopo molti anni.

La serata ha visto anche la presenta della Radiotelevisione della Svizzera italiana che ha realizzato un servizio per il Quotidiano.

Il Museo diventa Aula

Progetto nato con gli studenti del corso di Didattica dell’educazione visiva e dell’educazione alle arti plastiche del Master in Insegnamento per il livello secondario I, Esperienza museo è il primo numero della nuova serie di Quaderni didattici del DFA. Richiamando gli Orientamenti strategici DFA 2017-2020, nella visione di “rafforzamento del proprio ruolo di motore e amplificatore culturale in stretta collaborazione con DCSU/DECS e con particolare attenzione alla città di Locarno”, il progetto s’inserisce nel circolo virtuoso di iniziative istituzionali volte a una più efficace implementazione del Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese (2015).

Ed è proprio partendo da un’affermazione presente nel Piano di studio – secondo il quale il processo cognitivo in ambito culturale “si compie nella scoperta, nell’accoglimento e nell’analisi critica del patrimonio prodotto dall’uomo nel corso della sua storia, nei vari campi delle arti visive e plastiche” (p. 230) – che i docenti di Didattica disciplinare hanno ritenuto doveroso apportare un adeguamento dei contenuti del dispositivo di formazione iniziale dei docenti del Secondario I nella direzione di un rinnovato interesse per il ruolo dell’opera d’arte come “linguaggio veicolare per eccellenza” (Ciarcià & Dallari, 2016, p. 9). Sullo sfondo, la consapevolezza che la funzione educativa dell’arte intesa come ambito di studio non possa limitarsi a “un agire nozionistico e dottrinale proprio di una concezione modernista” (De Vincentis, 2015, p. 30), ma debba coinvolgere il soggetto in formazione in un processo co-costruttivo di conoscenze e riflessioni.

Nasce così il workshop “Esperienza museo”, ciclo di lezioni seminariali con la collaborazione della prof.ssa Franca Zuccoli del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e la Ghisla Art Collection, volto a privilegiare un’idea di collaborazione con la realtà-museo che, da contenitore-archivio deputato alla conservazione ed esposizione, si proietta in una dimensione interattiva e laboratoriale: uno spazio per l’apprendimento con la cultura. Nel tentativo di rendere il meno possibile estemporanea ed eccezionale la proposta di didattica museale, si è ritento opportuno sfruttare il valore di prossimità del territorio: il museo come luogo scolastico “dislocato”, ma sempre all’interno di un più vasto frame educativo.

In questo senso, i docenti in formazione del Master sono stati accolti alla Fondazione Ghisla di Locarno, museo di recente costituzione caratterizzato da un forte interesse alle espressioni artistiche del contemporaneo. Qui, l’incontro con la poetica e l’estetica delle ricerche visive più attuali, grazie a un’intelligente mediazione culturale, ha rappresentato un momento significativo di riflessione sui linguaggi iconici che caratterizzano la cultura contemporanea.

Favorire il contatto e la conoscenza dell’arte contemporanea da parte delle giovani generazioni è un obiettivo voluto e non dettato da mode o gusti personali: si tratta dell’esigenza di affrontare il problema artistico secondo un approccio contestuale e in un’ottica storica circolare e non lineare. Nella convinzione che, come insegna Vygotskij, “l’arte è il sociale che c’è in noi, la sua essenza non è individuale”, si è voluto fondare il progetto Esperienza museo su un’idea dell’arte non celebrativa ma, al contrario, comprensiva: “Non si dovrebbe insegnare chi sono gli artisti e cosa fanno ma cercare di immettere nei processi intellettuali, immaginativi e creativi dei giovanissimi, idee, paradigmi, metafore e repertori simbolici desunti e suggeriti dall’esperienza artistica” (Ciarcià & Dallari, 2016, p. 10).

Il prodotto atteso di questa esperienza formativa è il Quaderno “Esperienza Museo 1”. I cinque percorsi didattici raccolti, ognuno basato su un’opera della Ghisla Art Collection, auspicabilmente costituiranno un prototipo metodologico per tutti i docenti di materia, dove le esperienze e le conoscenze “diventano percorsi attivi da trasferire nella programmazione scolastica” (Francucci & Vassalli, 2005, p. 14).

Riferimenti bibliografici

Ciarcià, P. & Dallari, M. (2016). Arte per crescere. Bazzano (BO): Artebambini

De Vincentis, S. (2015). Imparare l’arte. Due musei a confronto tra formazione, metodo e strategia: i casi del MOdE e del MAMBO. In U. Thun Hohenstein (Ed.), Musei e didattica, numero monografico Annali on-line della Didattica e della Formazione docente, n 10/2015, pp. 29-37

Francucci, C. & Vassali, P. (Eds). (2005). Educare all’arte. Milano: Electa

Piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese (2015). Bellinzona: DECS

Rassegna… Diversamente!

Nell’inverno 2017/2018 si definisce e si realizza l’idea di “Diversamente!” la rassegna sull’inclusione e la partecipazione sociale delle persone (con disabilità) nata dall’incontro fra il Centro competenze bisogni educativi, scuola e società della SUPSI, la Fondazione Autismo Risorse e Sviluppo (ARES), l’Associazione ticinese degli istituti sociali (ATIS) e l’Accademia Teatro Dimitri. Una rassegna voluta e sostenuta immediatamente anche altre e numerose persone, enti e istituzioni, che con la loro collaborazione e i loro sostegno hanno contribuito attivamente alla riuscita della rassegna fin dalla sua prima edizione.

Nel 2018 la rassegna ha presentato un programma che riuniva momenti formativi dedicati ai professionisti dell’educazione e della formazione -formazione di base e continua- a manifestazioni pubbliche come concerti, spettacoli teatrali e appuntamenti informativi e azioni culturali specifiche fra cui la diffusione supportata e voluta anche dal Servizio Gender & Diversity della SUSPI, di Raccomandazioni per un linguaggio sensibile alle persone (con disabilità), azione rilanciata anche dalla Federazione nazionale delle Associazioni di persone con disabilità  e di loro familiari (INSIEME) in quanto necessità risentita sia sul piano nazionale che internazionale.  La rassegna ha beneficiato del patrocinio della Città di Locarno oltre che del supporto della SUPSI, dei Dipartimenti cantonali della Sanità e della socialità (DSS), dell’Educazione, della cultura e dello sport (DECS) come di molti altri enti, organizzazioni e associazioni.

L’argomento di “… Diversamente!”:ogni persona è solo parzialmente conosciuta da chi la circonda, ma forse anche da sé stessa.  Pregiudizi, percezioni di sé e dell’altro e luoghi comuni possono anche precludere all’evidenza di prodursi e alla persona di considerarsi ed essere considerata altrimenti da chi la incontra: non per forza un talento ma certamente una persona come tutte le altre, responsabile nei doveri, eligibile nei diritti, unica e irripetibile” (www.diversamente.ch).

Il progetto: riunire entro una cornice comune e riconoscibile, iniziative ed eventi che aiutino a guardare diversamente alle persone con tratti diversi dal consueto, per scoprire modi differenti di relazionarsi e realizzarsi. Sfidare i pregiudizi e luoghi comuni spesso diffusi in gruppi di persone nei confronti di altre, in questo caso con disabilità, per andare oltre e dialogare diversamente senza gabbie e stigmatizzazioni dovute ad un tratto di atipicità che arrischiano di offuscano, alterare, l’incontro fra le persone.

Il futuro: “…Diversamente!”  ha raccolto i favori e le attese di un numero crescente di organizzazioni, enti e istituzioni che ne hanno riconosciuto e esaltato il valore per la sua capacità di fungere da collettore comune di iniziative culturali importanti che la circostanza ha voluto che fossero dedicate alle disabilità, ma che certamente devono interessare qualsiasi tipo di “incontro”.