Archivi categoria: Anziano e società

Panel svizzero delle economie domestiche

Il Panel svizzero delle economie domestiche è una vasta inchiesta longitudinale condotta annualmente in Svizzera. Il suo obiettivo è quello di osservare l’evoluzione delle condizioni di vita della popolazione, interrogando le stesse persone a più riprese nel corso degli anni. Gli aspetti indagati riguardano in particolar modo la salute, la vita familiare, le relazioni sociali, le attitudini politiche e quelle nei confronti dello stato, l’educazione, la formazione e la vita professionale.

Parola/e chiave

Vita sociale
Salute fisica

Autore/i

NN

Ente/i

Fondation suisse pour la recherche en sciences sociales (FORS)

Periodo

1999

Metodologia

Popolazione di riferimento: membri di economie domestiche in Svizzera iscritte nell’elenco telefonico.
Campione: N=12’931 (nel 1999). Campioni aggiuntivi: N=6’569 (nel 2004); N=9’945 (nel 2013). In Ticino nel 2014 sono state intervistate 124 persone di 65 anni e oltre.
Raccolta dati: questionari standardizzati; rilevamento annuale longitudinale dal 1999.

Pagina web

Panel suisse des ménages

Pubblicazioni

ATTE: un’idea, un percorso

Ricerca storica che ripercorre la nascita e lo sviluppo di ATTE in occasione dei vent’anni di attività. Sono riportati i momenti salienti della crescita dell’associazione tra il 1980 e il 1999, inserendola nel contesto sociale e politico dell’epoca.

ATTE nasce dall’iniziativa di alcune persone anziane desiderose di porre al servizio dei coetanei il loro patrimonio di conoscenze ed esperienze al fine di prevenire l’inattività e l’isolamento sociale. Nel corso degli anni, le attività proposte sono aumentate e si sono diversificate in modo considerevole. Alle prime iniziative ricreative, come i soggiorni di cura e di vacanza, si sono progressivamente aggiunti la pubblicazione della rivista Terzaetà, la creazione di centri diurni, i corsi dell’Università della terza età, le giornate cantonali e i congressi, ma anche attività di ricerca, di informazione e formazione dei volontari.

Parola/e chiave

Vita sociale
Aspetti socio-storici
Politiche sociali

Autore/i

Carla Balmelli, Thea Moretti-Varile, Marilù Zanella

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1999

Metodologia

Analisi della documentazione d’archivio ATTE; interviste con fondatori o testimoni della creazione di ATTE.

Pubblicazioni

ATTE allo specchio

L’indagine studia il tema dell’adesione ad ATTE tra i suoi membri: l’immagine che hanno dell’associazione, le aspettative nei suoi confronti, la partecipazione alle attività organizzate, il grado di soddisfazione che ne traggono, le critiche e i cambiamenti che suggeriscono.

I soci di ATTE sono soprattutto donne, hanno tra i 70 e i 79 anni, e sono per lo più anziani soli (vedove/i, nubili o celibi). Dal confronto con uno studio simile condotto dieci anni prima, si registra però un incremento dei soci più giovani e di quelli con più di 85 anni, così come delle persone sposate, in particolare uomini.

La terza età è soprattutto percepita come l’occasione di instaurare nuovi contatti, restare attivi e fare del volontariato. L’adesione all’associazione è motivata dalla ricerca di compagnia, da interessi culturali e dal desiderio di avere ancora un ruolo da svolgere nella società.

In generale l’offerta di attività è valutata in modo positivo dai partecipanti all’inchiesta. Il coinvolgimento dei membri varia a seconda delle caratteristiche sociodemografiche e dal modo di intendere la terza età. Alle gite e alle vacanze organizzate partecipano, ad esempio, soprattutto donne sole (vedove o nubili) con un livello professionale e formativo elevato, mentre ai pranzi e ai pomeriggi ricreativi si iscrivono persone con un curriculum meno ricco. Un socio su dieci ha un ruolo attivo nell’associazione, in particolare nel servizio bar o cucina, nella gestione di una sezione regionale e nell’accompagnamento durante i viaggi.

Parola/e chiave

Vita sociale
Benessere

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1998 – 1999

Metodologia

Popolazione di riferimento: soci ATTE di 60 anni e oltre.
Campione: N=810; stratificato secondo il sesso e le sezioni regionali di ATTE.
Raccolta dati: questionari standardizzati e focus group (con alcuni soci).

Pubblicazioni

Anziano e società: quale partecipazione?

L’obiettivo dello studio è misurare e descrivere la partecipazione dei soci ATTE alle attività dell’associazione e alla vita sociale in generale. I risultati evidenziano un grado di partecipazione sociale elevato. Si rilevano però alcuni fenomeni che, seppur riguardino la minoranza dei membri, dovrebbero essere presi in considerazione nella pianificazione delle attività future di ATTE. Ad esempio, alcuni soci affermano di sentirsi soli e percepiscono il pensionamento come la fine di un periodo di soddisfazioni e relazioni sociali intense. Sebbene dall’iscrizione all’associazione ci si aspetti di instaurare nuovi contatti, più di un quarto dei membri di ATTE si limita alla lettura della rivista Terzaetà.

L’autrice sottolinea la necessità di ampliare e diversificare il raggio d’azione dell’associazione proponendo attività che possano rispondere alle molteplici aspirazioni individuali. Si rimarca infine il problema del trasporto per chi abita nelle zone più discoste del cantone e l’importanza di coinvolgere maggiormente le persone sole, quelle non autosufficienti e gli uomini, meno inclini ad aderire ad ATTE.

Parola/e chiave

Vita sociale
Benessere

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1989

Metodologia

Popolazione di riferimento: soci ATTE di 60 anni e oltre.
Campione: N=459.
Raccolta dati: questionari standardizzati e interviste approfondite (ad alcuni soci).

Pubblicazioni

 

Vecchie storie di oggetti e persone

Ricerca etnografica sulla relazione che alcuni residenti della casa per anziani di Gordevio intrattengono con gli oggetti che li circondano, in particolare quelli di cui possono disporre nell’intimità della propria camera da letto (ad esempio una piccola scultura ricevuta in regalo da un nipote, una radio, un calendario, una fotografia, uno strumento musicale, delle cartoline). L’obiettivo è di osservare se e come questa relazione influenza il modo di invecchiare e affrontare il grande cambiamento costituito dall’istituzionalizzazione.

Gli oggetti personali dei residenti hanno un ruolo importante nello sviluppo di strategie che permettono di minimizzare l’impatto del trasferimento in casa per anziani: suscitano dei ricordi, attivano la memoria personale o collettiva, fungono da punti di riferimento biografici e supportano il processo di definizione del proprio passato. Tali oggetti, inoltre, accompagnano nei momenti difficili chi vive nella struttura da più tempo. Gli oggetti personali di chi vive in casa per anziani supportano la persona nella ridefinizione di sé e nel processo di invecchiamento.

Secondo l’autrice, lo spazio a disposizione per gli oggetti personali in casa per anziani potrebbe essere valorizzato ulteriormente, ad esempio dotando le stanze di mobili (libreria, buffet, ecc.) utili a questo scopo. Si sottolinea inoltre l’importanza, per il personale curante, di investire del tempo nel conoscere questi oggetti, creando così dei legami più personalizzati con i residenti.

Parola/e chiave

Case per anziani
Rappresentazioni

Autore/i

Alice Guglielmetti

Ente/i

Université de Neuchâtel

Periodo

2015

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti della casa per anziani Piccola Casa della Divina Provvidenza (Gordevio).
Campione: N=8.
Raccolta dati: osservazione e interviste approfondite

Pubblicazioni

Guglielmetti, A. (2015)Des vieilles histoires d’objets et de gens : enquête ethnographique auprès d’une maison de retraite du Canton du Tessin (Thèse de master en Sciences Sociales). Université de Neuchâtel, Neuchâtel. 94 pagine

Prevenzione del maltrattamento e promozione della bientraitance in un campione di case per anziani del Canton Ticino

La ricerca mira a favorire l’approccio della bientraitance nelle case per anziani. Nel contempo si intende individuare gli elementi che stanno alla radice dei fenomeni di maltrattamento, identificandone i relativi fattori di rischio e protezione e sensibilizzando i collaboratori delle strutture alle tematiche considerate. L’approccio della bientraitance è caratterizzato dal percorso che organizzazione e professionisti sono chiamati a compiere al fine di sviluppare una cultura comune che metta al centro il rispetto incondizionato della persona e della sua volontà.

I risultati fanno riferimento ai diversi aspetti etico-valoriali, organizzativi e strutturali che orientano il clima istituzionale, come anche agli aspetti cognitivi ed emozionali che le persone mettono in campo per indirizzare il proprio comportamento. Il progetto ha consentito di individuare interessanti piste di riflessione inerenti le rappresentazioni e le visioni degli operatori coinvolti e di comprendere meglio l’assetto e lo stile relazionale presenti nelle case per anziani.

In tutte le strutture si osserva una positiva tensione alla ricerca di soluzioni, di innovazioni e attenzioni che si coniugano appieno con i valori fondanti dell’approccio bientraitant, a partire dalla promozione dell’autodeterminazione delle persone in un contesto di vita comunitario.

Parola/e chiave

Benessere
Case per anziani
Rappresentazioni

Autore/i

Luisa Lomazzi, Carla Sargenti Berthouzoz, Rita Pezzati,
Paola Ferrari, Elisabetta Cortesia

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2013 – 2015

Metodologia

Popolazione di riferimento: personale delle case per anziani ticinesi.
Campione: personale di 17 case per anziani del cantone; istituti scelti aleatoriamente, stratificazione secondo la dimensione, l’ubicazione geografica e la natura giuridica.
Raccolta dati: osservazione strutturata; somministrazione di questionari; focus group (con direzione e responsabili); incontri di sensibilizzazione.

Pubblicazioni

Vivre – Leben – Vivere (VLV) – Ticino

La ricerca, parte di un programma nazionale, si propone di studiare le condizioni di vita delle persone anziane residenti in Ticino. L’approccio adottato è interdisciplinare e comporta l’esame di diversi aspetti tra i quali la salute e il benessere, l’utilizzo dei servizi d’aiuto a domicilio, le relazioni e la partecipazione sociale.

I dati mettono in evidenza la grande eterogeneità della popolazione anziana: vi sono delle importanti differenze nei vari aspetti considerati tra “giovani” e “grandi anziani”, ma anche tra persone della stessa età. La maggior parte dei giovani anziani (65-79 anni) gode di buone condizioni fisiche e può svolgere le attività della vita quotidiana in modo autonomo. La salute tende a deteriorarsi con l’avanzare dell’età, ma più di un ultraottantenne su tre si mantiene indipendente e fornisce un supporto prezioso ai propri cari.

In caso di difficoltà le persone anziane possono contare sull’aiuto di familiari o conoscenti e la presenza sul territorio di un’importante rete di servizi di assistenza e cure a domicilio. L’atto di richiedere degli aiuti a domicilio è da considerarsi come un cambiamento importante nella vita della persona anziana, sia a livello pratico che identitario.

La popolazione anziana residente in Ticino gode in generale di un elevato grado di benessere, di un buon inserimento sociale e di condizioni economiche soddisfacenti. Detto ciò, il 6% dei giovani anziani e il 16% dei grandi anziani vivono in una situazione di povertà, e un ultrasessantacinquenne su sette soffre di solitudine.

Parola/e chiave

Benessere
Salute fisica
Aiuti a domicilio
Vita sociale

Autore/i

Michel Oris, Stefano Cavalli, Nora Dasoki, Daniela Dus,
Barbara Masotti, Alessandra Rosciano

Ente/i

Centre interfacultaire de gérontologie et d’études des vulnérabilités (CIGEV) – UNIGE
Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2011 – 2014

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 65 anni e oltre.
Campione: N=704; aleatorio, stratificato secondo il sesso e l’età.
Raccolta dati: questionari standardizzati, calendari di vita e interviste approfondite.

Pagina web

VIVRE – LEBEN – VIVERE (VLV)

Pubblicazioni

 

Benessere e qualità di vita negli anziani di oggi: un approccio autobiografico

L’indagine mira a cogliere la percezione e le rappresentazioni degli anziani in Ticino circa il loro benessere e la loro qualità di vita. Il focus è posto, attraverso delle interviste presso i rappresentanti di due generazioni storiche diverse – gli anziani nati tra il 1940 e il 1945 e quelli nati prima del 1930 –, sul significato che essi annettono allo stare bene con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente che li circonda.

I risultati mostrano l’esistenza di situazioni e vissuti diversi all’interno della popolazione anziana in generale e dei due gruppi considerati ma, nel contempo, si identificano alcune linee tendenziali. La buona salute è per tutti sinonimo di benessere in quanto favorisce l’autonomia, l’attività e il movimento. La perdita dell’indipendenza fisica e l’abbandono di attività significative a seguito della fragilizzazione marcano invece, nella percezione degli intervistati, il passaggio all’anzianità. Un ulteriore elemento forte di benessere è il riconoscimento di una certa serenità interiore, alimentata dalla possibilità di intrattenere buoni rapporti con gli altri, e con la famiglia in particolare, mentre vi è un’esigenza di selettività per quanto attiene alle relazioni extra-familiari. In alcuni casi, tipicamente a seguito della perdita del coniuge, l’isolamento sociale è più sofferto e la percezione dell’invecchiamento maggiore.

Parola/e chiave

Benessere
Rappresentazioni
Aspetti socio-storici

Autore/i

Fulvio Poletti, Laura Bertini, Alice Biaggi, Barbara Masotti,
Graziano Meli, Claudio Mustacchi, Michela Nussio

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) e Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2010 – 2012

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone tra i 65 e i 70 anni e di 80 anni e oltre, residenti a domicilio.
Campione: N=40.
Raccolta dati: interviste approfondite.

Pubblicazioni

Vivere meglio vestendo bene (VI-VES)

Il modo di vestire delle persone anziane non totalmente autosufficienti, residenti in una struttura per anziani, influenza il loro modo di vivere, la percezione di benessere e le relazioni con gli altri (mostrarsi ed essere visti). Nell’ambito del presente studio sono stati creati e testati dei capi di abbigliamento innovativi intervenendo sulla qualità, la funzionalità e l’estetica del prodotto. Concretamente, i vestiti sono stati realizzati prendendo in considerazione i gusti e il modo di vestire dei partecipanti alla ricerca, così come le loro difficoltà legate a disprassie o aprassie.

Attraverso quest’esperienza si offre ai residenti che presentano dei limiti fisici la possibilità di indossare e/o di farsi vestire con indumenti che rispondono alle loro esigenze e promuovono il mantenimento delle competenze restanti, rispettando nel contempo l’aspetto identitario. La sperimentazione, svoltasi presso la casa per anziani della Riviera e Valli, ha evidenziato un impatto positivo sul residente nel proprio modo di viversi nel presente e di relazionarsi con gli altri. La promozione di esperienze di questo tipo è inoltre positiva per il clima di istituto.

Parola/e chiave

Benessere
Rappresentazioni
Case per anziani

Autore/i

Rita Pezzati, Riccardo Crivelli, Mariangela Ardia, Mara Jelmini, Josephine Marrocco, Carla Sargenti Berthouzoz, Laura Ravanelli, Barbara Tamagni

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) – SUPSI

Periodo

2008 – 2010

Metodologia

Popolazioni di riferimento: residenti con difficoltà nel vestirsi e operatori della casa per anziani della Riviera e Valli.
Campioni: N=6 (residenti), N=17 (operatori).
Raccolta dati: interviste con residenti; prova dei vestiti prototipi nell’arco di 4 mesi; focus group con operatori e con residenti.

Pubblicazioni

  • Pezzati, R., Crivelli, R., Ardia, M., Jelmini, M., Marrocco, J., Sargenti, C., Ravanelli, L., & Tamagni, B. (2011). VI-VES Vivere meglio vestendo bene. Manno: SUPSI, DSAN. 85 pagine
  • Pezzati, R., Crivelli, R., Sargenti, C., Ardia, M., Jelmini, M., Marrocco, J., … Ravanelli, L. (2011). Vivere meglio vestendo bene. Rivista per le Medical Humanities, 20, 26–31.

 

Popolazione degli over 70 residenti a Massagno

Lo scopo della ricerca è quello di valutare le condizioni di vita e i bisogni degli anziani del comune di Massagno e di raccogliere le loro opinioni in merito ai servizi erogati sul territorio. Nell’insieme i partecipanti all’inchiesta godono di una buona qualità di vita: la maggior parte beneficia di risorse economiche sufficienti o discrete, di ottime relazioni sociali e di un alto livello di autonomia nel gestire le principali attività della vita quotidiana. La conoscenza dei servizi rivolti agli anziani così come il loro utilizzo è limitato. Per contro, la propensione al movimento, attraverso attività sportive e passeggiate, è elevata.

La stragrande maggioranza degli intervistati si sente sicura all’interno e all’esterno della propria abitazione ed esprime una chiara volontà di restare al proprio domicilio il più a lungo possibile. La casa per anziani è associata ad un’immagine negativa e remota, mentre l’ipotesi di un trasferimento in un appartamento protetto è presa in considerazione da un numero non indifferente di partecipanti allo studio.

Parola/e chiave

Benessere
Salute fisica
Vita sociale
Aiuti a domicilio

Autore/-i

Antonietta Colubriale Carone, Leonardo Da Vinci

Ente/-i

Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2007 – 2008

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 70 e oltre residenti a domicilio nel comune di Massagno.
Campione: N=514.
Raccolta dati: questionari standardizzati

Pubblicazioni