Archivi categoria: Anziano e società

Qualità di vita delle persone over 70 residenti nel Comune di Chiasso

Con questa indagine si è voluto fornire una fotografia del grado di autonomia e della situazione relazionale e affettiva delle persone di 70 anni e oltre che vivono sole a Chiasso. La popolazione studiata si caratterizza per delle condizioni di vita favorevoli: la quota di persone indipendenti è elevata e i bisogni socioassistenziali sono in gran parte coperti dalla forte presenza dei familiari.

La metà degli intervistati è a conoscenza dei servizi di aiuto e cure a domicilio che operano nella regione mentre le prestazioni del servizio trasporti e del telesoccorso sono meno note. L’informazione è adeguata circa le agevolazioni economiche per bassi redditi e i luoghi di aggregazione sociale, anche se quest’ultimi sono poco frequentati. Infine una persona su cinque è iscritta ad una lista di attesa per un eventuale collocamento in casa per anziani; una su sette sarebbe disposta a prendere in considerazione, in futuro, la convivenza con altre persone anziane in strutture apposite.

Parola/e chiave

Benessere
Vita sociale
Aiuti a domicilio

Autore/i

Antonietta Colubriale Carone, Wilma Minoggio

Ente/i

Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2007

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 70 anni e oltre che vivono sole a Chiasso.
Campione: N=348.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Gli anziani della Città di Bellinzona

La ricerca indaga il grado di autonomia delle persone di 70 anni e oltre che vivono sole nella città di Bellinzona. Il fine ultimo è quello di valutare necessità e modalità di un intervento a favore della popolazione in questione.

La maggior parte dei partecipanti allo studio svolge le attività della vita quotidiana senza l’aiuto di terzi e valuta positivamente il proprio stato di salute. Tra i più anziani, in particolare tra quelli di 90 anni e oltre, le difficoltà sono più numerose. Malgrado ciò, la qualità di vita percepita rimane relativamente buona anche nelle fasce di età più avanzate.

La famiglia rappresenta l’entità di riferimento e la fonte di aiuto primario in situazione di necessità e dipendenza fisica. Solo una minoranza afferma di non avere nessuno a cui rivolgersi in caso di bisogno. Queste persone sono, secondo l’autore, i soggetti più a rischio in caso di eventi critici legati alla salute.

I servizi sociosanitari del territorio sono conosciuti da poco più della metà delle persone e utilizzati da una su quattro. La frequentazione dei centri diurni è limitata e interessa in particolar modo chi ha tra i 75 e gli 89 anni. Si suppone che gli intervistati più anziani vi rinuncino a causa di difficoltà nel raggiungere autonomamente i luoghi di incontro. I servizi di volontariato sono poco conosciuti, mentre gli anziani sembrano essere informati sulle agevolazioni economiche cantonali.

Lo studio si conclude sottolineando l’importanza del mantenimento di un alto livello di qualità di vita percepita e della messa a disposizione di un contatto di riferimento di facile accesso in caso di necessità. Si suggerisce infine di migliorare l’informazione sui supporti esistenti e di attivare un servizio sociale di visite a domicilio.

Parola/e chiave

Salute fisica
Vita sociale
Aiuti a domicilio

Autore/i

Riccardo Lüthi

Ente/i

Municipio di Bellinzona

Periodo

2005

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 70 anni e oltre che vivono sole a Bellinzona.
Campione: N=490.
Raccolta dati: questionari standardizzati

Pubblicazioni

 

Solitudine no… ma tristezza: vissuti ed esperienze raccontati da un gruppo di vedove

La ricerca indaga il vissuto di un gruppo di vedove di 65 anni e oltre tramite delle interviste realizzate da membri dell’ATTE. La persona anziana non è quindi solo oggetto di studio, ma anche responsabile della raccolta di informazioni.

La maggior parte delle partecipanti dimostra un’importante capacità di adattamento e un atteggiamento positivo, anche se tra le testimonianze raccolte non mancano i riferimenti a momenti di tristezza e sconforto. L’analisi dei racconti ha permesso di identificare cinque sottogruppi di vedove, di cui uno soltanto è caratterizzato dall’insoddisfazione quanto al proprio modo di vita. Si tratta di donne che al momento del matrimonio hanno abbandonato la professione appresa, creando una situazione di dipendenza dal marito, e che hanno delle relazioni interpersonali difficili. Il gruppo più numeroso è invece costituito da donne che si caratterizzano per una forte consapevolezza della situazione attuale e della vita passata; donne che hanno sempre preso in mano la loro vita e sanno attivare le risorse di cui dispongo per reagire ai cambiamenti e ai momenti di tristezza. In generale, l’abilità a far fronte ad eventi critici quali la perdita del coniuge dipende in gran parte dal ruolo sociale, professionale e familiare svolto nel corso della propria vita.

 

Parola/e chiave

Benessere
Vita sociale
Rappresentazioni
Aspetti socio-storici

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1992 – 1994

Metodologia

Popolazione di riferimento: donne vedove di 65 anni e oltre, iscritte ad ATTE.
Campione: N=28.
Raccolta dati: interviste approfondite.

 Pubblicazioni

  • Moretti-Varile, T. (1994). Implicazione dell’anziano nella ricerca sull’anziano. In Associazione Ticinese Terza Età (ATTE) (Ed.), Io ero, io sono, io sarò. Atti del 3° congresso ATTE (pp. 46-59). Giubiasco: ATTE.
  • Moretti-Varile, T. (1995). Solitude vécue et analyse de récits de vie par des personnes âgées. Bellinzona: s.n. 122 pagine  
  • Moretti-Varile, T. (1996). Solitudine no… ma tristezza: vissuti ed esperienze raccontate da un gruppo di vedove. Giubiasco: ATTE. 154 pagine 


 

Indagine su salute, invecchiamento e pensioni in Europa (SHARE) – Svizzera

SHARE è una vasta indagine sulla salute, l’invecchiamento e il pensionamento in Europa. È condotta in numerosi paesi tra i quali la Svizzera (delle interviste sono realizzate anche in Ticino). Iniziata nel 2002, costituisce la prima indagine multidisciplinare e longitudinale (gli stessi individui sono intervistati più volte nel corso del tempo) sulle persone di 50 anni ed oltre che vivono nel vecchio continente. I partecipanti rispondono, con una frequenza biennale, a domande riguardanti la salute, il ricorso alle cure, il lavoro, i legami familiari, i consumi, l’alloggio e la situazione finanziaria.

Parola/e chiave

Salute fisica
Vita sociale

Autore/i

Alberto Holly, Jürgen Maurer, Georg Lutz, Boris Wernli,
Carmen Borrat-Besson, Sarah Vilpert

Ente/i

Fondation suisse pour la recherche en sciences sociales (FORS)
Université de Lausanne

Periodo

2004 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: membri di economie domestiche residenti in Svizzera con almeno una persona di 50 anni e oltre.
Campione (2004): N=997; in Ticino N=61, di cui 27 di 65 anni e oltre.
Raccolta dati: questionari standardizzati; rilevamento longitudinale biennale.

Pagina web

SHARE

Pubblicazioni

La popolazione anziana del Canton Ticino. Un’indagine sui bisogni e sui modi di vita

L’indagine nasce dalla volontà del DOS di studiare la situazione della popolazione anziana del cantone nella prima metà degli anni 1980 e in particolare di rilevare i suoi bisogni psico-fisici e sociali. I dati raccolti sono confrontati, quando possibile, con quelli della statistica pubblica e di inchieste simili condotte nei cantoni di Ginevra e Vallese.

I risultati mostrano che la grande maggioranza degli anziani ticinesi è autosufficiente e in buona salute fisica, sebbene la proporzione di persone dipendenti cresca tra gli ultraottantenni (21%). I bisogni in termini di aiuti e di cure di base sono quasi sempre soddisfatti e la famiglia svolge un ruolo di supporto essenziale. In un caso su quattro si verifica tuttavia una situazione di isolamento sociale, ricondotta dall’autore a fattori quali l’assenza di radicamento territoriale (non aver sempre vissuto in Ticino o nello stesso comune), il fatto di vivere soli e i contatti poco frequenti con i familiari. La partecipazione ad attività extra-domestiche è generalmente scarsa: poco più di un quarto degli anziani frequenta associazioni o gruppi organizzati almeno una volta al mese e meno di un sesto ha intrapreso nuove attività di svago dopo il pensionamento.

Per quanto riguarda il reddito, gli anziani ticinesi sono complessivamente più poveri sia della popolazione ticinese presa nel suo insieme, sia della popolazione anziana svizzera. In compenso dispongono di una capacità di risparmio maggiore e sono più spesso proprietari della loro abitazione. La situazione economica è strettamente legata al livello di formazione e alla carriera professionale. A tal proposito, sottolinea l’autore, le disuguaglianze sociali al momento del pensionamento sono troppo marcate per essere annullate da misure quali la rendita AVS.

Parola/e chiave

Salute fisica
Vita sociale

Autore/i

Emilio Gerosa

Ente/i

Dipartimento delle opere sociali (DOS)

Periodo

1982 – 1985

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone in età AVS.
Campione: N=955; aleatorio, stratificato secondo l’età, il sesso e lo stato civile.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni