Archivi categoria: Aiuti a domicilio

Cure di lunga durata: paragone dei costi per caso nel Cantone Ticino

L’analisi confronta i costi complessivi delle due principali forme di cure di lunga durata esistenti in Ticino: i SACD e le case per anziani. Dai risultati, basati sull’esame di venti casi, emerge come il costo totale della presa a carico dipenda in primo luogo dal fabbisogno di cure dell’anziano. Le spese legate alle sole cure (esclusi i costi dell’alloggio, dei pasti, del lavoro domestico, ecc.) sono più elevate nell’intervento a domicilio, e questo per due ragioni: i costi di spostamento degli operatori e il livello di qualifica superiore richiesto al personale infermieristico. Infatti, se in casa per anziani, diverse figure professionali sono presenti e l’infermiere responsabile può delegare determinati compiti a personale meno qualificato, al domicilio il SACD invia un solo operatore alla volta, che deve disporre delle capacità necessarie per erogare l’insieme delle prestazioni.

Più il caso seguito diventa complesso, più la parte dei costi attribuibili alle cure aumenta e, di conseguenza, il mantenimento a domicilio risulta più costoso rispetto a un’istituzionalizzazione. Inoltre, nelle situazioni più difficili è possibile evitare il trasferimento in casa per anziani solo in presenza di un aiuto informale (familiari curanti) importante.

I risultati presentati confermano la coerenza della strategia adottata dal cantone nell’ambito delle cure di lunga durata. Si permette a delle persone con situazioni relativamente complesse di restare a domicilio purché dispongano di un importante aiuto informale, mentre in casi più gravi la casa per anziani offre una presa a carico più efficiente in termini economici.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Case per anziani

Autore/i

Hélène Jaccard Ruedin, Michael Marti, Heini Sommer,
Kathrin Bertschy, Christian Leoni

Ente/i

Osservatorio svizzero della salute (OBSAN)
ECOPLAN AG
Dipartimento della sanità e della socialità (DSS)

Periodo

2010

Metodologia

Popolazioni di riferimento: persone di 70 anni e oltre utenti dei SACD e residenti in case per anziani.
Campioni: N=10 (utenti SACD), N=10 (residenti in casa per anziani).
Raccolta dati: valutazione finanziaria dei dossier dei pazienti.

Pubblicazioni

Modalità e forme d’impiego del sussidio per il mantenimento a domicilio

A distanza di un decennio dalla prima valutazione, lo studio analizza l’utilizzo del sussidio cantonale per le spese di mantenimento a domicilio (i cosiddetti “aiuti diretti”) e la sua evoluzione.

Oltre all’importanza, già rilevata nell’indagine del 1997, della solidarietà familiare per il mantenimento a domicilio, si osserva un aumento del ricorso a figure esterne alla famiglia come le badanti o l’aiuto domestico privato. In generale, tra gli utenti degli aiuti diretti si riscontra un buon livello di soddisfazione. Il sussidio costituisce un aiuto prezioso per rimanere a casa propria, anche se non sempre permette di coprire tutte le spese. La complessità e la lentezza della burocrazia legata al suo ottenimento e rinnovo, così come l’assoggettamento ad imposizione fiscale, sono segnalate quali criticità.

Da un confronto con i dati relativi ai beneficiari dell’AGI (assegno per grandi invalidi) si evince che vi è una parte di questa popolazione che non riceve il sussidio pur avendone diritto visto lo stato di salute. La spiegazione è da ricercare nel fatto che queste persone dispongono di un reddito superiore ai limiti previsti per il diritto al sussidio o non sono a conoscenza dell’esistenza di tale contributo.

Più in generale, dei margini di miglioramento sono identificati in relazione alla rete assistenziale del territorio. Si citano in particolare: la poca informazione circa i servizi; la difficoltà di accesso a strutture quali i centri diurni a causa della loro dislocazione geografica o della mancanza di soluzioni adatte a determinati bisogni; i costi eccessivi legati ai collocamenti temporanei e alla scarsa disponibilità di posti all’interno delle strutture esistenti.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Familiari curanti

Autore/i

Monica Ragone

Ente/i

Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio (UACD) – DSS

Periodo

2009 – 2010

Metodologia

Popolazione di riferimento: beneficiari degli aiuti diretti.
Campione: N=335, di cui 241 beneficiari AVS.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Il fenomeno badanti in Ticino

I SACD sono tenuti ad interagire con le badanti e, se sì, con quali modalità? Al fine di rispondere a queste domande, lo studio approfondisce il fenomeno in Ticino.

Le badanti sono per lo più chiamate ad occuparsi di persone di 80 anni e oltre. Il loro intervento riguarda soprattutto l’economia domestica ed è complementare a quello dei SACD, che si focalizzano sulle cure di base. All’origine dell’assunzione di una di queste figure professionali vi sono la necessità di un’assistenza continuativa e il desiderio di restare al domicilio il più a lungo possibile. Il ricorso a una badante è fortemente legato alla disponibilità di risorse finanziarie, siano esse garantite da un reddito elevato, da un patrimonio o da sussidi. Per i familiari, che continuano a costituire una fonte di aiuto fondamentale per l’anziano, la gestione del tempo libero delle badanti, così come la mancanza di un interlocutore di riferimento a livello pubblico, costituiscono degli elementi di criticità.

Gli autori concludono sottolineando l’importanza per i SACD di poter offrire ai loro utenti la possibilità di un’assistenza continuativa tramite badanti, vigilando sulla qualità delle cure e garantendo buone condizioni di lavoro per queste figure professionali. Tale offerta potrebbe portare a una riduzione delle giornate di degenza nelle strutture acute e a un ridimensionamento degli investimenti nell’ambito dei servizi alla popolazione anziana.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Simona Gioberge, Nunzia Orlando, Brian Frischknecht

Ente/i

Assistenza e Cura a Domicilio del Mendrisiotto e Basso Ceresio

Periodo

2009

Metodologia

Popolazioni di riferimento: utenti SACD e Pro Senectute Ticino e Moesano con e senza badante.
Campioni: N=117 (utenti con badante), N=493 (utenti senza badante).
Raccolta dati: questionari standardizzati. In aggiunta, interviste approfondite con familiari (n=5), badanti (n=5), agenzie e servizi privati che si occupano del collocamento delle badanti (n=3) e analisi secondaria di dati di statistica ufficiale (Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro).

Pubblicazioni

 

Valutazione dei centri diurni terapeutici in Ticino

Nell’ottica di una migliore pianificazione dei servizi, la ricerca analizza il ruolo dei centri diurni terapeutici nel mantenimento a domicilio delle persone con demenza. Tale scopo è perseguito raccogliendo le impressioni di chi opera nel settore.

Rispetto al passato, rilevano gli interlocutori dello studio, la demenza si manifesta anche in persone più giovani e vi è una maggiore propensione alla richiesta di aiuti esterni. I bisogni percepiti sono diversi a seconda che i curanti siano anziani o giovani: i primi sottolineano l’importanza di poter prima di tutto disporre di un luogo in cui far soggiornare per un periodo il congiunto malato, i secondi, professionalmente attivi, rivendicano una maggior flessibilità oraria da parte dei servizi esistenti.

La previsione di una nuova e maggiore richiesta di prestazioni in questo ambito si traduce nella necessità di estendere l’attività dei centri diurni terapeutici, sia dal punto di vista qualitativo (attraverso un’offerta maggiormente diversificata e flessibile) sia da quello quantitativo (con una maggiore capillarità territoriale). Il raggiungimento di un migliore coordinamento con gli altri servizi rappresenta inoltre una delle premesse più importanti al loro potenziamento. Il medico di famiglia ha un ruolo essenziale all’interno di questa rete e la sua collaborazione con il medico geriatra va rafforzata al fine di migliorare diagnosi e presa a carico dell’utente con demenza.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Demenze

Autore/i

Nicoletta Mariolini

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DSS

Periodo

2007

Metodologia

Popolazione di riferimento: coordinatori dei centri diurni gestiti da Pro Senectute; persone coordinatrici dei centri Casa dei ciechi; medici geriatri e consulenti dei centri diurni di Pro Senectute; medici di famiglia; medici delle case per anziani; capi-équipe dei SACD; rappresentanti dell’associazione Alzheimer Ticino.

Raccolta dati: focus group.

Pubblicazioni

Coordinamento dei servizi di trasporto sussidiati in base alla LACD

Sulla base di un’analisi della situazione in Ticino, lo studio avanza delle proposte per la realizzazione di un dispositivo di coordinamento dei servizi di trasporto riconosciuti dalla Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD). Sono state raccolte una serie di informazioni sul funzionamento dei nove enti attivi sul territorio, al fine di valutare l’applicabilità di un modello di centralizzazione già sperimentato nel Canton Vaud.

In Ticino i servizi di trasporto funzionano grazie al lavoro di volontari e professionisti, coordinati da una persona che si occupa di raccogliere le loro disponibilità e rispondere alle richieste degli utenti. I servizi adottano criteri di eleggibilità dell’utenza diversi. La maggior parte dei trasporti viene effettuata per scopi terapeutici, a scapito di una domanda legata anche alla vita sociale. La capacità ricettiva di questi servizi è minore nelle regioni discoste, meno densamente popolate e dove i costi di trasporto sono maggiori, ma anche in tutto il Mendrisiotto.

A conclusione dello studio, l’autrice si esprime a favore di una centralizzazione dei compiti attualmente delegati ai singoli servizi, quali la valutazione dell’eleggibilità dell’utenza e l’elaborazione delle richieste. Tale cambiamento consentirebbe una gestione coordinata e più efficiente del settore garantendo anche dei risparmi.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Chiara Gulfi

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DSS

Periodo

2003 – 2004

Metodologia

Popolazione di riferimento: responsabili dei servizi di trasporto e rappresentanti del settore.
Campione: N=15.
Raccolta dati: questionari standardizzati e focus group.

Pubblicazioni

Benessere e salute degli utenti dell’assistenza e cura a domicilio

L’obiettivo della ricerca consiste nella valutazione dell’impatto della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD) sugli utenti dei servizi da essa previsti (SACD, servizi di appoggio, aiuti diretti) in termini di qualità di vita e soddisfazione dei bisogni. I risultati evidenziano un ottimo grado di soddisfazione generale da parte dei beneficiari e delle loro persone di riferimento così come un aumento generalizzato del sentimento di sicurezza. Detto ciò, per un utente su tre il ricorso alle prestazioni non permette di ridurre la sofferenza fisica e psicologica. Lo studio sottolinea pure l’importanza di una complementarietà tra rete formale (servizi) e rete informale (familiari, amici e conoscenti), sebbene l’impegno per i familiari curanti risulti estremamente gravoso. Gli autori identificano alcuni margini di miglioramento per il futuro, in particolare rispetto alla qualità dell’informazione sulle misure previste dalla legge, all’ammontare degli aiuti diretti (sussidio cantonale per le spese personali di mantenimento a domicilio), alla copertura oraria e settimanale dei servizi e al costo delle prestazioni.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Benessere

Autore/i

Nicoletta Mariolini, Boris Wernli

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DSS

Periodo

2003

Metodologia

Popolazione di riferimento: utenti delle misure previste dalla LACD (SACD, servizi d’appoggio, aiuti diretti) e persone di fiducia (familiari, amici e conoscenti).
Campione: N=653, di cui 486 di 65 anni e oltre.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Valutazione dell’applicazione della Legge sull’assistenza e cura a domicilio

Analisi del cambiamento che ha rappresentato l’entrata in vigore, nel 2000, della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD). Una prima valutazione, definita intermedia, è stata fatta alla fine del primo biennio concentrandosi sull’attività dei SACD. La seconda riguarda un quadriennio e ha compreso anche i servizi di appoggio e gli aiuti diretti.

La valutazione globale della LACD, basata sull’operato dei servizi e degli enti coinvolti e sul confronto presso i rappresentanti del settore, è risultata positiva. Per quanto riguarda gli aspetti economici, lo sviluppo delle prestazioni e la ripartizione del finanziamento sono avvenuti in modo conforme agli obiettivi generali di potenziamento dei servizi. Si sottolineano però anche delle criticità, tra cui la complessità del quadro istituzionale in cui si fatica ad individuare con chiarezza il ruolo dei diversi attori (cantone, servizi e comuni). Anche il coordinamento con i servizi privati si rivela problematico e un chiarimento dello spazio d’azione di quest’ultimi è auspicato. Vi è inoltre l’esigenza di proporre piani di crescita differenziati per i singoli SACD in relazione ai bisogni dei relativi comprensori. Dei possibili sviluppi sono infine ipotizzati per quanto riguarda l’informazione e la prevenzione, l’adozione di criteri di qualità per i SACD e i servizi di appoggio, per i quali si evidenzia l’importanza di mantenere un quadro operativo adeguato in termini di condizioni di lavoro e di riconoscibilità professionale.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Riccardo Crivelli, Riccardo Lisi, Spartaco Greppi

Ente/i

Dipartimento di lavoro sociale (DLS) – SUPSI

Periodo

2002 – 2005

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica ufficiale (fonti: Sezione del sostegno a enti e attività sociali e SACD), interviste qualitative (n=12) e focus group (n=10) con rappresentanti del settore a livello cantonale, comunale, dei SACD e dei servizi d’appoggio.

Pubblicazioni

Servizi d’appoggio LACD – Prestazioni e mandati

Lo scopo principale della ricerca è verificare, attraverso una raccolta dati presso i servizi d’appoggio, i loro mandati e le prestazioni effettivamente offerte. I risultati mostrano come i servizi più richiesti siano, per ordine di importanza decrescente: la distribuzione dei pasti a domicilio, i trasporti per le terapie, le prestazioni terapeutico-preventive, le consulenze, le prestazioni di socializzazione e l’animazione. L’utenza è composta soprattutto da persone di 65 anni e oltre e i motivi principali di utilizzo sono di natura sociale (ad esempio la solitudine e la ricerca di attività in compagnia) e fisica (ad esempio la perdita di autonomia funzionale).

L’offerta di prestazioni è in generale valutata in modo positivo, tuttavia vi sono delle criticità per certe categorie di enti. In particolare si evidenzia la necessità per i servizi di trasporto di potenziare l’offerta anche per scopi sociali, oltre che terapeutici. Questo aspetto è invece spesso gestito dai centri diurni, pur non essendo nel loro mandato di riferimento. Una riorganizzazione dei mandati dei centri diurni e dei servizi di trasporto è quindi ritenuta auspicabile.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Nicoletta Mariolini

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DOS

Periodo

2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: rappresentanti dei servizi d’appoggio.
Campione: N=45.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Le prestazioni dei servizi d’appoggio nell’ambito della LACD

L’inchiesta valuta in quale misura l’offerta dei servizi d’appoggio esistente in Ticino corrisponde ai bisogni della popolazione. Essa si svolge attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti dei vari enti che lavorano a contatto con i potenziali beneficiari di queste prestazioni (SACD, medici geriatri, cliniche di riabilitazione, ecc.).

Dai dati raccolti si evince come, secondo gli intervistati, vi siano dei servizi che rispetto ad altri rispondono in misura maggiore ai bisogni della popolazione e come ciò possa essere riconducibile a delle priorità politiche stabilite in passato. Queste prestazioni sono, in ordine di importanza decrescente: i mezzi ausiliari, i pasti a domicilio, i trasporti per le terapie, le consulenze e le prestazioni terapeutiche. La copertura dei bisogni in termini di socializzazione è invece meno estesa e si auspicano degli sforzi e degli investimenti supplementari in quest’ambito.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Boris Wernli

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DOS

Periodo

2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: rappresentanti dei SACD, dei servizi medico-psico-sociali, dei servizi sociali di ospedali, degli ambulatori di oncologia, degli istituti riconosciuti dalla Legge cantonale per l’integrazione sociale e professionale degli invalidi (LISPI), di cliniche di riabilitazione, di servizi sociali comunali, medici geriatri e presidenti dei circoli medici.
Campione: N=330.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Evoluzione e sviluppo dei servizi e della salute nel Canton Ticino

Partendo da un’analisi della situazione demografica e socio-economica a livello svizzero, lo studio si concentra sul distretto della Valle Maggia per ripercorrere, dati statistici alla mano, l’evoluzione dei servizi sanitari dal 1850 ai primi anni 1990. L’autrice avanza alcune proposte per un miglioramento della politica sanitaria, basate sul ridimensionamento dei servizi residenziali a favore di una presa a carico nel proprio ambiente di vita. Il mantenimento a domicilio va favorito il più a lungo possibile, considerando l’istituzionalizzazione come ultima soluzione. Si auspica quindi un rafforzamento dei servizi a domicilio grazie al trasferimento di risorse finanziarie dal settore ospedaliero, così come un potenziamento, quantitativo e qualitativo, del personale curante. Si sottolinea infine come, nelle decisioni che riguardano la sfera pubblica, la propensione verso il contenimento dei costi della salute non debba andare a discapito della dimensione etica.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Case per anziani

Autore/i

Arianna Dalessi

Periodo

1992

Metodologia

Osservazione partecipante presso i servizi di aiuto a domicilio e le case per anziani; analisi secondaria di dati di statistica ufficiale.

Pubblicazioni

  • Dalessi, A. (1992). Evoluzione e sviluppo dei servizi e della salute nel Canton Ticino in relazione alla situazione demografica e socio-economica: il caso di una regione periferica del Cantone. Lausanne: Istituto Editoriale Ticinese. 326 pagine