Archivi categoria: Case per anziani

Terza età a Mendrisio

A partire dai dati a disposizione dell’Ufficio del controllo abitanti, lo studio fornisce una fotografia della popolazione anziana del comune di Mendrisio per gli anni 1998, 1999 e 2001. Il fine ultimo è quello di contribuire alla riflessione sulla qualità dell’intervento comunale a favore degli anziani.

La stragrande maggioranza della popolazione anziana di Mendrisio risiede a domicilio, mentre il 9% è accolto nelle strutture della regione (case per anziani, istituti e ospedali). La proporzione di persone che ricorrono alle prestazioni complementari è relativamente importante (più di un quarto) e stabile nel periodo considerato. Quattro beneficiari su cinque ricevono anche l’Aiuto Complementare Comunale, introdotto nel 1969. Tuttavia nel 2001 vi è ancora un certo numero di anziani che, pur avendone diritto, non richiede questo contributo. Si ritiene quindi opportuno continuare a promuovere un’informazione mirata su tale prestazione.

Parola/e chiave

Politiche sociali
Case per anziani

Autore/i

NN

Ente/i

Comune di Mendrisio

Periodo

1998 – 2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone in età AVS domiciliate e dimoranti nel comune di Mendrisio.
Raccolta dati: analisi dati dell’Ufficio del controllo abitanti di Mendrisio.

Pubblicazioni

 

Case per anziani intergenerazionali. Il progetto Parco San Rocco

La ricerca si inserisce nel progetto di creazione di una rete sociosanitaria coordinato dalla Fondazione Casa San Rocco di Morbio Inferiore in accordo con i comuni di Coldrerio e Vacallo; progetto che prevede la realizzazione di due nuove case per anziani arrivando a gestire complessivamente 240 posti letto. L’obiettivo è quello di costruire un concetto di intergenerazionalità territoriale specifico per i tre comuni attraverso riunioni con il gruppo di lavoro costituito ai fini del programma.

In questo contesto si intende: sostenere un cambiamento culturale nella rappresentazione delle case per anziani (offerta di servizi aperti al pubblico e non solo ai residenti); promuovere un approccio di cura olistico e favorire l’invecchiamento attivo; trasformare le case per anziani in luoghi di benessere per tutte le fasce di età; incoraggiare le relazioni tra tutte le fasce d’età, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità; collaborare con i comuni alfine di incoraggiare l’inserimento di una molteplicità di servizi in prossimità della casa per anziani che faciliti gli scambi e i contatti tra tutta la popolazione (messa in rete dei servizi comunali con la casa per anziani.

Parola/e chiave

Intergenerazionalità
Benessere
Case per anziani
Abitazioni per anziani

Autore/i

Jenny Assi, Caterina Carletti

Ente/i

Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale (DEASS) – SUPSI

Periodo

2014 – …

Metodologia

Coinvolgimento dei portatori di interesse e interviste con figure chiave.

Pubblicazioni

 

 

Persone anziane all’ONC

Interessandosi all’utenza (degenti e ex degenti) dell’allora Ospedale Neuropsichiatrico Cantonale (ONC, oggi OSC), lo studio si inserisce in un contesto di riflessione più generale sulla pertinenza dell’intervento istituzionale presso determinati gruppi della popolazione. L’indagine nasce dalla constatazione, nei primi anni 1970, di un certo numero di trasferimenti dall’ONC alle case per anziani. L’autore sottolinea l’inadeguatezza di tale soluzione considerata l’età delle persone coinvolte, spesso inferiore ai sessant’anni, così come il fatto che la loro dimissione da un istituto neuropsichiatrico doveva significare l’idoneità ad essere inseriti in un ambiente aperto, anziché nelle case per anziani. Spesso queste persone erano costrette a tornare all’ONC a causa della mancanza di un’assistenza specifica e delle difficili relazioni con il personale e con gli altri residenti. La ricerca sottolinea la necessità di riflettere alla presa a carico di questo tipo di utenza e di studiare delle alternative istituzionali intermedie all’esterno delle strutture vigenti.

Parola/e chiave

Istituti socio-sanitari
Case per anziani

Autore/i

NN

Ente/i

Ospedale Neuropsichiatrico Cantonale (ONC)

Periodo

1973

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti ed ex residenti dell’ONC.
Raccolta dati: osservazione partecipante; analisi di dossier dei residenti; analisi secondaria di dati di statistica pubblica (Censimento federale della popolazione); interviste ad alcune figure chiave (aiuto domiciliare, assistenti sociali, medico, vice-direttore dell’ONC).

Pubblicazioni

Persone anziane all’ONC. (1973). Mendrisio: ONC. 177 pagine

Analisi delle esigenze formative per l’assistenza al paziente anziano oncologico nelle Case per anziani del Canton Ticino

Nei paesi occidentali è in progressivo aumento il numero di pazienti anziani oncologici, sia nei contesti acuti sia in quelli lungodegenti. Nelle strutture per anziani tale popolazione è molto eterogenea per prognosi e fase del percorso, con bisogni di cura specifici e complessi. L’obiettivo di questo studio è analizzare le esigenze formative sull’assistenza al paziente oncologico da parte del personale infermieristico delle case per anziani in Ticino.

Nella sola giornata della rilevazione, ben sei curanti su sette hanno assistito residenti con una diagnosi oncologica. Le situazioni più frequenti che il personale infermieristico si trova a dover gestire sono la cura dei sintomi (in particolare il dolore) e il sostegno emotivo. Questi ambiti sono anche quelli in cui i curanti riscontrano maggiori difficoltà.

Nonostante la metà dei partecipanti allo studio valuti positivamente il proprio livello di conoscenze in ambito oncologico, tre quarti sottolineano l’utilità di seguire delle formazioni su questi temi. L’autrice rimarca come lo sviluppo di interventi a partire dai temi emersi contribuirebbe a sviluppare le competenze specifiche dei diversi operatori per una migliore presa in carico dell’utenza oncologica.

Parala/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Carla Pedrazzani

Ente/i

Università degli Studi di Torino
Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale (DEASS) – SUPSI

Periodo

2015 – 2016

Metodologia

Popolazione di riferimento: personale di 5 case per anziani (infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti geriatrici e capi intermedi).
Campione: N=69.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

  •  Pedrazzani, C. (2016). Analisi delle esigenze formative per l’assistenza al paziente anziano oncologico nelle Case per anziani del Canton Ticino. Università degli studi di Torino e Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale SUPSI.

Vecchie storie di oggetti e persone

Ricerca etnografica sulla relazione che alcuni residenti della casa per anziani di Gordevio intrattengono con gli oggetti che li circondano, in particolare quelli di cui possono disporre nell’intimità della propria camera da letto (ad esempio una piccola scultura ricevuta in regalo da un nipote, una radio, un calendario, una fotografia, uno strumento musicale, delle cartoline). L’obiettivo è di osservare se e come questa relazione influenza il modo di invecchiare e affrontare il grande cambiamento costituito dall’istituzionalizzazione.

Gli oggetti personali dei residenti hanno un ruolo importante nello sviluppo di strategie che permettono di minimizzare l’impatto del trasferimento in casa per anziani: suscitano dei ricordi, attivano la memoria personale o collettiva, fungono da punti di riferimento biografici e supportano il processo di definizione del proprio passato. Tali oggetti, inoltre, accompagnano nei momenti difficili chi vive nella struttura da più tempo. Gli oggetti personali di chi vive in casa per anziani supportano la persona nella ridefinizione di sé e nel processo di invecchiamento.

Secondo l’autrice, lo spazio a disposizione per gli oggetti personali in casa per anziani potrebbe essere valorizzato ulteriormente, ad esempio dotando le stanze di mobili (libreria, buffet, ecc.) utili a questo scopo. Si sottolinea inoltre l’importanza, per il personale curante, di investire del tempo nel conoscere questi oggetti, creando così dei legami più personalizzati con i residenti.

Parola/e chiave

Case per anziani
Rappresentazioni

Autore/i

Alice Guglielmetti

Ente/i

Université de Neuchâtel

Periodo

2015

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti della casa per anziani Piccola Casa della Divina Provvidenza (Gordevio).
Campione: N=8.
Raccolta dati: osservazione e interviste approfondite

Pubblicazioni

Guglielmetti, A. (2015)Des vieilles histoires d’objets et de gens : enquête ethnographique auprès d’une maison de retraite du Canton du Tessin (Thèse de master en Sciences Sociales). Université de Neuchâtel, Neuchâtel. 94 pagine

Modello di offerta socio-sanitaria polivalente a Brissago. Studio di fattibilità preliminare

Nato su richiesta degli istituti socio-sanitari attivi nel comune di Brissago (Casa San Giorgio, Istituto La Motta, Istituto Miralago, Clinica Hildebrand), lo studio mira a valutare la possibilità della creazione di una struttura unica che garantisca alla comunità locale un’offerta polivalente.

Dopo una riflessione sui bisogni di cura ed assistenza della popolazione di oggi e di domani, si passa ad un’analisi dell’offerta di servizi e posti letto dei singoli istituti in riferimento al contesto territoriale regionale e cantonale. Viene quindi formulata l’ipotesi di un modello in grado di fornire cure integrate e/o coordinate capaci di rispondere ai bisogni delle diverse tipologie di utenti dei quattro istituti brissaghesi, andando a sviluppare le sinergie già presenti, ma ancora non pienamente sfruttate.

La ricerca sottolinea l’esistenza di condizioni favorevoli per la realizzazione del progetto sia da un punto di vista epidemiologico e clinico, sia per quanto riguarda gli aspetti economici-organizzativi, nonché la disponibilità alla collaborazione degli istituti e la solidità finanziaria degli stessi. La poca predisposizione degli enti finanziatori a sostenere il progetto e la riduzione dell’autonomia dei singoli istituti che implicherebbe l’adesione ad un’offerta integrata sono invece individuati come possibili ostacoli.

Parola/e chiave

Case per anziani
Istituti socio-sanitari
Abitazioni per anziani

Autore/i

Riccardo Crivelli

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) – SUPSI

Periodo

2013 – 2014

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica pubblica (Ustat, UST, SCRIS) riguardante il comune di Brissago e il suo comprensorio.

Pubblicazioni

 

Analisi organizzativa e culturale della Casa per anziani Don Guanella di Maggia

Ricerca promossa dal Consiglio di Fondazione della Casa per anziani Don Guanella di Maggia al fine di valutare la situazione della struttura, definire delle proposte di miglioramento e individuare nuovi orientamenti di sviluppo dell’offerta. Questi ultimi devono rispondere in modo adeguato all’evolvere dei bisogni della popolazione anziana, in accordo con i valori guanelliani, la visione e la filosofia dell’istituto.

L’approccio utilizzato risponde a una visione sistemica delle organizzazioni e permette quindi di affrontare cambiamenti e problemi in modo globale. Esso risulta particolarmente adeguato alla natura e alla missione di un servizio quale una casa per anziani, in cui gli operatori assumono un ruolo cruciale e strategico rispetto alla qualità delle prestazioni erogate e alla qualità di vita delle persone residenti. Nella formulazione delle proposte si approfondiscono, in particolare, modelli di presa a carico e residenzialità innovativi per gruppi di anziani con caratteristiche simili.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Luisa Lomazzi, Rita Pezzati, Paola Ferrari

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2013 – 2014

Metodologia

Analisi della documentazione presente in casa per anziani; studio di casi di presa in carico; osservazione all’interno della casa; interviste e colloqui con le figure chiave; incontri di condivisione e approfondimento con la direzione, i quadri intermedi e i rappresentanti del Consiglio di Fondazione.

Pubblicazioni

  • Lomazzi, L., Pezzati, R., & Ferrari, P. (2014). Studio di analisi organizzativa e culturale della Casa per Anziani Don Guanella di Maggia. Manno: CCA, SUPSI. 66 pagine

 

Comprendere il desiderio di morire tra i residenti delle case per anziani

Più comunemente studiato nel contesto delle cure palliative, e in particolare tra i pazienti oncologici in fase terminale, il desiderio di morire è un tema poco approfondito per quanto riguarda gli anziani, e ancor meno tra chi vive in istituto. Questo malgrado la maggior parte dei residenti sia in cattive condizioni di salute ed esprima a volte questa volontà. Il fenomeno può assumere varie forme: dal semplice desiderio di morte naturale alla richiesta di suicidio assistito o d’eutanasia.

L’obiettivo della ricerca è di indagare il desiderio di morire tra i residenti delle case per anziani di tre diverse regioni della Svizzera (Vaud, San Gallo e Ticino). In particolare sono studiati i legami tra disagio spirituale, depressione e desiderio di morire al fine di sviluppare modelli di intervento specifici per una presa a carico nel pieno rispetto della dignità e dell’integrità dell’individuo.

Parola/e chiave

Case per anziani
Benessere

Autore/i

Stéfanie Monod, Anne-Véronique Durst, Brenda Spencer, Etienne Rochat, Claudia Mazzocato, Eckhard Frick, Armin von Gunten, Thomas Münzer, Pierluigi Quadri, Alessandro Levorato, Christophe Büla, Eve Rubli Truchard, Ralf J. Jox

Ente/i

Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (CHUV)
Geriatrische Klinik, St. Gallen
Ospedali Regionali di Lugano e Mendrisio

Periodo

2012 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti in case per anziani nei cantoni Vaud, San Gallo e Ticino.
Campione: N=380.
Raccolta dati: test psicogeriatrici e interviste approfondite.

Pagina web

Understanding the wish to die in elderly nursing home residents

Pubblicazioni

Analisi organizzativo-culturale della casa per anziani Biasca

Il presente studio vuole rendere più mirati, proficui e incisivi i futuri interventi organizzativi e formativi nella casa per anziani di Biasca. Esso nasce da esperienze fatte nel corso degli anni in interventi di razionalizzazione gestionale e organizzativa, di analisi e miglioramento della qualità, nella formazione e nel supporto al personale impegnato nel settore socio-sanitario.

La metodologia messa a punto prevede un elevato coinvolgimento del personale senza influire negativamente sui processi di erogazione dell’assistenza. Sulla base delle informazioni acquisite da parte dell’intera organizzazione, sono formulate proposte di miglioramento della qualità delle prestazioni e delle relazioni. La loro applicabilità è assicurata dal fatto che nascono da processi che tengono conto delle posizioni, delle valutazioni e dei punti di vista di tutti gli attori in gioco (personale e residenti) così come delle risorse finanziarie, strumentali e architettonico-logistiche disponibili.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Luisa Lomazzi, Rita Pezzati, Carla Sargenti Berthouzoz

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2012

Metodologia

Analisi della documentazione presente in casa per anziani; osservazione all’interno della casa; interviste e colloqui individuali, formali e informali con le figure chiave; incontri di condivisione e approfondimento con la direzione, i quadri intermedi e i rappresentanti della commissione interna della casa.

Pubblicazioni

  • Lomazzi, L., Pezzati, R., & Sargenti, C. (2012). Rapporto di analisi organizzativo-culturale della Casa per anziani di Biasca. Manno: SUPSI, DSAN.

Il presente e il futuro dell’assistenza e cura in casa anziani

In occasione del novantesimo anno di attività, la casa per anziani Paganini Rè di Bellinzona intende prepararsi alle sfide future derivanti dalla crescente complessità delle situazioni dei residenti. Nasce in questo contesto una collaborazione con la SUPSI per sviluppare un modello di presa a carico centrato sulla qualità di vita. Il modello “Progetti di vita”, basato su un approccio rigoroso, fortemente partecipativo e multiprofessionale, introduce uno sguardo innovativo che consente ai residenti di ripensarsi all’interno della casa per anziani in modo profondamente identitario e progettuale.

L’applicazione del modello, sperimentato con un gruppo di anziani, consiste nell’individuazione di percorsi personalizzati centrati su elementi identitari di qualità di vita. Ad essa partecipano tutti gli attori coinvolti: dal residente stesso, ai suoi familiari, ai collaboratori della casa (personale infermieristico e assistenziale, di riabilitazione e animazione, amministrativo e ausiliario).

Il modello “Progetti di vita” consente di valorizzare tutti quegli elementi soggettivi e relazionali che caratterizzano una vita di qualità in una situazione abitativa comunitaria. Dal canto loro, gli operatori sperimentano una piena appartenenza all’istituzione e una rinnovata motivazione grazie alla valorizzazione delle loro competenze professionali e peculiarità personali.

Parola/e chiave

Case per anziani
Benessere

Autore/i

Luisa Lomazzi, Carla Sargenti Berthouzoz, Rita Pezzati

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2011 – 2013

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti e personale della casa per anziani Paganini Rè.
Raccolta dati: formazione del personale sull’approccio “Progetti di vita”; sperimentazione dell’approccio con osservazione partecipante.

Pubblicazioni