Archivi categoria: Case per anziani

Studio di fattibilità casa per anziani Vacallo

Nel presente studio si valuta la fattibilità della realizzazione di una nuova casa per anziani nella regione di Vacallo. In base alle stime e alle previsioni demografiche, che tengono conto del comune di Vacallo e di quello di Breggia, si valuta un fabbisogno di 50-60 posti letto.

Gli autori sviluppano un concetto di sistema a rete rivolto alla popolazione dei due comuni, la cui base è costituita dal centro sociale diurno di Vacallo e dalla futura casa per anziani. Il primo, attraverso le attività di prevenzione secondaria (attività ricreative e sportive, consegna pasti, pasti collettivi, escursioni e gite), consente una conoscenza ampia e approfondita della popolazione anziana e del divenire delle proprie esigenze. La casa per anziani dovrebbe essere costituita da tre unità operative: una per la lungodegenza (50 posti letto), una per le cure acute e transitorie (2-3 posti letto), e infine un nucleo abitativo protetto destinato a persone affette dalla malattia di Alzheimer (5-10 posti letto). In un’ottica di ampliamento dell’offerta si segnalano due ulteriori servizi: il centro diurno terapeutico e la comunità alloggio (residenza collettiva di piccole dimensioni destinata a persone anziane in condizioni socio-economiche modeste, con autonomia limitata, prive di un adeguato supporto familiare, per soggiorni di lungo-degenza e temporanei).

Parola/e chiave

Case per anziani
Abitazioni per anziani

Autore/i

Riccardo Crivelli, Luisa Lomazzi

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) – SUPSI

Periodo

2010

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica pubblica (Ustat e SCRIS) riguardante il comune di Vacallo e il suo comprensorio.

Pubblicazioni

Anziani e qualità di vita: la casa per anziani

Da tempo il Consiglio degli Anziani ha a cuore la questione della qualità di vita nelle case per anziani del Canton Ticino. Diversi aspetti della vita quotidiana in istituto sono approfonditi grazie a delle visite in loco e al confronto con geriatri ed altri specialisti. L’obiettivo finale consiste nel formulare delle raccomandazioni che possano contribuire al miglioramento del benessere dei residenti.

Prima che un luogo di cura, la casa per anziani deve essere considerata come un luogo di vita. Estremamente importanti sono il rispetto della persona, tenendo conto di tutte le sue esigenze e specificità, e la promozione di interventi che permettano di arricchire e personalizzare la vita in casa per anziani (ad esempio favorendo le attività relazionali).

Le raccomandazioni elaborate dagli autori riguardano i seguenti temi: il ricovero e l’accoglienza; il coinvolgimento dei familiari; la relazione con il personale della struttura; la preservazione e la valorizzazione delle capacità dell’anziano; l’autodeterminazione, le direttive anticipate e le cure palliative; l’organizzazione dell’istituto (ambiente familiare, arredamento, luminosità, reparti Alzheimer); gli strumenti di valutazione; la consulenza specialistica; il ritmo della giornata; l’alimentazione; l’igiene personale e l’abbigliamento; le attività di animazione; la sessualità e l’affettività. Una verifica dell’applicazione delle raccomandazioni formulate presso un campione di case per anziani ha permesso di rilevare dei risultati positivi, con alcuni margini di miglioramento per quanto riguarda ad esempio il coinvolgimento dei familiari, la sessualità e l’affettività.

Parola/e chiave

Case per anziani
Benessere

Autore/i

NN

Ente/i

Consiglio degli Anziani del Cantone Ticino

Periodo

2010 – 2016

Metodologia

Osservazione in alcune case per anziani; confronto con medici geriatri e con l’Ufficio del medico cantonale; distribuzione, presso un campione di case per anziani (N=39), di un questionario sull’applicazione delle raccomandazioni formulate.

Pubblicazioni

La Casa San Giorgio di Brissago: un capitolo di storia fra sanità e socialità

Ricerca storica realizzata su mandato della Fondazione Casa San Giorgio di Brissago in occasione del settantesimo anniversario dell’omonima struttura. Basandosi principalmente su materiale documentario d’archivio, in un primo momento l’autore affronta i temi della povertà e dell’assistenza a Brissago nel 19° secolo; in seguito si interessa di igiene, salute pubblica e medicina nel borgo rivierasco di confine dall’inizio del 1800 fino al 1930; infine ripercorre le vicende dell’istituto per anziani Casa San Giorgio dalla sua fondazione nel 1937 agli anni 2000.

La storia dell’istituto è emblematica per l’intero settore cantonale delle case per anziani. L’invecchiamento della popolazione e le problematiche sociali che ne derivano hanno costretto lo stato, fin dal 1963, a intervenire aiutando finanziariamente le strutture, come la Casa San Giorgio, nate per iniziativa privata e creando nuovi istituti comunali e consortili. Nel contempo l’attività nel settore è stata progressivamente regolamentata e l’organizzazione del lavoro migliorata.

Parola/e chiave

Case per anziani
Aspetti socio-storici

Autore/i

Orlando Nosetti

Ente/i

Fondazione Casa San Giorgio

Periodo

2007 – 2009

Metodologia

Ricerca e analisi di documenti d’archivio.

Pubblicazioni

I reparti ad alto contenuto sanitario

Nel 2004 in alcune case per anziani del cantone sono stati introdotti a titolo sperimentale dei reparti ad “alto contenuto sanitario” (ACS). Si tratta di un modello di cure a metà strada tra la casa per anziani e l’ospedale acuto, il cui scopo è di fornire un sostegno clinico non specialistico a degli anziani fragili e permettere loro di rientrare a domicilio al termine del trattamento. Il presente studio si prefigge di valutare l’adeguatezza del modello ACS.

L’analisi dei dati mostra che gli anziani provenienti dal domicilio richiedono meno cure rispetto a quelli che arrivano da un contesto ospedaliero. Nonostante risultino cognitivamente più compromessi, i primi hanno generalmente una prognosi migliore e fanno rientro a casa nell’80% dei casi. Chi arriva da un ospedale o da una clinica invece torna a domicilio nel 65% dei casi. La descrizione delle caratteristiche demografiche, del quadro clinico e del grado di dipendenza della popolazione che accede ai reparti ACS, così come della loro destinazione alla dimissione, dimostra come in generale l’ACS contribuisca al miglioramento dello stato di salute dell’anziano fragile e al suo mantenimento a domicilio.

Parola/e chiave

Case per anziani
Istituti socio-sanitari

Autore/i

Anna De Benedetti, Alexandre Aleman, Ignazio Cassis

Ente/i

Ufficio del medico cantonale – DSS

Periodo

2004 – 2005

Metodologia

Popolazione di riferimento: pazienti di tre reparti ACS (Casa per anziani Santa Lucia di Arzo, Casa per anziani Malcantonese di Castelrotto, Centro socio-sanitario di Cevio).
Campione: N=345.
Raccolta dati: formulari compilati dal personale delle strutture coinvolte.

Pubblicazioni

 

Criteri di qualità delle cure nelle case per anziani

La qualità delle cure nelle case per anziani è un tema centrale, in Svizzera come altrove, a maggior ragione in considerazione dell’invecchiamento della popolazione. Obiettivo del presente studio è la ridefinizione dei criteri di qualità delle cure all’interno delle strutture ticinesi, tenendo conto dei parametri stabiliti dalla legge sulla salute pubblica, dei principi di finanziamento regolamentati dalla LAMal e da altre leggi cantonali.

Le case per anziani sono state coinvolte nella consultazione e condivisione di un primo elenco di 45 criteri. Un gruppo di lavoro cantonale è stato poi creato per discutere quanto emerso dal coinvolgimento delle strutture e giungere a una lista finale di 26 criteri, definendo le modalità di controllo (auto-valutazione da parte delle case per anziani e ispezioni non pianificate condotte dalle autorità cantonali competenti).

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Claudio Benvenuti, Pierluigi Quadri, Franco Tanzi, Roberto Di Stefano,
Sergio Macchi, Fabrizio Barazzoni, Carla Sargenti Berthouzoz,
Laura Comazzi-Troehler, Marina Santini, Carlo Denti, Flavio Guidotti,
Giorgio Comi, Claudio Filliger, Alberto Gianetta, Ignazio Cassis

Ente/i

Ufficio del medico cantonale – DSS

Periodo

2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: case per anziani del cantone.
Campione: N=62.
Raccolta dati: condivisione con le case per anziani di una lista di criteri di qualità e raccolta di riscontri; creazione di un gruppo di lavoro per analisi dei risultati e definizione di una lista finale; confronto con esperienze di altri cantoni.

Pubblicazioni

 

Liste d’attesa nelle case per anziani

Gli autori procedono a un rilevamento, presso le case per anziani del cantone, del numero e delle caratteristiche delle persone che fanno richiesta di istituzionalizzazione e che si trovano sulle liste d’attesa. Le persone che hanno perso il coniuge e quelle di 80 anni e oltre hanno una probabilità maggiore di figurare sulle liste d’attesa. Di solito, la domanda di ammissione è inoltrata dal futuro residente o da un parente stretto, più raramente da un professionista. I motivi principali della richiesta sono la riduzione dell’autonomia e l’aggravamento improvviso della salute.

La domanda di trasferimento riflette un bisogno immediato e urgente in poco meno della metà dei casi. L’iscrizione a una lista di attesa non costituisce un fattore determinante per l’istituzionalizzazione: tra le persone entrate in casa per anziani nel periodo considerato solo una su sei si trovava precedentemente su uno di questi elenchi. Sembra quindi che le liste d’attesa non rappresentino un buon indicatore dei bisogni e dell’urgenza tra le persone anziane.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Elena Sartoris, Carla Invernizzi

Ente/i

Divisione dell’azione sociale – DOS

Periodo

2000 – 2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone che hanno fatto richiesta di ricovero in casa per anziani nel periodo gennaio-ottobre 2000.
Campione: N=537.
Raccolta dati: questionari standardizzati compilati dalle case per anziani

Pubblicazioni

Inchiesta presso gli anziani del Basso Ceresio

Al fine di valutare la fattibilità della realizzazione di una casa per anziani nella regione del Basso Ceresio, l’inchiesta mira a conoscere le caratteristiche degli anziani residenti in alcuni comuni della zona e a rilevarne i bisogni in termini di infrastrutture e servizi. In mancanza di un istituto sussidiato, gli anziani della regione devono spesso ricorrere alle strutture private, che comportano delle rette più onerose, o a strutture di altre aree geografiche, con periodi di attesa prolungati.

I risultati mostrano un grande interesse per la costruzione di una casa per anziani, ciò che permetterebbe anche di beneficiare di servizi annessi quali il servizio pasti e il soggiorno temporaneo. I motivi che porterebbero a fare richiesta di trasferimento nel nuovo istituto sono, in ordine di importanza decrescente, il dover far fronte a dei gravi problemi di salute, la presenza di barriere architettoniche nella propria abitazione e il sentimento di solitudine. L’atteggiamento è positivo anche nei confronti del servizio di aiuto domiciliare per il quale si auspica un potenziamento.

Parola/e chiave

Case per anziani
Abitazioni per anziani

Autore/i

Carmen Vaucher de la Croix

Ente/i

Sezione dell’azione sociale – DOS

Periodo

1990 – 1991

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 60 anni e oltre residenti nei comuni di Bissone, Capolago, Maroggia, Melano, Riva San Vitale e Rovio.
Campione: N=895.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Rilevamento sociodemografico degli ospiti di case per anziani

Tra il 1988 e il 2000, l’Ufficio del medico cantonale ha raccolto annualmente le informazioni sugli istituti per anziani (case per anziani e appartamenti protetti) del cantone e sui loro residenti, fornendo importanti indicazioni agli enti del territorio per la pianificazione del settore. Il numero di residenti è cresciuto nel periodo studiato, soprattutto nei primi anni del censimento a seguito dell’apertura di nuove case. Rispetto ad altri cantoni la disponibilità di posti letto è rimasta inferiore, ma è compensata da una sovradotazione in ospedali e cliniche. Negli anni si è registrato un innalzamento dell’età media all’entrata in casa per anziani, così come un aumento delle persone in provenienza da un ospedale e gravemente dipendenti.

Rispetto a chi vive a domicilio, i residenti in casa per anziani sono più svantaggiati dal punto di vista economico e sovente hanno perso il coniuge o non si sono mai sposati. Gli uomini soli di meno di 80 anni sono particolarmente a rischio di istituzionalizzazione, mentre coloro che possono contare sul sostegno della moglie riescono a ritardare o evitare il trasferimento in casa per anziani. Chi arriva da un ospedale o da un’altra casa per anziani ha un rischio più elevato di decesso nei primi sei mesi di soggiorno rispetto a chi risiedeva a domicilio. Infine, i soggiorni temporanei in casa per anziani risultano ancora poco sfruttati in Ticino.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Jacqueline Quaglia, Cristina Gianocca

Ente/i

Ufficio del medico cantonale – DSS

Periodo

1988 – 2000

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti degli istituti per anziani (case per anziani e appartamenti protetti) del cantone.
Raccolta dati: questionari compilati dal personale delle strutture coinvolte; rilevamento annuale per 12 anni consecutivi.

Pubblicazioni

 

L’assistenza all’anziano in Ticino

Di fronte al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, lo studio analizza le forme di intervento esistenti in Ticino nei confronti delle persone anziane alla fine degli anni 1970: dalle strutture (case di riposo, case di cura, case con appartamenti protetti) ai servizi di aiuto domiciliare. L’analisi, di tipo economico e finanziario, considera in un primo momento l’insieme di tali servizi, per poi concentrarsi sulle situazioni della casa di cura di Giubiasco, della “casa d’appartamento” di Bellinzona e del servizio di aiuto domiciliare di Lugano.

L’autore rimarca come, analogamente ad altri cantoni, lo stato eserciti un controllo crescente sul settore. La grande carenza in posti letto registrata negli anni 1970 non risulta ancora totalmente sanata e gli sforzi sono centrati sulle case di riposo a discapito delle case di cura e delle cosiddette “case d’appartamento”. Uno sviluppo di tali settori è quindi auspicato, così come una maggiore considerazione delle relazioni con il prossimo e con le nuove generazioni. Si sottolinea infine il ruolo del settore dell’aiuto domiciliare, importante per evitare o rimandare un’istituzionalizzazione, e delle case d’appartamento, la cui costruzione andrebbe pianificata in un’ottica urbanistica che privilegi la vicinanza con i servizi pubblici.

Parola/e chiave

Case per anziani
Aiuti a domicilio
Abitazioni per anziani

Autore/i

Dino Dotta

Ente/i

Université de Fribourg

Periodo

1979

Metodologia

Analisi economico-finanziaria delle case per anziani e dei servizi di aiuto a domicilio.

Pubblicazioni

  • Dotta, D. (1979). L’assistenza all’anziano nel Ticino (rilevazioni statistiche, economico-finanziarie, per l’assistenza in Case di Ricetto e per i Servizi di Aiuto Domiciliare). (Tesi di laurea Facoltà di diritto e di scienze economiche e sociali). Università di Friborgo, Friborgo. 261 pagine

Cure di lunga durata: paragone dei costi per caso nel Cantone Ticino

L’analisi confronta i costi complessivi delle due principali forme di cure di lunga durata esistenti in Ticino: i SACD e le case per anziani. Dai risultati, basati sull’esame di venti casi, emerge come il costo totale della presa a carico dipenda in primo luogo dal fabbisogno di cure dell’anziano. Le spese legate alle sole cure (esclusi i costi dell’alloggio, dei pasti, del lavoro domestico, ecc.) sono più elevate nell’intervento a domicilio, e questo per due ragioni: i costi di spostamento degli operatori e il livello di qualifica superiore richiesto al personale infermieristico. Infatti, se in casa per anziani, diverse figure professionali sono presenti e l’infermiere responsabile può delegare determinati compiti a personale meno qualificato, al domicilio il SACD invia un solo operatore alla volta, che deve disporre delle capacità necessarie per erogare l’insieme delle prestazioni.

Più il caso seguito diventa complesso, più la parte dei costi attribuibili alle cure aumenta e, di conseguenza, il mantenimento a domicilio risulta più costoso rispetto a un’istituzionalizzazione. Inoltre, nelle situazioni più difficili è possibile evitare il trasferimento in casa per anziani solo in presenza di un aiuto informale (familiari curanti) importante.

I risultati presentati confermano la coerenza della strategia adottata dal cantone nell’ambito delle cure di lunga durata. Si permette a delle persone con situazioni relativamente complesse di restare a domicilio purché dispongano di un importante aiuto informale, mentre in casi più gravi la casa per anziani offre una presa a carico più efficiente in termini economici.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Case per anziani

Autore/i

Hélène Jaccard Ruedin, Michael Marti, Heini Sommer,
Kathrin Bertschy, Christian Leoni

Ente/i

Osservatorio svizzero della salute (OBSAN)
ECOPLAN AG
Dipartimento della sanità e della socialità (DSS)

Periodo

2010

Metodologia

Popolazioni di riferimento: persone di 70 anni e oltre utenti dei SACD e residenti in case per anziani.
Campioni: N=10 (utenti SACD), N=10 (residenti in casa per anziani).
Raccolta dati: valutazione finanziaria dei dossier dei pazienti.

Pubblicazioni