Archivi categoria: La cura dell’anziano

Modello di offerta socio-sanitaria polivalente a Brissago. Studio di fattibilità preliminare

Nato su richiesta degli istituti socio-sanitari attivi nel comune di Brissago (Casa San Giorgio, Istituto La Motta, Istituto Miralago, Clinica Hildebrand), lo studio mira a valutare la possibilità della creazione di una struttura unica che garantisca alla comunità locale un’offerta polivalente.

Dopo una riflessione sui bisogni di cura ed assistenza della popolazione di oggi e di domani, si passa ad un’analisi dell’offerta di servizi e posti letto dei singoli istituti in riferimento al contesto territoriale regionale e cantonale. Viene quindi formulata l’ipotesi di un modello in grado di fornire cure integrate e/o coordinate capaci di rispondere ai bisogni delle diverse tipologie di utenti dei quattro istituti brissaghesi, andando a sviluppare le sinergie già presenti, ma ancora non pienamente sfruttate.

La ricerca sottolinea l’esistenza di condizioni favorevoli per la realizzazione del progetto sia da un punto di vista epidemiologico e clinico, sia per quanto riguarda gli aspetti economici-organizzativi, nonché la disponibilità alla collaborazione degli istituti e la solidità finanziaria degli stessi. La poca predisposizione degli enti finanziatori a sostenere il progetto e la riduzione dell’autonomia dei singoli istituti che implicherebbe l’adesione ad un’offerta integrata sono invece individuati come possibili ostacoli.

Parola/e chiave

Case per anziani
Istituti socio-sanitari
Abitazioni per anziani

Autore/i

Riccardo Crivelli

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) – SUPSI

Periodo

2013 – 2014

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica pubblica (Ustat, UST, SCRIS) riguardante il comune di Brissago e il suo comprensorio.

Pubblicazioni

 

I centri diurni in Ticino

Sulla base di un’inchiesta di terreno e da un confronto con l’esperienza di altri cantoni e paesi, lo studio descrive missione e funzionamento dei centri diurni esistenti in Ticino. Dai dati raccolti presso le strutture ticinesi emerge come la situazione corrisponda a quanto osservato in altri contesti nazionali. L’utenza è infatti caratterizzata da una forte eterogeneità e i centri possono essere suddivisi in tre categorie secondo il loro mandato: aggregazione sociale, aggregazione sociale e prevenzione sanitaria, intervento terapeutico.

L’autore insiste sulla necessità di distinguere maggiormente, e in modo trasparente, i mandati di prestazione di ogni singola struttura favorendo l’instaurarsi di una rete socio-sanitaria e evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse. Un margine di miglioramento esiste anche per quanto riguarda la distribuzione geografica dei centri diurni e la loro accessibilità. I centri diurni non sono infatti distribuiti in modo equo sul territorio cantonale.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Patrick Morger

Ente/i

Divisione dell’azione sociale – DSS

Periodo

2001 – 2002

Metodologia

Popolazione di riferimento: centri diurni.
Campione: N=8.
Osservazione partecipante (visite ai centri diurni), interviste ai gestori e/o operatori, analisi della documentazione interna.

Pubblicazioni

Quanto costa restare a casa

Il sussidio cantonale per le spese personali di mantenimento a domicilio (i cosiddetti “aiuti diretti”) consiste nell’attribuzione, a persone non autosufficienti, beneficiarie dell’assegno per grandi invalidi (AGI) e con un reddito modesto, di una somma volta a remunerare chi presta loro l’assistenza necessaria per rimanere a domicilio (siano essi professionisti o familiari). L’obiettivo dello studio è di valutare l’efficacia della misura a cinque anni dalla sua introduzione.

I risultati confermano l’importanza della solidarietà familiare per la permanenza a domicilio e, in particolare, delle cure prestate dalle donne (nel loro ruolo di mogli, figlie o madri). Più della metà dei beneficiari anziani sono anch’essi di sesso femminile, vivono per lo più in coppia o soli e la loro età media è di 82 anni. Quasi tutti necessitano di sorveglianza e aiuto nelle attività di base della vita quotidiana, poco meno della metà di cure infermieristiche. Le ore di assistenza media sono cinquanta la settimana e ogni beneficiario è aiutato da quasi tre persone, retribuendo almeno la persona dalla quale riceve l’aiuto preponderante.

L’analisi avvalora l’ipotesi dell’efficacia del sussidio nel ritardare o evitare l’istituzionalizzazione: all’incirca tre persone su cinque, tra i beneficiari anziani partecipanti all’inchiesta, sono rimaste al domicilio fino al decesso, e solo un terzo si è trasferito in casa per anziani.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Familiari curanti

Autore/i

Carla Invernizzi, Cristina Gianocca

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DOS

Periodo

1997 – 1998

Metodologia

Popolazione di riferimento: beneficiari degli aiuti diretti.
Campione: N=154, di cui 119 di 65 anni e oltre.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Analisi organizzativa e culturale della Casa per anziani Don Guanella di Maggia

Ricerca promossa dal Consiglio di Fondazione della Casa per anziani Don Guanella di Maggia al fine di valutare la situazione della struttura, definire delle proposte di miglioramento e individuare nuovi orientamenti di sviluppo dell’offerta. Questi ultimi devono rispondere in modo adeguato all’evolvere dei bisogni della popolazione anziana, in accordo con i valori guanelliani, la visione e la filosofia dell’istituto.

L’approccio utilizzato risponde a una visione sistemica delle organizzazioni e permette quindi di affrontare cambiamenti e problemi in modo globale. Esso risulta particolarmente adeguato alla natura e alla missione di un servizio quale una casa per anziani, in cui gli operatori assumono un ruolo cruciale e strategico rispetto alla qualità delle prestazioni erogate e alla qualità di vita delle persone residenti. Nella formulazione delle proposte si approfondiscono, in particolare, modelli di presa a carico e residenzialità innovativi per gruppi di anziani con caratteristiche simili.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Luisa Lomazzi, Rita Pezzati, Paola Ferrari

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2013 – 2014

Metodologia

Analisi della documentazione presente in casa per anziani; studio di casi di presa in carico; osservazione all’interno della casa; interviste e colloqui con le figure chiave; incontri di condivisione e approfondimento con la direzione, i quadri intermedi e i rappresentanti del Consiglio di Fondazione.

Pubblicazioni

  • Lomazzi, L., Pezzati, R., & Ferrari, P. (2014). Studio di analisi organizzativa e culturale della Casa per Anziani Don Guanella di Maggia. Manno: CCA, SUPSI. 66 pagine

 

Comprendere il desiderio di morire tra i residenti delle case per anziani

Più comunemente studiato nel contesto delle cure palliative, e in particolare tra i pazienti oncologici in fase terminale, il desiderio di morire è un tema poco approfondito per quanto riguarda gli anziani, e ancor meno tra chi vive in istituto. Questo malgrado la maggior parte dei residenti sia in cattive condizioni di salute ed esprima a volte questa volontà. Il fenomeno può assumere varie forme: dal semplice desiderio di morte naturale alla richiesta di suicidio assistito o d’eutanasia.

L’obiettivo della ricerca è di indagare il desiderio di morire tra i residenti delle case per anziani di tre diverse regioni della Svizzera (Vaud, San Gallo e Ticino). In particolare sono studiati i legami tra disagio spirituale, depressione e desiderio di morire al fine di sviluppare modelli di intervento specifici per una presa a carico nel pieno rispetto della dignità e dell’integrità dell’individuo.

Parola/e chiave

Case per anziani
Benessere

Autore/i

Stéfanie Monod, Anne-Véronique Durst, Brenda Spencer, Etienne Rochat, Claudia Mazzocato, Eckhard Frick, Armin von Gunten, Thomas Münzer, Pierluigi Quadri, Alessandro Levorato, Christophe Büla, Eve Rubli Truchard, Ralf J. Jox

Ente/i

Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (CHUV)
Geriatrische Klinik, St. Gallen
Ospedali Regionali di Lugano e Mendrisio

Periodo

2012 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti in case per anziani nei cantoni Vaud, San Gallo e Ticino.
Campione: N=380.
Raccolta dati: test psicogeriatrici e interviste approfondite.

Pagina web

Understanding the wish to die in elderly nursing home residents

Pubblicazioni

Analisi organizzativo-culturale della casa per anziani Biasca

Il presente studio vuole rendere più mirati, proficui e incisivi i futuri interventi organizzativi e formativi nella casa per anziani di Biasca. Esso nasce da esperienze fatte nel corso degli anni in interventi di razionalizzazione gestionale e organizzativa, di analisi e miglioramento della qualità, nella formazione e nel supporto al personale impegnato nel settore socio-sanitario.

La metodologia messa a punto prevede un elevato coinvolgimento del personale senza influire negativamente sui processi di erogazione dell’assistenza. Sulla base delle informazioni acquisite da parte dell’intera organizzazione, sono formulate proposte di miglioramento della qualità delle prestazioni e delle relazioni. La loro applicabilità è assicurata dal fatto che nascono da processi che tengono conto delle posizioni, delle valutazioni e dei punti di vista di tutti gli attori in gioco (personale e residenti) così come delle risorse finanziarie, strumentali e architettonico-logistiche disponibili.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Luisa Lomazzi, Rita Pezzati, Carla Sargenti Berthouzoz

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2012

Metodologia

Analisi della documentazione presente in casa per anziani; osservazione all’interno della casa; interviste e colloqui individuali, formali e informali con le figure chiave; incontri di condivisione e approfondimento con la direzione, i quadri intermedi e i rappresentanti della commissione interna della casa.

Pubblicazioni

  • Lomazzi, L., Pezzati, R., & Sargenti, C. (2012). Rapporto di analisi organizzativo-culturale della Casa per anziani di Biasca. Manno: SUPSI, DSAN.

Il presente e il futuro dell’assistenza e cura in casa anziani

In occasione del novantesimo anno di attività, la casa per anziani Paganini Rè di Bellinzona intende prepararsi alle sfide future derivanti dalla crescente complessità delle situazioni dei residenti. Nasce in questo contesto una collaborazione con la SUPSI per sviluppare un modello di presa a carico centrato sulla qualità di vita. Il modello “Progetti di vita”, basato su un approccio rigoroso, fortemente partecipativo e multiprofessionale, introduce uno sguardo innovativo che consente ai residenti di ripensarsi all’interno della casa per anziani in modo profondamente identitario e progettuale.

L’applicazione del modello, sperimentato con un gruppo di anziani, consiste nell’individuazione di percorsi personalizzati centrati su elementi identitari di qualità di vita. Ad essa partecipano tutti gli attori coinvolti: dal residente stesso, ai suoi familiari, ai collaboratori della casa (personale infermieristico e assistenziale, di riabilitazione e animazione, amministrativo e ausiliario).

Il modello “Progetti di vita” consente di valorizzare tutti quegli elementi soggettivi e relazionali che caratterizzano una vita di qualità in una situazione abitativa comunitaria. Dal canto loro, gli operatori sperimentano una piena appartenenza all’istituzione e una rinnovata motivazione grazie alla valorizzazione delle loro competenze professionali e peculiarità personali.

Parola/e chiave

Case per anziani
Benessere

Autore/i

Luisa Lomazzi, Carla Sargenti Berthouzoz, Rita Pezzati

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2011 – 2013

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti e personale della casa per anziani Paganini Rè.
Raccolta dati: formazione del personale sull’approccio “Progetti di vita”; sperimentazione dell’approccio con osservazione partecipante.

Pubblicazioni

Studio di fattibilità casa per anziani Vacallo

Nel presente studio si valuta la fattibilità della realizzazione di una nuova casa per anziani nella regione di Vacallo. In base alle stime e alle previsioni demografiche, che tengono conto del comune di Vacallo e di quello di Breggia, si valuta un fabbisogno di 50-60 posti letto.

Gli autori sviluppano un concetto di sistema a rete rivolto alla popolazione dei due comuni, la cui base è costituita dal centro sociale diurno di Vacallo e dalla futura casa per anziani. Il primo, attraverso le attività di prevenzione secondaria (attività ricreative e sportive, consegna pasti, pasti collettivi, escursioni e gite), consente una conoscenza ampia e approfondita della popolazione anziana e del divenire delle proprie esigenze. La casa per anziani dovrebbe essere costituita da tre unità operative: una per la lungodegenza (50 posti letto), una per le cure acute e transitorie (2-3 posti letto), e infine un nucleo abitativo protetto destinato a persone affette dalla malattia di Alzheimer (5-10 posti letto). In un’ottica di ampliamento dell’offerta si segnalano due ulteriori servizi: il centro diurno terapeutico e la comunità alloggio (residenza collettiva di piccole dimensioni destinata a persone anziane in condizioni socio-economiche modeste, con autonomia limitata, prive di un adeguato supporto familiare, per soggiorni di lungo-degenza e temporanei).

Parola/e chiave

Case per anziani
Abitazioni per anziani

Autore/i

Riccardo Crivelli, Luisa Lomazzi

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) – SUPSI

Periodo

2010

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica pubblica (Ustat e SCRIS) riguardante il comune di Vacallo e il suo comprensorio.

Pubblicazioni

Anziani e qualità di vita: la casa per anziani

Da tempo il Consiglio degli Anziani ha a cuore la questione della qualità di vita nelle case per anziani del Canton Ticino. Diversi aspetti della vita quotidiana in istituto sono approfonditi grazie a delle visite in loco e al confronto con geriatri ed altri specialisti. L’obiettivo finale consiste nel formulare delle raccomandazioni che possano contribuire al miglioramento del benessere dei residenti.

Prima che un luogo di cura, la casa per anziani deve essere considerata come un luogo di vita. Estremamente importanti sono il rispetto della persona, tenendo conto di tutte le sue esigenze e specificità, e la promozione di interventi che permettano di arricchire e personalizzare la vita in casa per anziani (ad esempio favorendo le attività relazionali).

Le raccomandazioni elaborate dagli autori riguardano i seguenti temi: il ricovero e l’accoglienza; il coinvolgimento dei familiari; la relazione con il personale della struttura; la preservazione e la valorizzazione delle capacità dell’anziano; l’autodeterminazione, le direttive anticipate e le cure palliative; l’organizzazione dell’istituto (ambiente familiare, arredamento, luminosità, reparti Alzheimer); gli strumenti di valutazione; la consulenza specialistica; il ritmo della giornata; l’alimentazione; l’igiene personale e l’abbigliamento; le attività di animazione; la sessualità e l’affettività. Una verifica dell’applicazione delle raccomandazioni formulate presso un campione di case per anziani ha permesso di rilevare dei risultati positivi, con alcuni margini di miglioramento per quanto riguarda ad esempio il coinvolgimento dei familiari, la sessualità e l’affettività.

Parola/e chiave

Case per anziani
Benessere

Autore/i

NN

Ente/i

Consiglio degli Anziani del Cantone Ticino

Periodo

2010 – 2016

Metodologia

Osservazione in alcune case per anziani; confronto con medici geriatri e con l’Ufficio del medico cantonale; distribuzione, presso un campione di case per anziani (N=39), di un questionario sull’applicazione delle raccomandazioni formulate.

Pubblicazioni

La Casa San Giorgio di Brissago: un capitolo di storia fra sanità e socialità

Ricerca storica realizzata su mandato della Fondazione Casa San Giorgio di Brissago in occasione del settantesimo anniversario dell’omonima struttura. Basandosi principalmente su materiale documentario d’archivio, in un primo momento l’autore affronta i temi della povertà e dell’assistenza a Brissago nel 19° secolo; in seguito si interessa di igiene, salute pubblica e medicina nel borgo rivierasco di confine dall’inizio del 1800 fino al 1930; infine ripercorre le vicende dell’istituto per anziani Casa San Giorgio dalla sua fondazione nel 1937 agli anni 2000.

La storia dell’istituto è emblematica per l’intero settore cantonale delle case per anziani. L’invecchiamento della popolazione e le problematiche sociali che ne derivano hanno costretto lo stato, fin dal 1963, a intervenire aiutando finanziariamente le strutture, come la Casa San Giorgio, nate per iniziativa privata e creando nuovi istituti comunali e consortili. Nel contempo l’attività nel settore è stata progressivamente regolamentata e l’organizzazione del lavoro migliorata.

Parola/e chiave

Case per anziani
Aspetti socio-storici

Autore/i

Orlando Nosetti

Ente/i

Fondazione Casa San Giorgio

Periodo

2007 – 2009

Metodologia

Ricerca e analisi di documenti d’archivio.

Pubblicazioni