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Prevenzione del maltrattamento e promozione della bientraitance in un campione di case per anziani del Canton Ticino

La ricerca mira a favorire l’approccio della bientraitance nelle case per anziani. Nel contempo si intende individuare gli elementi che stanno alla radice dei fenomeni di maltrattamento, identificandone i relativi fattori di rischio e protezione e sensibilizzando i collaboratori delle strutture alle tematiche considerate. L’approccio della bientraitance è caratterizzato dal percorso che organizzazione e professionisti sono chiamati a compiere al fine di sviluppare una cultura comune che metta al centro il rispetto incondizionato della persona e della sua volontà.

I risultati fanno riferimento ai diversi aspetti etico-valoriali, organizzativi e strutturali che orientano il clima istituzionale, come anche agli aspetti cognitivi ed emozionali che le persone mettono in campo per indirizzare il proprio comportamento. Il progetto ha consentito di individuare interessanti piste di riflessione inerenti le rappresentazioni e le visioni degli operatori coinvolti e di comprendere meglio l’assetto e lo stile relazionale presenti nelle case per anziani.

In tutte le strutture si osserva una positiva tensione alla ricerca di soluzioni, di innovazioni e attenzioni che si coniugano appieno con i valori fondanti dell’approccio bientraitant, a partire dalla promozione dell’autodeterminazione delle persone in un contesto di vita comunitario.

Parola/e chiave

Benessere
Case per anziani
Rappresentazioni

Autore/i

Luisa Lomazzi, Carla Sargenti Berthouzoz, Rita Pezzati,
Paola Ferrari, Elisabetta Cortesia

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2013 – 2015

Metodologia

Popolazione di riferimento: personale delle case per anziani ticinesi.
Campione: personale di 17 case per anziani del cantone; istituti scelti aleatoriamente, stratificazione secondo la dimensione, l’ubicazione geografica e la natura giuridica.
Raccolta dati: osservazione strutturata; somministrazione di questionari; focus group (con direzione e responsabili); incontri di sensibilizzazione.

Pubblicazioni

Vivre – Leben – Vivere (VLV) – Ticino

La ricerca, parte di un programma nazionale, si propone di studiare le condizioni di vita delle persone anziane residenti in Ticino. L’approccio adottato è interdisciplinare e comporta l’esame di diversi aspetti tra i quali la salute e il benessere, l’utilizzo dei servizi d’aiuto a domicilio, le relazioni e la partecipazione sociale.

I dati mettono in evidenza la grande eterogeneità della popolazione anziana: vi sono delle importanti differenze nei vari aspetti considerati tra “giovani” e “grandi anziani”, ma anche tra persone della stessa età. La maggior parte dei giovani anziani (65-79 anni) gode di buone condizioni fisiche e può svolgere le attività della vita quotidiana in modo autonomo. La salute tende a deteriorarsi con l’avanzare dell’età, ma più di un ultraottantenne su tre si mantiene indipendente e fornisce un supporto prezioso ai propri cari.

In caso di difficoltà le persone anziane possono contare sull’aiuto di familiari o conoscenti e la presenza sul territorio di un’importante rete di servizi di assistenza e cure a domicilio. L’atto di richiedere degli aiuti a domicilio è da considerarsi come un cambiamento importante nella vita della persona anziana, sia a livello pratico che identitario.

La popolazione anziana residente in Ticino gode in generale di un elevato grado di benessere, di un buon inserimento sociale e di condizioni economiche soddisfacenti. Detto ciò, il 6% dei giovani anziani e il 16% dei grandi anziani vivono in una situazione di povertà, e un ultrasessantacinquenne su sette soffre di solitudine.

Parola/e chiave

Benessere
Salute fisica
Aiuti a domicilio
Vita sociale

Autore/i

Michel Oris, Stefano Cavalli, Nora Dasoki, Daniela Dus,
Barbara Masotti, Alessandra Rosciano

Ente/i

Centre interfacultaire de gérontologie et d’études des vulnérabilités (CIGEV) – UNIGE
Centro competenze anziani (CCA) – SUPSI

Periodo

2011 – 2014

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 65 anni e oltre.
Campione: N=704; aleatorio, stratificato secondo il sesso e l’età.
Raccolta dati: questionari standardizzati, calendari di vita e interviste approfondite.

Pagina web

VIVRE – LEBEN – VIVERE (VLV)

Pubblicazioni

 

Benessere e qualità di vita negli anziani di oggi: un approccio autobiografico

L’indagine mira a cogliere la percezione e le rappresentazioni degli anziani in Ticino circa il loro benessere e la loro qualità di vita. Il focus è posto, attraverso delle interviste presso i rappresentanti di due generazioni storiche diverse – gli anziani nati tra il 1940 e il 1945 e quelli nati prima del 1930 –, sul significato che essi annettono allo stare bene con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente che li circonda.

I risultati mostrano l’esistenza di situazioni e vissuti diversi all’interno della popolazione anziana in generale e dei due gruppi considerati ma, nel contempo, si identificano alcune linee tendenziali. La buona salute è per tutti sinonimo di benessere in quanto favorisce l’autonomia, l’attività e il movimento. La perdita dell’indipendenza fisica e l’abbandono di attività significative a seguito della fragilizzazione marcano invece, nella percezione degli intervistati, il passaggio all’anzianità. Un ulteriore elemento forte di benessere è il riconoscimento di una certa serenità interiore, alimentata dalla possibilità di intrattenere buoni rapporti con gli altri, e con la famiglia in particolare, mentre vi è un’esigenza di selettività per quanto attiene alle relazioni extra-familiari. In alcuni casi, tipicamente a seguito della perdita del coniuge, l’isolamento sociale è più sofferto e la percezione dell’invecchiamento maggiore.

Parola/e chiave

Benessere
Rappresentazioni
Aspetti socio-storici

Autore/i

Fulvio Poletti, Laura Bertini, Alice Biaggi, Barbara Masotti,
Graziano Meli, Claudio Mustacchi, Michela Nussio

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) e Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2010 – 2012

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone tra i 65 e i 70 anni e di 80 anni e oltre, residenti a domicilio.
Campione: N=40.
Raccolta dati: interviste approfondite.

Pubblicazioni

Vivere meglio vestendo bene (VI-VES)

Il modo di vestire delle persone anziane non totalmente autosufficienti, residenti in una struttura per anziani, influenza il loro modo di vivere, la percezione di benessere e le relazioni con gli altri (mostrarsi ed essere visti). Nell’ambito del presente studio sono stati creati e testati dei capi di abbigliamento innovativi intervenendo sulla qualità, la funzionalità e l’estetica del prodotto. Concretamente, i vestiti sono stati realizzati prendendo in considerazione i gusti e il modo di vestire dei partecipanti alla ricerca, così come le loro difficoltà legate a disprassie o aprassie.

Attraverso quest’esperienza si offre ai residenti che presentano dei limiti fisici la possibilità di indossare e/o di farsi vestire con indumenti che rispondono alle loro esigenze e promuovono il mantenimento delle competenze restanti, rispettando nel contempo l’aspetto identitario. La sperimentazione, svoltasi presso la casa per anziani della Riviera e Valli, ha evidenziato un impatto positivo sul residente nel proprio modo di viversi nel presente e di relazionarsi con gli altri. La promozione di esperienze di questo tipo è inoltre positiva per il clima di istituto.

Parola/e chiave

Benessere
Rappresentazioni
Case per anziani

Autore/i

Rita Pezzati, Riccardo Crivelli, Mariangela Ardia, Mara Jelmini, Josephine Marrocco, Carla Sargenti Berthouzoz, Laura Ravanelli, Barbara Tamagni

Ente/i

Dipartimento sanità (DSAN) – SUPSI

Periodo

2008 – 2010

Metodologia

Popolazioni di riferimento: residenti con difficoltà nel vestirsi e operatori della casa per anziani della Riviera e Valli.
Campioni: N=6 (residenti), N=17 (operatori).
Raccolta dati: interviste con residenti; prova dei vestiti prototipi nell’arco di 4 mesi; focus group con operatori e con residenti.

Pubblicazioni

  • Pezzati, R., Crivelli, R., Ardia, M., Jelmini, M., Marrocco, J., Sargenti, C., Ravanelli, L., & Tamagni, B. (2011). VI-VES Vivere meglio vestendo bene. Manno: SUPSI, DSAN. 85 pagine
  • Pezzati, R., Crivelli, R., Sargenti, C., Ardia, M., Jelmini, M., Marrocco, J., … Ravanelli, L. (2011). Vivere meglio vestendo bene. Rivista per le Medical Humanities, 20, 26–31.

 

Studio sull’efficacia della cromopuntura nel trattamento dei dolori nel contesto della casa anziani malcantonese

La cromopuntura è una terapia alternativa che consiste nell’irradiazione puntuale sulla pelle di luce colorata seguendo determinati punti energetici. Diversi studi empirici, che hanno coinvolto centinaia di pazienti, evidenziano una riduzione o addirittura una scomparsa del dolore come conseguenza della terapia.

La presente ricerca consiste nella valutazione dell’efficacia della cromopuntura nel trattamento del dolore presso i residenti della Casa anziani Malcantonese. L’obiettivo è quello di intensificare e differenziare l’approccio terapeutico di presa a carico sviluppando una maggiore attenzione e consapevolezza alla problematica del dolore nella persona anziana.

La sperimentazione si è svolta sull’arco di un anno attraverso l’organizzazione di sei sedute terapeutiche presso un gruppo di volontari. Alla fine del trattamento nessun partecipante, con una sola eccezione, manifestava dei dolori; si è pure riscontrata una diminuzione del ricorso ad analgesici. Infine è stato osservato un notevole miglioramento nella percezione della qualità di vita da parte delle persone che hanno preso parte allo studio.

Parola/e chiave

Salute fisica
Benessere
Aiuti a domicilio

Autore/-i

Roberto Perucchi, Fausto Pagnamenta, Marica Bedrina, Alberto Foletti,
Chiara Piccaluga, Paola Nicoletti, Laura Ceolin Perucchi

Ente/-i

Casa anziani Malcantonese

Periodo

2012 – 2013

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti della Casa anziani Malcantonese.

Campione: N=12.

Raccolta dati: organizzazione di sei sedute di cromopuntura con rilevamento della percezione del dolore prima e dopo ogni seduta e a un mese dalla fine dello studio

Pubblicazioni

Popolazione degli over 70 residenti a Massagno

Lo scopo della ricerca è quello di valutare le condizioni di vita e i bisogni degli anziani del comune di Massagno e di raccogliere le loro opinioni in merito ai servizi erogati sul territorio. Nell’insieme i partecipanti all’inchiesta godono di una buona qualità di vita: la maggior parte beneficia di risorse economiche sufficienti o discrete, di ottime relazioni sociali e di un alto livello di autonomia nel gestire le principali attività della vita quotidiana. La conoscenza dei servizi rivolti agli anziani così come il loro utilizzo è limitato. Per contro, la propensione al movimento, attraverso attività sportive e passeggiate, è elevata.

La stragrande maggioranza degli intervistati si sente sicura all’interno e all’esterno della propria abitazione ed esprime una chiara volontà di restare al proprio domicilio il più a lungo possibile. La casa per anziani è associata ad un’immagine negativa e remota, mentre l’ipotesi di un trasferimento in un appartamento protetto è presa in considerazione da un numero non indifferente di partecipanti allo studio.

Parola/e chiave

Benessere
Salute fisica
Vita sociale
Aiuti a domicilio

Autore/-i

Antonietta Colubriale Carone, Leonardo Da Vinci

Ente/-i

Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2007 – 2008

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 70 e oltre residenti a domicilio nel comune di Massagno.
Campione: N=514.
Raccolta dati: questionari standardizzati

Pubblicazioni

Qualità di vita delle persone over 70 residenti nel Comune di Chiasso

Con questa indagine si è voluto fornire una fotografia del grado di autonomia e della situazione relazionale e affettiva delle persone di 70 anni e oltre che vivono sole a Chiasso. La popolazione studiata si caratterizza per delle condizioni di vita favorevoli: la quota di persone indipendenti è elevata e i bisogni socioassistenziali sono in gran parte coperti dalla forte presenza dei familiari.

La metà degli intervistati è a conoscenza dei servizi di aiuto e cure a domicilio che operano nella regione mentre le prestazioni del servizio trasporti e del telesoccorso sono meno note. L’informazione è adeguata circa le agevolazioni economiche per bassi redditi e i luoghi di aggregazione sociale, anche se quest’ultimi sono poco frequentati. Infine una persona su cinque è iscritta ad una lista di attesa per un eventuale collocamento in casa per anziani; una su sette sarebbe disposta a prendere in considerazione, in futuro, la convivenza con altre persone anziane in strutture apposite.

Parola/e chiave

Benessere
Vita sociale
Aiuti a domicilio

Autore/i

Antonietta Colubriale Carone, Wilma Minoggio

Ente/i

Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2007

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 70 anni e oltre che vivono sole a Chiasso.
Campione: N=348.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Solitudine no… ma tristezza: vissuti ed esperienze raccontati da un gruppo di vedove

La ricerca indaga il vissuto di un gruppo di vedove di 65 anni e oltre tramite delle interviste realizzate da membri dell’ATTE. La persona anziana non è quindi solo oggetto di studio, ma anche responsabile della raccolta di informazioni.

La maggior parte delle partecipanti dimostra un’importante capacità di adattamento e un atteggiamento positivo, anche se tra le testimonianze raccolte non mancano i riferimenti a momenti di tristezza e sconforto. L’analisi dei racconti ha permesso di identificare cinque sottogruppi di vedove, di cui uno soltanto è caratterizzato dall’insoddisfazione quanto al proprio modo di vita. Si tratta di donne che al momento del matrimonio hanno abbandonato la professione appresa, creando una situazione di dipendenza dal marito, e che hanno delle relazioni interpersonali difficili. Il gruppo più numeroso è invece costituito da donne che si caratterizzano per una forte consapevolezza della situazione attuale e della vita passata; donne che hanno sempre preso in mano la loro vita e sanno attivare le risorse di cui dispongo per reagire ai cambiamenti e ai momenti di tristezza. In generale, l’abilità a far fronte ad eventi critici quali la perdita del coniuge dipende in gran parte dal ruolo sociale, professionale e familiare svolto nel corso della propria vita.

 

Parola/e chiave

Benessere
Vita sociale
Rappresentazioni
Aspetti socio-storici

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1992 – 1994

Metodologia

Popolazione di riferimento: donne vedove di 65 anni e oltre, iscritte ad ATTE.
Campione: N=28.
Raccolta dati: interviste approfondite.

 Pubblicazioni

  • Moretti-Varile, T. (1994). Implicazione dell’anziano nella ricerca sull’anziano. In Associazione Ticinese Terza Età (ATTE) (Ed.), Io ero, io sono, io sarò. Atti del 3° congresso ATTE (pp. 46-59). Giubiasco: ATTE.
  • Moretti-Varile, T. (1995). Solitude vécue et analyse de récits de vie par des personnes âgées. Bellinzona: s.n. 122 pagine  
  • Moretti-Varile, T. (1996). Solitudine no… ma tristezza: vissuti ed esperienze raccontate da un gruppo di vedove. Giubiasco: ATTE. 154 pagine