Archivi tag: 1980-1989

Evoluzione demografica. Scenari per i cantoni

L’UST calcola regolarmente gli scenari sull’evoluzione demografica per ogni singolo cantone, basandosi su quelli stilati per tutta la Svizzera. Le proiezioni si basano su ipotesi riguardanti l’evoluzione della fecondità, della mortalità e del saldo migratorio.

Lo scenario cantonale relativo al periodo 2015-2045 è stato pubblicato nel maggio 2016 sul sito dell’UST. I dati confermano l’aumento importante della popolazione anziana nei primi dieci anni, con tassi di crescita importanti per le classi d’età superiori ai 74 anni. Le previsioni per la popolazione più giovane indicano una diminuzione della popolazione attiva e un conseguente squilibro generazionale per l’economia locale.

Autore/i

Ufficio federale di statistica (UST)

Periodo

1989 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di tutte le età residenti in Svizzera.
Formulazione di previsioni demografiche armonizzate con le stime per la Svizzera.

Pagina web

Scenari per i cantoni

Pubblicazioni

Previsioni demografiche SCRIS

Il Service cantonal de recherche et d’Information statistiques (SCRIS) del Canton Vaud ha sviluppato un modello statistico che permette di formulare annualmente previsioni demografiche, in particolare scenari relativi alla fecondità, alla mortalità e ai flussi migratori. Le previsioni demografiche per il Ticino ipotizzano il continuo aumento della speranza di vita alla nascita che nel 2040 dovrebbe essere di 89.2 anni per le donne e di 84.7 per gli uomini, così come quello della proporzione di persone anziane che rappresenterebbe un terzo di tutta la popolazione.

Autore/i

Service cantonal de recherche et d’information statistiques (SCRIS) – Canton Vaud

Periodo

1989 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di tutte le età residenti in Svizzera.
Formulazione di previsioni demografiche a partire dagli effettivi di base (fonte: STATPOP).

Pubblicazioni

 

Statistica della popolazione e delle economie domestiche (STATPOP)

La STATPOP si basa sui registri ufficiali degli abitanti, degli edifici e delle abitazioni, fornendo informazioni sull’effettivo e sulla struttura della popolazione residente alla fine dell’anno, nonché sui movimenti della popolazione durante l’anno in corso. Congiuntamente alla rilevazione strutturale costituisce la base della statistica delle economie domestiche.

Insieme a quelli di altri statistiche, i dati della STATPOP sono spesso utilizzati per studiare fenomeni demografici anche alla popolazione anziana. Con il 21% di persone di 65 anni e oltre e il 6% di 80 anni e oltre (dati del 2012), il Ticino è il cantone con gli indici cantonali di anzianità e di grande anzianità più alti del paese. La maggior parte degli anziani vive negli agglomerati urbani; nelle valli e nelle zone poco popolate e più discoste, la popolazione è tuttavia proporzionalmente più vecchia.

Autore/i

Ufficio federale di statistica (UST)

Periodo

1981 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: popolazione residente in Svizzera di tutte le età.
Estrazione dai registri cantonali e comunali degli abitanti, dal registro federale degli edifici e delle abitazioni.
Rilevamento annuale dal 1981 (ESPOP dal 1981 al 2009; poi STATPOP).

Pagina web

Statistica della popolazione e delle economie domestiche

Pubblicazioni

Anziani e politica comunale

L’indagine si inserisce nel contesto della pianificazione dell’intervento cantonale a favore degli anziani sul finire degli anni 1980. Tramite l’invio di un questionario a tutti i municipi ticinesi si raccolgono informazioni su eventuali azioni esistenti a livello comunale per questa popolazione. Il rilevamento si svolge per due anni consecutivi, evidenziando un aumento nel numero di comuni promotori di iniziative quali le attività di socializzazione, gli aiuti finanziari e i servizi d’appoggio (in particolare i centri diurni e il servizio pasti a domicilio).

L’organizzazione di attività di socializzazione (ad esempio pasti in comune, escursioni e corsi di ginnastica) è l’intervento promosso da un maggior numero di comuni, spesso in collaborazione con ATTE e Pro Senectute, nonché con un importante coinvolgimento di volontari. Queste attività sono proposte soprattutto dai comuni con più di 2’000 abitanti, mentre nelle realtà più piccole si privilegiano le occasioni di incontro di tipo informale nei ritrovi pubblici o nella piazza del paese. Sul totale dei comuni ticinesi, quelli che non prevedono alcuna azione a favore della popolazione anziana al momento dell’inchiesta sono comuni piccoli: il comune più popoloso comprende poco più di 1’200 abitanti e una buona parte di questi ultimi ha una popolazione inferiore ai 100 residenti.

Parola/e chiave

Politiche sociali

Autore/i

Carmen Vaucher de la Croix

Ente/i

Sezione previdenza sociale – DOS

Periodo

1988 – 1989

Metodologia

Popolazione di riferimento: comuni.
Campione: N=247.
Raccolta dati: questionari standardizzati; rilevamento annuale per due anni consecutivi.

Pubblicazioni

Gli anziani nei mass media

Quale immagine dell’anziano è veicolata dai mezzi di comunicazione di massa alla fine degli anni 1980? Dall’analisi emerge come lo spazio dedicato agli anziani da parte di giornali e televisione sia quasi interamente occupato dai problemi socio-sanitari e istituzionali di presa a carico. Ne risulta una rappresentazione omogena della condizione dell’anziano – associata alla perdita dell’autonomia e alla fragilità fisica e sociale – che trascura la diversità delle situazioni individuali.

L’immagine veicolata dalla radio è invece più attenta alle diverse componenti di questa complessa realtà. In particolare ne emerge un’idea dell’anziano come persona in grado di far fronte in modo equilibrato ai cambiamenti fisiologici e sociali della vecchiaia.

Nello studio si considerano anche le ripercussioni che i discorsi dei mass media hanno sulla percezione di sé della persona anziana. Le rappresentazioni, essendo dense di stereotipi, non favoriscono la presa di coscienza di sé da parte dell’anziano.

Parola/e chiave

Rappresentazioni

Autore/i

Oreste Allidi, Rita Pezzati

Ente/i

Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) – DOS

Periodo

1989

Metodologia

Quantificazione dello spazio consacrato dai media agli anziani e analisi del contenuto.
Periodo: 16 gennaio 1989 – 16 aprile 1989 (3 mesi).
Fonti: 12 giornali (quotidiani indipendenti e di partito, settimanali di partito, giornali regionali); emissioni televisive nella fascia informativa serale dalle 19.00 alle 20.00 o, al di fuori di essa, che riguardano specificatamente gli anziani; emissioni radiofoniche concernenti gli anziani.

Pubblicazioni

Anziano e società: quale partecipazione?

L’obiettivo dello studio è misurare e descrivere la partecipazione dei soci ATTE alle attività dell’associazione e alla vita sociale in generale. I risultati evidenziano un grado di partecipazione sociale elevato. Si rilevano però alcuni fenomeni che, seppur riguardino la minoranza dei membri, dovrebbero essere presi in considerazione nella pianificazione delle attività future di ATTE. Ad esempio, alcuni soci affermano di sentirsi soli e percepiscono il pensionamento come la fine di un periodo di soddisfazioni e relazioni sociali intense. Sebbene dall’iscrizione all’associazione ci si aspetti di instaurare nuovi contatti, più di un quarto dei membri di ATTE si limita alla lettura della rivista Terzaetà.

L’autrice sottolinea la necessità di ampliare e diversificare il raggio d’azione dell’associazione proponendo attività che possano rispondere alle molteplici aspirazioni individuali. Si rimarca infine il problema del trasporto per chi abita nelle zone più discoste del cantone e l’importanza di coinvolgere maggiormente le persone sole, quelle non autosufficienti e gli uomini, meno inclini ad aderire ad ATTE.

Parola/e chiave

Vita sociale
Benessere

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1989

Metodologia

Popolazione di riferimento: soci ATTE di 60 anni e oltre.
Campione: N=459.
Raccolta dati: questionari standardizzati e interviste approfondite (ad alcuni soci).

Pubblicazioni

 

L’assistenza ospedaliera ai lungodegenti anziani nel quadro del concetto di azione geriatrica

Nello studio si quantifica il fenomeno della lungodegenza negli ospedali regionali. Il fine ultimo è quello di precisare il ruolo dei servizi di geriatria acuta previsti dalla pianificazione ospedaliera cantonale. A tali servizi è attribuita la gestione del reparto di geriatria, dell’ospedale di giorno e della stazione per lungodegenti.

L’analisi ha permesso di evidenziare un incremento della percentuale delle giornate di cura di lungodegenza globale. La degenza media di questi pazienti si leva complessivamente a 52 giorni. Il fenomeno interessa in modo prevalente, ma non esclusivo, le persone anziane con punte prevalenti per i reparti di geriatria, nefrologia e medicina.

In vista di un adeguamento del settore, gli autori stimano un fabbisogno per ospedale di trenta posti letto adattabili a livello regionale. Per quanto riguarda il servizio di geriatria, i suoi compiti interesserebbero la diagnosi di malattie somatiche e mentali, il trattamento delle patologie, la riabilitazione, la collaborazione con gli altri servizi preposti a questa popolazione (in particolare il servizio di aiuto domiciliare e le case per anziani), l’assistenza ai lungodegenti e le cure ai malati terminali, il generale miglioramento della qualità di cura del paziente anziano.

Si auspica infine che la concezione di tale servizio possa consentire una geriatria interpretata in modo più estensivo rispetto ai contenuti scientifici della medicina interna, coinvolgendo aspetti più esistenziali (psicologici), organizzativi (sociologici) e funzionali (riabilitativi e assistenziali). Tale disegno presuppone un potenziamento della catena di assistenza extra-ospedaliera, giudicata ancora relativamente fragile.

Parola/e chiave

Istituti socio-sanitari

Autore/i

NN

Ente/i

Ente Ospedaliero Cantonale (EOC)

Periodo

1987

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica ufficiale (Ospedali).

Pubblicazioni

  • Ente Ospedaliero Cantonale (EOC). (1987). L’assistenza ospedaliera ai lungodegenti anziani nel quadro del concetto di azione geriatrica dell’ente ospedaliero cantonale. Bellinzona: EOC. 33 pagine

Rilevamento sociodemografico degli ospiti di case per anziani

Tra il 1988 e il 2000, l’Ufficio del medico cantonale ha raccolto annualmente le informazioni sugli istituti per anziani (case per anziani e appartamenti protetti) del cantone e sui loro residenti, fornendo importanti indicazioni agli enti del territorio per la pianificazione del settore. Il numero di residenti è cresciuto nel periodo studiato, soprattutto nei primi anni del censimento a seguito dell’apertura di nuove case. Rispetto ad altri cantoni la disponibilità di posti letto è rimasta inferiore, ma è compensata da una sovradotazione in ospedali e cliniche. Negli anni si è registrato un innalzamento dell’età media all’entrata in casa per anziani, così come un aumento delle persone in provenienza da un ospedale e gravemente dipendenti.

Rispetto a chi vive a domicilio, i residenti in casa per anziani sono più svantaggiati dal punto di vista economico e sovente hanno perso il coniuge o non si sono mai sposati. Gli uomini soli di meno di 80 anni sono particolarmente a rischio di istituzionalizzazione, mentre coloro che possono contare sul sostegno della moglie riescono a ritardare o evitare il trasferimento in casa per anziani. Chi arriva da un ospedale o da un’altra casa per anziani ha un rischio più elevato di decesso nei primi sei mesi di soggiorno rispetto a chi risiedeva a domicilio. Infine, i soggiorni temporanei in casa per anziani risultano ancora poco sfruttati in Ticino.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Jacqueline Quaglia, Cristina Gianocca

Ente/i

Ufficio del medico cantonale – DSS

Periodo

1988 – 2000

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti degli istituti per anziani (case per anziani e appartamenti protetti) del cantone.
Raccolta dati: questionari compilati dal personale delle strutture coinvolte; rilevamento annuale per 12 anni consecutivi.

Pubblicazioni

 

Approccio per la cura degli anziani nel Canton Ticino

L’autrice analizza la situazione delle persone anziane che ricevono delle cure e quella degli infermieri che prestano loro assistenza in tre contesti (domicilio, casa per anziani e servizio di geriatria). Di fronte al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione e all’aumento di persone anziane affette da polipatologie, l’obiettivo è di proporre alcune considerazioni utili allo sviluppo di cure di qualità in ambito geriatrico e al riconoscimento sociale del lavoro dell’infermiere nella sua complessità.

Il desiderio di autonomia è un tema ricorrente nelle testimonianze degli anziani, che sono dipendenti da un punto di vista fisico. Le persone interpellate sono coscienti dei loro limiti fisici, faticano ad accettare i cambiamenti e soffrono delle perdite subite, ma conservano un ancoraggio nel passato e una certa fiducia nel futuro che le aiuta a vivere il presente. La cerchia familiare e sociale assume per loro un ruolo importante.

Dal canto loro, gli infermieri esprimono il desiderio di prendersi cura della persona nella sua globalità. La messa in pratica di questo auspicio è però ostacolata da un’eredità personale, professionale e istituzionale che porta a focalizzarsi sui gesti più tecnici.

All’infermiere si chiede un grosso investimento personale e la mobilizzazione di conoscenze teoriche che non sempre padroneggia. A tale proposito, sottolinea l’autrice, sono importanti i momenti di formazione sulla realtà dell’anziano, così come quelli di condivisione tra professionisti per dare un senso alla propria esperienza.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Case per anziani
Istituti socio-sanitari

Autore/i

Marina Santini

Ente/i

Université Lyon II

Periodo

1989

Metodologia

Popolazioni di riferimento: persone di 65 anni e oltre beneficiarie di cure infermieristiche a domicilio, in casa per anziani o in un servizio di geriatria (ospedale) e infermieri dei servizi in questione.
Campioni: N=15 (anziani), N=12 (infermieri).
Raccolta dati: osservazione partecipante e interviste approfondite.

Pubblicazioni

  • Santini, M. (1989). Approche des soins aux personnes âgées dans le Canton du Tessin (Suisse): comment permettre aux infirmières de rencontrer la personne âgée pour la rendre une partenaire dans les soins. (Mémoire en Maîtrise des Sciences et Techniques Sanitaires et Sociales). Lyon: Université Lyon II. 153 pagine

 

Proposte operative per un’azione coordinata di assistenza sanitaria e sociale alle persone anziane

L’obiettivo del presente studio consiste nel formulare delle proposte operative relative all’assistenza sanitaria e sociale delle persone anziane nel cantone. In un primo momento, gli autori procedono a un’analisi demografica della popolazione residente in Svizzera e in Ticino a partire dai dati di statistica ufficiale e pubblica; quindi elaborano delle ipotesi di intervento sulla base della letteratura nazionale e internazionale.

Le proposte sviluppate si riferiscono al potenziamento dei seguenti servizi: aiuto domiciliare, centri diurni per attività socio-culturali, reparti di geriatria, centri diurni per trattamenti riabilitativi, istituti per anziani a funzione polivalente, servizi esterni d’appoggio (consultazione, supervisione, coordinamento). A un livello più generale, gli autori sottolineano l’importanza di disporre di servizi e strutture dislocati su tutto il territorio, collegati tra loro, polivalenti e flessibili nella loro organizzazione. Dovrebbero inoltre disporre di personale qualificato con un’esperienza professionale nel campo della cura degli anziani. L’attività dei curanti andrebbe infine sostenuta da una formazione continua legata al lavoro pratico.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Case per anziani
Istituti socio-sanitari

Autore/i

NN

Ente/i

Dipartimento delle opere sociali (DOS)

Periodo

1983

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica ufficiale (Ufficio federale delle assicurazioni sociali) e pubblica (Ufficio federale di statistica).

Pubblicazioni

  • Dipartimento delle opere sociali (DOS). (1983). Proposte operative per un’azione coordinata di assistenza sanitaria e sociale alle persone anziane. Lugano: Fondazione Piero Pellegrini. 83 pagine