Archivi tag: 2000-2009

L’utilizzo di internet tra le persone anziane

Perché tra le persone anziane l’utilizzo di internet è poco diffuso? Attraverso la ricerca si vuole rispondere a questa domanda, con l’obiettivo di favorire l’accessibilità delle nuove tecnologie e il loro impiego da parte di questa fascia della popolazione.

Un terzo degli anziani afferma di non aver “navigato” nei sei mesi precedenti l’inchiesta; una percentuale che cresce tra le fasce d’età più avanzate. L’utilizzo della rete da parte degli anziani, sottolineano gli autori, dipende molto dal loro interesse per la tecnologia e dal livello di complessità degli apparecchi. I principali motivi di non utilizzo sono le difficoltà tecniche, gli sforzi richiesti dall’apprendimento e le preoccupazioni legate alla sicurezza dei dati. I problemi di salute influiscono invece solo marginalmente sulla decisione di non connettersi. Tra le persone che non navigano, poco più di un quarto utilizzerebbe volentieri internet se ne avesse la possibilità, circa la metà è piuttosto indifferente di fronte a questa eventualità e un quinto la esclude a priori.

A conclusione dello studio, gli autori enumerano alcune misure che potrebbero favorire l’utilizzo della rete tra gli anziani quali: la sensibilizzazione circa il suo potenziale, ad esempio a livello di servizi, per questa fascia della popolazione; l’informazione relativa a esperienze locali in cui le nuove tecnologie vengono sfruttate da un gruppo di anziani; la semplificazione dell’interfaccia di alcuni siti internet e la messa a disposizione di strumenti di supporto.

Parola/e chiave

Gerontecnologie

Autore/i

Hans Rudolf Schelling, Alexander Seifert

Ente/i

Zentrum für Gerontologie – Universität Zürich

Periodo

2009 – 2010

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 65 anni e oltre residenti in Svizzera.
Campione: N=1’105; aleatorio.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pagina web

Internet-Nutzung im Alter 2010

Pubblicazioni

Coabitan-Ti: Concetto di abitazioni per anziani in Ticino

La ricerca nasce a seguito della volontà di Alloggi Ticino SA di promuovere una nuova offerta abitativa volta a rispondere in modo adeguato ai bisogni delle persone anziane che dispongono di una certa autosufficienza e di redditi modesti. Dopo uno stato dell’arte relativo alle condizioni di vita e di salute della popolazione anziana e una presentazione di alcuni progetti residenziali innovativi sviluppati in altri cantoni o nazioni, si elencano i principali aspetti da considerare nello sviluppo di questo concetto abitativo: il posizionamento dell’abitazione in prossimità di servizi socio-sanitari, amministrativi, e di trasporti pubblici; la disponibilità di all’incirca tre locali per alloggio; l’esistenza di una struttura architettonica flessibile in modo da poter essere modificata nel tempo; l’integrazione di alcune tecnologie come la domotica e le ICT per il monitoraggio a distanza delle funzioni vitali e di alcuni elementi abitativi; l’esistenza di spazi collettivi; il coinvolgimento dell’ente pubblico per la messa a disposizione di terreni che permettano di accedere a tali alloggi a prezzi inferiori rispetto a quelli offerti dal mercato immobiliare. Le raccomandazioni formulate permettono di valutare, nelle fasi successive del progetto, complessi abitativi già esistenti di proprietà di Alloggi Ticino SA.

Parola/e chiave

Abitazioni per anziani

Autore/i

Riccardo Crivelli, Mary Ardia, Roxane Bervini, Ute Brillinger, Alessia Cairoli,
Domenico Cattaneo, Giovanna Caiata-Olgiati, Gian Carlo Dozio, Michele Egloff,
Dario Galimberti, Viviane Haug, Paolo Kaehr, Remo Leuzinger, Michele Mainardi, Marta Monti, Claudio Mustacchi, Michela Nussio, Viviana Pecora, Francesco Piatti

Ente/i

Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI)

Periodo

2009 – 2011

Metodologia

Stato dell’arte sul tema e elaborazione di un concetto abitativo.

Pubblicazioni

 

La situazione abitativa dei cittadini di 50 anni e oltre e le forme abitative per l’età avanzata

Indagine sulle esigenze dei cittadini di Collina d’Oro rispetto al tema della situazione abitativa di anziani e disabili. La maggior parte dei partecipanti allo studio sono proprietari della propria abitazione (tre su cinque) e occupano degli spazi ampi (la metà dispone di almeno quattro locali).

Chiamati a proiettarsi nel futuro, quasi tutti gli anziani esprimono il desiderio di poter continuare a vivere nell’attuale abitazione. In caso di limitazioni nella vita quotidiana, tre persone su cinque valuterebbero tuttavia un trasloco in un appartamento di dimensioni inferiori e/o in una residenza (appartamento inserito nell’ambiente di un albergo, con un’assistenza puntuale in funzione delle singole esigenze). Meno del 10% degli intervistati prenderebbe in considerazione soluzioni quali l’”appartamento in sicurezza” (appartamento in affitto o di proprietà, adeguato agli standard per persone disabili), l’appartamento protetto (appartamento in affitto in una casa plurifamiliare con spazi in comune e accesso ai servizi di cura) o un appartamento all’interno di una casa per anziani. Quasi nessuno (2%) è attratto dall’idea di andare a vivere in una “comunità abitativa” (appartamento in affitto in condivisione con altre persone anziane) o in un ”appartamento di cura” (con più camere singole a disposizione di 6-8 persone non autonome che necessitano di aiuto 24 ore su 24).

Parola/e chiave

Abitazioni per anziani
Salute fisica

Autore/i

Silvia Höchli Pleus

Ente/i

Studio “Architettura + Gerontologia”

Periodo

2009

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 50 anni e oltre residenti a Collina d’Oro.
Campione: N=647, di cui 351 di 65 anni e oltre.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Abitare anziano

La ricerca propone un’analisi della situazione abitativa degli anziani in Ticino e dei servizi a disposizione di questa popolazione (case per anziani, SACD, servizi d’appoggio, aiuti diretti). L’obiettivo finale è contribuire ad individuare soluzioni che permettano il mantenimento a domicilio della persona anziana il più a lungo possibile.

Come riscontrato a livello europeo e svizzero, anche in Ticino gli anziani vivono generalmente soli o in coppia, in abitazioni di grandi dimensioni, in stabili relativamente vetusti, a volte privi di alcuni comfort, pagando una pigione inferiore alla media. Si tratta per lo più di alloggi affittati o acquistati alcuni decenni prima, quando i figli vivevano ancora sotto lo stesso tetto. La situazione immobiliare e il costo contenuto di queste abitazioni non inducono a cercare delle soluzioni alternative.

Gli autori sottolineano l’importanza di incoraggiare la realizzazione di nuove modalità abitative concepite per rispondere ai bisogni della popolazione anziana, soprattutto nei principali centri urbani del cantone e con un occhio di riguardo per chi dispone di mezzi finanziari limitati. Anche il potenziamento degli aiuti a domicilio e dei centri diurni, medicalizzati e non, è fortemente auspicato.

Parola/e chiave

Abitazioni per anziani
Aiuti a domicilio

Autore/i

NN

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

2009

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica pubblica (Ustat e Censimento federale della popolazione).

Pubblicazioni

Brissago e gli anziani: territorio e società

Partendo dalla situazione degli istituti di cura presenti nel comune di Brissago (Casa per anziani San Giorgio, Istituto La Motta, Clinica Hildebrand e Istituto Miralago), lo studio analizza l’accessibilità di queste strutture, l’utilizzo degli spazi esterni e, più in generale, la relazione con il territorio circostante. Alla base vi è il concetto UrbAging, sviluppato in una precedente ricerca. UrbAging propone una procedura per l’analisi dello spazio pubblico e l’introduzione di migliorie che tengano presenti le esigenze della popolazione anziana.

Applicata al comune Brissago, tale analisi permette di formulare alcune proposte concrete: migliorare la qualità e la diffusione delle informazioni sui servizi (pubblici o privati), il territorio e la sua percorribilità; ripensare lo spazio pubblico attraverso interventi innovativi quali il concetto di seniorpark (spazio all’aria aperta in cui svolgere attività motorie e ludiche in alternativa ai normali programmi di riabilitazione) o l’idea di un percorso-vita modulabile secondo le capacità funzionali; per ciò che concerne gli istituti di cura, valorizzare gli spazi all’aperto e renderli maggiormente fruibili a utenza e visitatori.

Parola/e chiave

Territorio e mobilità
Benessere

Autore/i

Marcello Martinoni, Enrico Sassi

Ente/i

Consultati SA

Periodo

2009

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica ufficiale (Comune di Brissago, Ufficio dei trasporti pubblici) e pubblica (Ustat, IRAP); analisi territoriale attraverso creazione di cartografie; coinvolgimento di un gruppo di anziani.

Pubblicazioni

UrbAging

L’indagine si svolge nei due agglomerati urbani di Lugano e Uster (Canton Zurigo) e intende valutare in che misura l’ambiente costruito e lo spazio pubblico rispondono ai bisogni delle persone anziane. Il fine ultimo è di proporre a chi si occupa di pianificazione e progettazione urbanistica delle soluzioni che tengano conto dei bisogni di questa popolazione.

Gli anziani residenti a Lugano dichiarano di frequentare volentieri il centro città e gli spazi aperti circostanti (lungolago, Parco Ciani), ciò che permette loro di passeggiare, incontrare conoscenti, fruire di servizi (posta, negozi, farmacia, studi medici e terapeutici). Dei luoghi citati si apprezzano la facile accessibilità, la bella vista, la presenza di vegetazione, la tranquillità e le attività di animazione. Potrebbe invece essere migliorata la vigilanza (la sera alcuni spazi pubblici vengono evitati) e aumentato il numero di fontane e panchine (con la possibilità di sedersi a riposare anche nei negozi).

Le qualità più importanti che deve possedere il quartiere in cui si vive sono la vicinanza ai trasporti pubblici e/o la facile raggiungibilità del centro, la presenza di zone verdi e la buona qualità dell’aria, la tranquillità e la sicurezza. Tra le problematiche più sentite troviamo la presenza di tratti stradali insicuri per l’attraversamento pedonale, il forte traffico e, in alcune aree, la mancanza di un luogo di ritrovo o di un centro del quartiere. La ricerca ha permesso di sviluppare il “manifesto UrbAging”, un documento che sintetizza i criteri principali di uno spazio pubblico a misura di anziano, e uno strumento online che permette di valutare progetti urbanistici (vedi www.urbaging.ch).

Parola/e chiave

Territorio e mobilità
Benessere

Autore/i

Josep Acebillo Marin, Alma Sartoris, Enrico Sassi, Marcello Martinoni

Ente/i

Istituto per il Progetto Urbano Contemporaneo – USI

Periodo

2007 – 2009

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 65 anni e oltre residenti a Lugano.
Campione: N=279.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pagina web

Urbaging

Pubblicazioni

  • Martinoni, M., & Sartoris, A. (2010). Criteri della città per gli anziani? Semplificare la complessità per agire concretamente. In L. Lorenzetti (Ed.), Gli anziani e la città: (in)compatibilità, regolazioni sociali e ambiente costruito, secoli XVI-XXI (pp. 161–185). Roma: Carocci.
  • Martinoni, M., & Sassi, (Ed.). (2013). UrbAging: la città e gli anziani. Mendrisio: Tarmac.
  • Sartoris, A., & Martinoni, M. (2008). Urbaging NFP54. Indagine presso la popolazione anziana di Lugano sull’utilizzo degli spazi pubblici all’aperto. Lugano: USI. 46 pagine
  • Sassi, E., & Molteni, E. (2010). Il progetto degli spazi pubblici nelle città per gli anziani. Gli esempi svizzeri di Lugano e Uster. In L. Lorenzetti (Ed.), Gli anziani e la città: (in)compatibilità, regolazioni sociali e ambiente costruito, secoli XVI-XXI (pp. 227–244). Roma: Carocci.

 

La lingua degli anziani

Studio comparativo, attraverso questionari e test linguistici, di un gruppo di anziani e uno di giovani adulti. L’obiettivo è quello di interrogarsi sul linguaggio delle persone anziane, e in particolare sulle loro capacità di produzione e di comprensione, oltre che sull’esistenza di stereotipi su questo tema.

I risultati mostrano che non vi è nessuna relazione diretta tra le competenze linguistiche degli anziani e l’età cronologica. A livello di prestazioni, solo gli anziani dipendenti si distanziano dal resto dei partecipanti (giovani e non); un dato verosimilmente legato, oltre che alle condizioni psico-fisiche peggiori, alla presenza, in questo gruppo, di molte persone con un livello socioculturale basso.

Tra le persone anziane si rileva un certo riguardo nei confronti della lingua così come una varietà di vocabolario maggiore rispetto a quella dei giovani adulti. I giovani adulti presentano un’espressione linguistica più uniforme caratterizzata soprattutto da immediatezza, spontaneità e informalità.

Gli stereotipi legati all’età esistono e sono maggiori nel discorso tenuto dai giovani nei confronti degli anziani. L’immagine che i primi hanno nei confronti dei secondi corrisponde però a una concezione solamente parziale della popolazione anziana nella sua complessità. Dall’altro lato, l’anziano stesso mostra, nello svolgimento di più test linguistici, una certa insicurezza nelle proprie capacità e risorse cognitive.

Parola/e chiave

Rappresentazioni

Autore/i

Franca Taddei Gheiler

Ente/i

Osservatorio linguistico della Svizzera italiana – DECS

Periodo

2003 – 2005

Metodologia

Popolazioni di riferimento: anziani di 69 anni e oltre e giovani adulti tra i 23 e i 37 anni.
Campioni: N=78 (anziani), N=18 (giovani adulti).
Raccolta dati: questionari e test linguistici vari (memoria a corto termine, competenza grammaticale, fluenza lessicale, ecc.).

Pubblicazioni

  • Taddei Gheiler, F. (2005). La lingua degli anziani: stereotipi sociali e competenze linguistiche in un gruppo di anziani ticinesi. Bellinzona: Osservatorio della Svizzera italiana. 547 pagine

 

Volontari e volontariato

Lo scopo dell’indagine è duplice: da un lato, delineare il profilo e le motivazioni dei volontari presso Pro Senectute; dall’altro, individuare nuove modalità di reclutamento, così come la presenza di eventuali criticità a livello organizzativo.

I volontari della fondazione sono soprattutto donne, di età compresa tra i 46 e i 75 anni, in buone condizioni di salute e economiche. Le motivazioni alla base della scelta riguardano soprattutto il desiderio di aiutare gli altri e la gratificazione personale che si ottiene nello svolgere questa attività. La maggior parte delle persone intervistate ritiene che per fare del volontariato sarebbe necessaria una solida formazione, mentre una minoranza sostiene che il proprio impegno dovrebbe essere remunerato.

Sulla base dei risultati dello studio, l’autore sviluppa delle riflessioni più ampie relative al significato attuale e al riconoscimento del volontariato; una realtà complessa che si trova a dover rispondere a dei bisogni socio-assistenziali sempre più consistenti, diversificati e personalizzati.

Parola/e chiave

Vita sociale

Autore/i

Guglielmo Giumelli

Ente/i

Pro Senectute Ticino e Moesano

Periodo

2009

Metodologia

Popolazione di riferimento: volontari di Pro Senectute Ticino e Moesano.
Campione: N=131.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Interessi e aspettative dei nuovi 60-65enni

Quali sono gli interessi e le aspettative dei futuri anziani? Il presente studio si concentra sulle persone di età compresa tra i 60 e i 65 anni non iscritte ad ATTE, al fine di consentire all’associazione di orientare le proprie proposte e offerte nei confronti delle nuove generazioni.

Tra le attività che suscitano maggiore interesse vi sono le passeggiate, seguite dalla lettura, i viaggi, la pratica di uno sport, il cinema, i concerti e le mostre, le uscite con la famiglia e il giardinaggio. Un interesse minore è invece dichiarato per corsi e conferenze, il volontariato, l’associazionismo e l’informatica. In genere le attività desiderate corrispondono a quelle effettivamente praticate. Più della metà degli intervistati afferma di non aver partecipato ad attività di tipo associativo nell’ultimo anno e non intende farlo in un prossimo futuro, magari perché già troppo impegnato altrove.

ATTE è conosciuta da tre intervistati su cinque. Ciononostante, è opinione comune che l’associazione si occupi prevalentemente di organizzare attività ricreative, culturali e sportive. Tra le aspettative più diffuse vi è quella che l’associazione possa contribuire a combattere la solitudine.

Parola/e chiave

Vita sociale

Autore/i

Antonietta Colubriale Carone, Francesco Pirozzi

Ente/i

Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2005

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di età compresa tra i 60 e i 65 anni non iscritte ad ATTE.
Campione: N=344.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

I centri diurni in Ticino

Sulla base di un’inchiesta di terreno e da un confronto con l’esperienza di altri cantoni e paesi, lo studio descrive missione e funzionamento dei centri diurni esistenti in Ticino. Dai dati raccolti presso le strutture ticinesi emerge come la situazione corrisponda a quanto osservato in altri contesti nazionali. L’utenza è infatti caratterizzata da una forte eterogeneità e i centri possono essere suddivisi in tre categorie secondo il loro mandato: aggregazione sociale, aggregazione sociale e prevenzione sanitaria, intervento terapeutico.

L’autore insiste sulla necessità di distinguere maggiormente, e in modo trasparente, i mandati di prestazione di ogni singola struttura favorendo l’instaurarsi di una rete socio-sanitaria e evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse. Un margine di miglioramento esiste anche per quanto riguarda la distribuzione geografica dei centri diurni e la loro accessibilità. I centri diurni non sono infatti distribuiti in modo equo sul territorio cantonale.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Patrick Morger

Ente/i

Divisione dell’azione sociale – DSS

Periodo

2001 – 2002

Metodologia

Popolazione di riferimento: centri diurni.
Campione: N=8.
Osservazione partecipante (visite ai centri diurni), interviste ai gestori e/o operatori, analisi della documentazione interna.

Pubblicazioni