Archivi tag: 2010-2019

Scenari demografici per il Cantone Ticino e le sue regioni

Previsioni demografiche, sviluppate dall’Ustat, sia a livello cantonale che regionale. Gli scenari relativi al periodo 2016-2040 illustrano come il processo d’invecchiamento della popolazione ticinese sia destinato a proseguire. Nel 2040 le persone di 65 anni e oltre rappresenteranno il 31% della popolazione, mentre a fine 2015 erano il 22%. Anche gli ultraottantenni aumenteranno, passando dal 6% all’11% della popolazione.

Autore/i

Ufficio di statistica del Cantone Ticino (Ustat)

Periodo

2017 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di tutte le età residenti in Ticino.
Formulazione di previsioni demografiche a partire dagli effettivi di base (fonti: STATPOP e BEVNAT).

Pubblicazioni

Censimento della popolazione (dal 2010)

A partire dal 2010 il censimento federale della popolazione si basa sull’estrazione annuale di alcune informazioni che la riguardano – l’età, la percentuale di stranieri in Svizzera, il mercato del lavoro, ecc. – a partire dai registri cantonali e comunali degli abitanti, nonché dal registro federale degli edifici e delle abitazioni. Tale raccolta è completata da rilevazioni campionarie relative ad altre informazioni e temi specifici (vedi rilevazione strutturale, rilevazioni tematiche e rilevazione Omnibus).

In Ticino, come in altri cantoni, i dati del censimento sono spesso utilizzati, insieme a quelli di altri statistiche, per studiare il fenomeno dell’invecchiamento demografico.

Autore/i

Ufficio federale di statistica (UST)

Periodo

2010 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: popolazione residente in Svizzera di tutte le età.
Campioni: N=200’000 (rilevazione strutturale); N=10’000 o 40’000 (rilevazioni tematiche); N=3’000 (rilevazione Omnibus).
Estrazione annuale dai registri cantonali e comunali degli abitanti, dal registro federale degli edifici e delle abitazioni e rilevazioni campionarie tramite questionari standardizzati.

Pagina web

Censimento della popolazione

Pubblicazioni

Digital seniors

Come è evoluto, negli ultimi cinque anni, l’utilizzo di internet tra gli anziani residenti in Svizzera? Dopo il primo studio del 2009, gli autori tornano ad approfondire il tema delle nuove tecnologie tra le persone di 65 anni e oltre includendo due aspetti ulteriori: la navigazione mobile (tramite smartphone e tablet) e l’influenza dell’uso del web sull’organizzazione della vita quotidiana.

Il paragone con i dati del 2009 evidenzia una maggiore diffusione di internet tra la popolazione indagata: gli utilizzatori del web sono passati dal 38% al 56%. I grandi anziani continuano però a navigare in minor misura rispetto ai più giovani. Per quanto riguarda le ragioni di non utilizzo, esse sono rimaste pressoché invariate. La ricerca sottolinea inoltre come l’uso della rete contribuisca al mantenimento dell’indipendenza e permetta di avere un’influenza maggiore sulla propria vita e sull’organizzazione del quotidiano.

In merito alla navigazione mobile si evince come un anziano su tre possiede un dispositivo (smartphone o tablet) che utilizza spesso e di cui si serve anche per accedere ad internet quando non si trova a casa propria. Tra queste persone ritroviamo soprattutto i più giovani, i più formati e chi dispone di un reddito maggiore.

Gli autori sottolineano come la rinuncia ad internet da parte di un certo numero di anziani debba essere accettata, ma nel contempo è importante che queste persone non vengano marginalizzate e private delle informazioni. La rete non rappresenta una soluzione ai problemi sociali e all’isolamento, e gli altri mezzi d’accesso all’informazione e ai servizi (per esempio gli sportelli nelle banche e nelle stazioni) vanno mantenuti. La società va sensibilizzata sulle difficoltà che le persone possono incontrare nell’imparare ad utilizzare le nuove tecnologie

Parola/e chiave

Gerontecnologie

Autore/i

Alexander Seifert, Hans Rudolf Schelling

Ente/i

Zentrum für Gerontologie – Universität Zürich

Periodo

2014 – 2015

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 65 anni e oltre residenti in Svizzera.
Campione: N=1’037; aleatorio, stratificato secondo la regione linguistica (Svizzera tedesca, Romandia e Ticino). In Ticino N=108.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pagina web

IKT- und Internet-Nutzung im Alter 2015

Pubblicazioni

Domotica e ICT al servizio delle persone anziane e diversamente abili

La ricerca si svolge attraverso una sperimentazione di proposte domotiche in alloggi di persone anziane autonome con parziali disabilità e nelle abitazioni di anziani che vivono soli e sono supportati dal servizio di assistenza e cura a domicilio. I dispositivi utilizzati appartengono a due categorie: sensori in grado di agevolare alcune attività domestiche come aprire una finestra o di rilevare situazioni di potenziale pericolo (ad esempio, la piastra della cucina accesa da troppo tempo); apparecchiature che, in modo passivo, registrano dati biologici quali la frequenza cardiaca o eventi critici come una caduta o la mancata assunzione di un farmaco. Le informazioni vengono convogliate verso un computer posto all’interno della casa, che invia gli opportuni allarmi e memorizza gli eventi accaduti.

Proporre soluzioni tecnologiche che possono interferire con i problemi di salute e la sicurezza delle persone non è semplice per diverse ragioni: la varietà del bagaglio culturale e del livello di istruzione dei potenziali utilizzatori; la confidenza che queste persone hanno con la tecnologia in genere e con i dispositivi testati in particolare; la fiducia che nutrono nella tecnologia; i bisogni iniziali e la loro soddisfazione in merito alle soluzioni organizzative messe in campo. Non è quindi pensabile individuare soluzioni univoche valide per tutti.

Parola/e chiave

Gerontecnologie
Cadute
Aiuti a domicilio

Autore/i

Andrea Cavicchioli, Laura Bertini, Gian Carlo Dozio, Paola Ferrari,
Ruth Hersche Cupelli, Lorenzo Sommaruga

Ente/i

Centro competenze anziani (CCA) e Dipartimento tecnologie innovative (DTI) – SUPSI

Periodo

2010 – 2014

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone anziane residenti alla Casa dei Ciechi di Lugano o al proprio domicilio beneficiando del supporto di SCuDo.
Campione: N=15.
Illustrazione di apparecchiature domotiche; analisi delle necessità e proposta di soluzioni adeguate; supervisione/osservazione etnografica, infermieristica e ergoterapica; adattamento degli artefatti tecnologici all’ambiente di uso domestico.

Pagina web

GRANNO

Pubblicazioni

Città di Locarno. Spazi pubblici a misura di anziano

L’obiettivo dello studio è lo sviluppo, per la città di Locarno, di un concetto di mobilità urbana attento ai bisogni delle persone anziane. Esso si svolge attraverso il coinvolgimento diretto degli anziani e l’analisi del territorio sulla base di criteri stabiliti dalla letteratura e degli insegnamenti tratti dal Piano di Mobilità Scolastica (PMS).

Le difficoltà maggiormente sentite dagli intervistati quando si spostano a piedi sono la gestione dei semafori (ad esempio il tempo di attesa), la difficile convivenza con automobilisti e ciclisti, la mancanza di servizi igienici e di luoghi di sosta (panchine), la pavimentazione irregolare e le situazioni pericolose di attraversamento della carreggiata. Ampie aree della città, segnalano gli autori, offrono buone condizioni di accessibilità pedonale ai negozi di prima necessità e alle zone verdi, anche se non tutte le zone abitate dispongono di tali vantaggi. Il trasporto pubblico è garantito per gli assi principali. Per contro, la copertura di punti di sosta non risulta ottimale e si raccomanda di estendere la rete delle panchine a tutti i quartieri, senza limitarsi ai giardini e alle piazze principali. Per quanto riguarda i servizi igienici si invita ad elaborare un piano per aumentarne numero e distribuzione, anche attraverso l’utilizzo delle toilette di esercizi pubblici e negozi.

Quanto previsto dal PMS, e in particolare le migliorie della sicurezza stradale per i collegamenti che attraversano la città portando alle scuole, si rivela utile anche per la mobilità degli anziani, sebbene con alcuni correttivi come l’introduzione di ulteriori punti di sosta. Si suggerisce infine di potenziare la sensibilizzazione degli anziani in ambito di sicurezza stradale attraverso formazioni a loro espressamente dedicate.

Parola/e chiave

Territori e mobilità
Benessere

Autore/i

Stéphane Grounauer, Cristina Gorla

Ente/i

Studio “comal.ch”

Periodo

2015

Metodologia

Popolazione di riferimento: soci ATTE e Pro Senectute (60 anni e oltre) residenti a Locarno.
Campione: N=154.
Raccolta dati: questionari standardizzati. In aggiunta, analisi del territorio (valutazione dell’organizzazione territoriale e delle infrastrutture esistenti in termini di accessibilità per le persone anziane).

Pubblicazioni

 

Lugano, Città amica degli anziani

Inchiesta promossa dal Municipio di Lugano al fine di conoscere l’opinione degli anziani in merito a una serie di elementi legati allo spazio urbano. Gli aspetti indagati si rifanno ai consigli emessi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per rendere le città a misura d’anziano.

La maggioranza degli intervistati apprezza la pulizia della città, la disponibilità di spazi verdi e l’accesso ai marciapiedi. Delle critiche emergono in relazione alla sicurezza dei passaggi pedonali, il tempo di attesa ai semafori e quello concesso per l’attraversamento.

Circa la metà dei partecipanti allo studio ha paura ad uscire la sera ed evita di frequentare determinati luoghi (le stazioni ferroviarie e dei bus, il centro città e il Parco Ciani) nelle ore serali. Per quanto riguarda i trasporti pubblici, i pareri non sono unanimi: né sull’utilizzo dei nuovi distributori di biglietti – alcuni se ne servono senza problemi, altri ritengono il sistema troppo complicato – né sulle pensiline delle fermate – protezione dalla pioggia e numero di posti a sedere spesso insufficienti. Ci si lamenta anche del costo dei biglietti, mentre i giudizi sugli orari e la facilità di salire e scendere dal veicolo sono positivi.

Parola/e chiave

Territorio e mobilità
Benessere

Autore/i

Luca Cao, Deborah Codoni Bressanelli

Ente/i

Osservatorio sociale – Istituti Sociali Comunali (ISC) della Città di Lugano

Periodo

2012 – 2013

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 64 anni e oltre residenti a Lugano, che vivono a domicilio.
Campione: N=4’148 (persone di 66-80 anni e con un livello di formazione elevato sovrarappresentate).
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Mendrisio a misura di anziano

Lo spazio pubblico e residenziale rappresenta un fattore importante per la qualità di vita di tutta la popolazione, e in particolare per attivare le risorse dei più anziani. Basandosi sul concetto UrbAging, la ricerca analizza l’ambiente costruito dei sette quartieri della città di Mendrisio rispetto ai bisogni delle persone anziane. L’obiettivo è di evidenziare limiti e potenzialità della situazione attuale e di identificare possibili settori di intervento per quanto riguarda lo spazio pubblico.

In particolare, gli autori formulano delle proposte progettuali per i quartieri di Arzo e di Mendrisio. Per quanto riguarda il primo si evidenzia l’esigenza di migliorare la connettività interna del territorio favorendo la mobilità pedonale, la qualità degli spazi pubblici e dei percorsi, l’accessibilità ai servizi di trasporto pubblico, l’offerta di spazi aggregativi. Nel caso del quartiere di Mendrisio alcuni interventi sono necessari anche in relazione all’attrattività dei luoghi pubblici e alla qualità degli spazi residenziali.

Parola/e chiave

Territorio e mobilità
Benessere

Autore/i

Marcello Martinoni, Enrico Sassi

Ente/i

Consultati SA

Periodo

2011 – 2012

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica ufficiale (Città di Mendrisio) e pubblica (Ustat); sondaggio con assistenti sociali; incontri con attori chiave dell’amministrazione; visite di terreno; creazione di cartografie.

Pubblicazioni

  • Martinoni, M. (2012). Mendrisio a misura di anziano. Sintesi analisi preliminare. Mendrisio: Città di Mendrisio. 12 pagine
  • Martinoni, M., Sartoris, A., & Sasu, I. (2011). Mendrisio a misura di anziano. Rapporto conclusivo. Taverne: Consultati. 94 pagine
  • Martinoni, M., Sartoris, A., & Sasu, I. (2012). Mendrisio a misura di anziano, Besazio, Ligornetto e Meride. Mendrisio: Città di Mendrisio. 56 pagine

Case per anziani intergenerazionali. Il progetto Parco San Rocco

La ricerca si inserisce nel progetto di creazione di una rete sociosanitaria coordinato dalla Fondazione Casa San Rocco di Morbio Inferiore in accordo con i comuni di Coldrerio e Vacallo; progetto che prevede la realizzazione di due nuove case per anziani arrivando a gestire complessivamente 240 posti letto. L’obiettivo è quello di costruire un concetto di intergenerazionalità territoriale specifico per i tre comuni attraverso riunioni con il gruppo di lavoro costituito ai fini del programma.

In questo contesto si intende: sostenere un cambiamento culturale nella rappresentazione delle case per anziani (offerta di servizi aperti al pubblico e non solo ai residenti); promuovere un approccio di cura olistico e favorire l’invecchiamento attivo; trasformare le case per anziani in luoghi di benessere per tutte le fasce di età; incoraggiare le relazioni tra tutte le fasce d’età, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità; collaborare con i comuni alfine di incoraggiare l’inserimento di una molteplicità di servizi in prossimità della casa per anziani che faciliti gli scambi e i contatti tra tutta la popolazione (messa in rete dei servizi comunali con la casa per anziani.

Parola/e chiave

Intergenerazionalità
Benessere
Case per anziani
Abitazioni per anziani

Autore/i

Jenny Assi, Caterina Carletti

Ente/i

Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale (DEASS) – SUPSI

Periodo

2014 – …

Metodologia

Coinvolgimento dei portatori di interesse e interviste con figure chiave.

Pubblicazioni

 

 

Intergenerazionalità, una risorsa per la società

Partendo da una fotografia delle condizioni di vita della popolazione residente in Ticino, lo studio fornisce alcuni spunti di riflessione per la promozione di iniziative a carattere intergenerazionale. I temi indagati riguardano la solidarietà intra- ed extra-familiare, l’inclusione sociale, l’impiego del tempo libero, la sfera valoriale, il livello di benessere soggettivo e la soddisfazione nei confronti dei servizi e delle infrastrutture del territorio.

In caso di necessità (di tipo economico, pratico e/o emotivo) le persone fanno prevalentemente capo ai parenti stretti, mentre le risorse extra-familiari e i servizi presenti sul territorio sono poco sollecitati. Le relazioni sociali sono generalmente valutate in modo positivo; tuttavia tra le fasce di età più avanzate il capitale sociale, inteso come numero di persone su cui contare in caso di bisogno, si riduce sensibilmente dando adito a un sentimento di solitudine. In generale, la percezione delle altre generazioni è positiva e la famiglia rimane il più importante valore condiviso dagli intervistati di ogni età. L’analisi degli stili di vita evidenzia invece una minore propensione alle attività del tempo libero tra le persone più anziane.

Tra le varie infrastrutture presenti sul territorio, i servizi sociosanitari ricevono il più alto grado di soddisfazione. L’offerta di opportunità e attività ricreative è valutata in modo meno positivo dai giovani (15-24 anni) e dalle persone di 65 anni e oltre. Con il diminuire dell’autonomia e della possibilità di spostarsi con mezzi privati, gli anziani esprimono l’esigenza di disporre di maggiori offerte e attività nelle vicinanze delle loro abitazioni.

Al termine dello studio, gli autori sottolineano alcuni aspetti da considerare al fine di rafforzare l’intergenerazionalità sul territorio. Tra questi troviamo la valorizzazione degli scambi tra persone di età diversa nelle aziende e nelle attività del tempo libero, il riconoscimento dell’elevato potenziale costituito dalla rete di supporto extra-familiare, la prevenzione del rischio di solitudine tra i più anziani.

Parola/e chiave

Intergenerazionalità
Vita sociale
Benessere
Aiuti a domicilio

Autore/i

Jenny Assi, Angela Lisi, Mario Lucchini, Paola Solcà

Ente/i

Dipartimento scienze aziendali e sociali (DSAS) – SUPSI

Periodo

2012 – 2013

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 15 anni e oltre, residenti a domicilio.
Campione: N=1’200; stratificato secondo il genere, l’età e la regione di residenza.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Brissago intergenerazionale: destinazione nonni e nipoti

La maggior parte dei turisti anziani in visita a Brissago beneficia di risorse economiche importanti e ha molto tempo a disposizione, ma non necessariamente è attratta da proposte pensate in modo specifico per la popolazione anziana, tanto più se questa è connotata come in cattiva salute e dipendente. Il presente progetto intende promuovere una percezione positiva dell’anzianità e delle relazioni intergenerazionali, al fine di formulare delle raccomandazioni per un’offerta turistica che si rivolga a nonni che desiderano trascorrere le loro vacanze in compagnia dei nipoti.

Le riflessioni sviluppate evidenziano come la valorizzazione delle risorse sociali degli anziani, ad esempio nella loro funzione di nonni, dia al settore turistico un valore aggiunto. L’educazione all’intergenerazionalità può contribuire a rafforzare la capacità di creare accoglienza in un determinato contesto territoriale, diventando un elemento significativo anche per un’offerta turistica mirata.

Parola/e chiave

Intergenerazionalità
Rappresentazioni

Autore/i

Marcello Martinoni

Ente/i

Consultati SA

Periodo

2011

Metodologia

Popolazioni di riferimento: turisti della zona di Brissago (di tutte le età) e bambini domiciliati nel comune.
Campioni: ospiti dell’albergo Parkhotel Brenscino (N=14), allievi delle scuole elementari di Brissago.
Questionari standardizzati compilati dagli ospiti dell’albergo; attività di sensibilizzazione rivolte ai bambini.

Pubblicazioni