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Telesoccorso e benessere dell’anziano

Lo scopo principale dello studio consiste nel verificare l’utilità del servizio di telesoccorso per persone anziane a rischio di cadute e trarre delle indicazioni per un miglioramento dell’offerta. I dati raccolti confermano l’efficacia di questo strumento che, oltre alla sua funzione sanitaria, svolge un importante ruolo psicosociale: il suo utilizzo aumenta infatti il sentimento di sicurezza dell’utente e dei suoi familiari, favorendo l’autonomia dell’anziano. Spesso il servizio stimola anche la creazione di una rete di sostegno attorno alla persona anziana. La necessità di reperire persone di fiducia da chiamare in caso di bisogno può infatti spingere l’anziano ad instaurare maggiori contatti con i vicini.

Per incoraggiare una maggiore diffusione del telesoccorso, sottolinea l’autrice, occorre valorizzare la sua funzione psicosociale ed evitare, per quanto possibile, che questo strumento venga associato ad aspetti quali la dipendenza o l’intervento di un’ambulanza. La conoscenza del servizio da parte degli operatori che intervengono a domicilio andrebbe migliorata, così come quella dei familiari e dei volontari, i quali potrebbero svolgere un ruolo essenziale nell’introdurre l’anziano all’utilizzo del telesoccorso.

Parola/e chiave

Gerontecnologie
Benessere
Cadute

Autore/i

Marilù Zanella

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1998

Metodologia

Popolazione di riferimento: utenti del servizio di telesoccorso di 60 anni e oltre.
Campione: N=142.
Raccolta dati: questionari standardizzati. In aggiunta, questionari presso un campione di infermieri dei SACD (N=23).

Pubblicazioni

Abitare anziano

La ricerca propone un’analisi della situazione abitativa degli anziani in Ticino e dei servizi a disposizione di questa popolazione (case per anziani, SACD, servizi d’appoggio, aiuti diretti). L’obiettivo finale è contribuire ad individuare soluzioni che permettano il mantenimento a domicilio della persona anziana il più a lungo possibile.

Come riscontrato a livello europeo e svizzero, anche in Ticino gli anziani vivono generalmente soli o in coppia, in abitazioni di grandi dimensioni, in stabili relativamente vetusti, a volte privi di alcuni comfort, pagando una pigione inferiore alla media. Si tratta per lo più di alloggi affittati o acquistati alcuni decenni prima, quando i figli vivevano ancora sotto lo stesso tetto. La situazione immobiliare e il costo contenuto di queste abitazioni non inducono a cercare delle soluzioni alternative.

Gli autori sottolineano l’importanza di incoraggiare la realizzazione di nuove modalità abitative concepite per rispondere ai bisogni della popolazione anziana, soprattutto nei principali centri urbani del cantone e con un occhio di riguardo per chi dispone di mezzi finanziari limitati. Anche il potenziamento degli aiuti a domicilio e dei centri diurni, medicalizzati e non, è fortemente auspicato.

Parola/e chiave

Abitazioni per anziani
Aiuti a domicilio

Autore/i

NN

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

2009

Metodologia

Analisi secondaria di dati di statistica pubblica (Ustat e Censimento federale della popolazione).

Pubblicazioni

ATTE: un’idea, un percorso

Ricerca storica che ripercorre la nascita e lo sviluppo di ATTE in occasione dei vent’anni di attività. Sono riportati i momenti salienti della crescita dell’associazione tra il 1980 e il 1999, inserendola nel contesto sociale e politico dell’epoca.

ATTE nasce dall’iniziativa di alcune persone anziane desiderose di porre al servizio dei coetanei il loro patrimonio di conoscenze ed esperienze al fine di prevenire l’inattività e l’isolamento sociale. Nel corso degli anni, le attività proposte sono aumentate e si sono diversificate in modo considerevole. Alle prime iniziative ricreative, come i soggiorni di cura e di vacanza, si sono progressivamente aggiunti la pubblicazione della rivista Terzaetà, la creazione di centri diurni, i corsi dell’Università della terza età, le giornate cantonali e i congressi, ma anche attività di ricerca, di informazione e formazione dei volontari.

Parola/e chiave

Vita sociale
Aspetti socio-storici
Politiche sociali

Autore/i

Carla Balmelli, Thea Moretti-Varile, Marilù Zanella

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1999

Metodologia

Analisi della documentazione d’archivio ATTE; interviste con fondatori o testimoni della creazione di ATTE.

Pubblicazioni

ATTE allo specchio

L’indagine studia il tema dell’adesione ad ATTE tra i suoi membri: l’immagine che hanno dell’associazione, le aspettative nei suoi confronti, la partecipazione alle attività organizzate, il grado di soddisfazione che ne traggono, le critiche e i cambiamenti che suggeriscono.

I soci di ATTE sono soprattutto donne, hanno tra i 70 e i 79 anni, e sono per lo più anziani soli (vedove/i, nubili o celibi). Dal confronto con uno studio simile condotto dieci anni prima, si registra però un incremento dei soci più giovani e di quelli con più di 85 anni, così come delle persone sposate, in particolare uomini.

La terza età è soprattutto percepita come l’occasione di instaurare nuovi contatti, restare attivi e fare del volontariato. L’adesione all’associazione è motivata dalla ricerca di compagnia, da interessi culturali e dal desiderio di avere ancora un ruolo da svolgere nella società.

In generale l’offerta di attività è valutata in modo positivo dai partecipanti all’inchiesta. Il coinvolgimento dei membri varia a seconda delle caratteristiche sociodemografiche e dal modo di intendere la terza età. Alle gite e alle vacanze organizzate partecipano, ad esempio, soprattutto donne sole (vedove o nubili) con un livello professionale e formativo elevato, mentre ai pranzi e ai pomeriggi ricreativi si iscrivono persone con un curriculum meno ricco. Un socio su dieci ha un ruolo attivo nell’associazione, in particolare nel servizio bar o cucina, nella gestione di una sezione regionale e nell’accompagnamento durante i viaggi.

Parola/e chiave

Vita sociale
Benessere

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1998 – 1999

Metodologia

Popolazione di riferimento: soci ATTE di 60 anni e oltre.
Campione: N=810; stratificato secondo il sesso e le sezioni regionali di ATTE.
Raccolta dati: questionari standardizzati e focus group (con alcuni soci).

Pubblicazioni

Anziano e società: quale partecipazione?

L’obiettivo dello studio è misurare e descrivere la partecipazione dei soci ATTE alle attività dell’associazione e alla vita sociale in generale. I risultati evidenziano un grado di partecipazione sociale elevato. Si rilevano però alcuni fenomeni che, seppur riguardino la minoranza dei membri, dovrebbero essere presi in considerazione nella pianificazione delle attività future di ATTE. Ad esempio, alcuni soci affermano di sentirsi soli e percepiscono il pensionamento come la fine di un periodo di soddisfazioni e relazioni sociali intense. Sebbene dall’iscrizione all’associazione ci si aspetti di instaurare nuovi contatti, più di un quarto dei membri di ATTE si limita alla lettura della rivista Terzaetà.

L’autrice sottolinea la necessità di ampliare e diversificare il raggio d’azione dell’associazione proponendo attività che possano rispondere alle molteplici aspirazioni individuali. Si rimarca infine il problema del trasporto per chi abita nelle zone più discoste del cantone e l’importanza di coinvolgere maggiormente le persone sole, quelle non autosufficienti e gli uomini, meno inclini ad aderire ad ATTE.

Parola/e chiave

Vita sociale
Benessere

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1989

Metodologia

Popolazione di riferimento: soci ATTE di 60 anni e oltre.
Campione: N=459.
Raccolta dati: questionari standardizzati e interviste approfondite (ad alcuni soci).

Pubblicazioni

 

Solitudine no… ma tristezza: vissuti ed esperienze raccontati da un gruppo di vedove

La ricerca indaga il vissuto di un gruppo di vedove di 65 anni e oltre tramite delle interviste realizzate da membri dell’ATTE. La persona anziana non è quindi solo oggetto di studio, ma anche responsabile della raccolta di informazioni.

La maggior parte delle partecipanti dimostra un’importante capacità di adattamento e un atteggiamento positivo, anche se tra le testimonianze raccolte non mancano i riferimenti a momenti di tristezza e sconforto. L’analisi dei racconti ha permesso di identificare cinque sottogruppi di vedove, di cui uno soltanto è caratterizzato dall’insoddisfazione quanto al proprio modo di vita. Si tratta di donne che al momento del matrimonio hanno abbandonato la professione appresa, creando una situazione di dipendenza dal marito, e che hanno delle relazioni interpersonali difficili. Il gruppo più numeroso è invece costituito da donne che si caratterizzano per una forte consapevolezza della situazione attuale e della vita passata; donne che hanno sempre preso in mano la loro vita e sanno attivare le risorse di cui dispongo per reagire ai cambiamenti e ai momenti di tristezza. In generale, l’abilità a far fronte ad eventi critici quali la perdita del coniuge dipende in gran parte dal ruolo sociale, professionale e familiare svolto nel corso della propria vita.

 

Parola/e chiave

Benessere
Vita sociale
Rappresentazioni
Aspetti socio-storici

Autore/i

Thea Moretti-Varile

Ente/i

Associazione Ticinese Terza Età (ATTE)

Periodo

1992 – 1994

Metodologia

Popolazione di riferimento: donne vedove di 65 anni e oltre, iscritte ad ATTE.
Campione: N=28.
Raccolta dati: interviste approfondite.

 Pubblicazioni

  • Moretti-Varile, T. (1994). Implicazione dell’anziano nella ricerca sull’anziano. In Associazione Ticinese Terza Età (ATTE) (Ed.), Io ero, io sono, io sarò. Atti del 3° congresso ATTE (pp. 46-59). Giubiasco: ATTE.
  • Moretti-Varile, T. (1995). Solitude vécue et analyse de récits de vie par des personnes âgées. Bellinzona: s.n. 122 pagine  
  • Moretti-Varile, T. (1996). Solitudine no… ma tristezza: vissuti ed esperienze raccontate da un gruppo di vedove. Giubiasco: ATTE. 154 pagine