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I centri diurni in Ticino

Sulla base di un’inchiesta di terreno e da un confronto con l’esperienza di altri cantoni e paesi, lo studio descrive missione e funzionamento dei centri diurni esistenti in Ticino. Dai dati raccolti presso le strutture ticinesi emerge come la situazione corrisponda a quanto osservato in altri contesti nazionali. L’utenza è infatti caratterizzata da una forte eterogeneità e i centri possono essere suddivisi in tre categorie secondo il loro mandato: aggregazione sociale, aggregazione sociale e prevenzione sanitaria, intervento terapeutico.

L’autore insiste sulla necessità di distinguere maggiormente, e in modo trasparente, i mandati di prestazione di ogni singola struttura favorendo l’instaurarsi di una rete socio-sanitaria e evitando sovrapposizioni e sprechi di risorse. Un margine di miglioramento esiste anche per quanto riguarda la distribuzione geografica dei centri diurni e la loro accessibilità. I centri diurni non sono infatti distribuiti in modo equo sul territorio cantonale.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Patrick Morger

Ente/i

Divisione dell’azione sociale – DSS

Periodo

2001 – 2002

Metodologia

Popolazione di riferimento: centri diurni.
Campione: N=8.
Osservazione partecipante (visite ai centri diurni), interviste ai gestori e/o operatori, analisi della documentazione interna.

Pubblicazioni

Quanto costa restare a casa

Il sussidio cantonale per le spese personali di mantenimento a domicilio (i cosiddetti “aiuti diretti”) consiste nell’attribuzione, a persone non autosufficienti, beneficiarie dell’assegno per grandi invalidi (AGI) e con un reddito modesto, di una somma volta a remunerare chi presta loro l’assistenza necessaria per rimanere a domicilio (siano essi professionisti o familiari). L’obiettivo dello studio è di valutare l’efficacia della misura a cinque anni dalla sua introduzione.

I risultati confermano l’importanza della solidarietà familiare per la permanenza a domicilio e, in particolare, delle cure prestate dalle donne (nel loro ruolo di mogli, figlie o madri). Più della metà dei beneficiari anziani sono anch’essi di sesso femminile, vivono per lo più in coppia o soli e la loro età media è di 82 anni. Quasi tutti necessitano di sorveglianza e aiuto nelle attività di base della vita quotidiana, poco meno della metà di cure infermieristiche. Le ore di assistenza media sono cinquanta la settimana e ogni beneficiario è aiutato da quasi tre persone, retribuendo almeno la persona dalla quale riceve l’aiuto preponderante.

L’analisi avvalora l’ipotesi dell’efficacia del sussidio nel ritardare o evitare l’istituzionalizzazione: all’incirca tre persone su cinque, tra i beneficiari anziani partecipanti all’inchiesta, sono rimaste al domicilio fino al decesso, e solo un terzo si è trasferito in casa per anziani.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Familiari curanti

Autore/i

Carla Invernizzi, Cristina Gianocca

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DOS

Periodo

1997 – 1998

Metodologia

Popolazione di riferimento: beneficiari degli aiuti diretti.
Campione: N=154, di cui 119 di 65 anni e oltre.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Liste d’attesa nelle case per anziani

Gli autori procedono a un rilevamento, presso le case per anziani del cantone, del numero e delle caratteristiche delle persone che fanno richiesta di istituzionalizzazione e che si trovano sulle liste d’attesa. Le persone che hanno perso il coniuge e quelle di 80 anni e oltre hanno una probabilità maggiore di figurare sulle liste d’attesa. Di solito, la domanda di ammissione è inoltrata dal futuro residente o da un parente stretto, più raramente da un professionista. I motivi principali della richiesta sono la riduzione dell’autonomia e l’aggravamento improvviso della salute.

La domanda di trasferimento riflette un bisogno immediato e urgente in poco meno della metà dei casi. L’iscrizione a una lista di attesa non costituisce un fattore determinante per l’istituzionalizzazione: tra le persone entrate in casa per anziani nel periodo considerato solo una su sei si trovava precedentemente su uno di questi elenchi. Sembra quindi che le liste d’attesa non rappresentino un buon indicatore dei bisogni e dell’urgenza tra le persone anziane.

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Elena Sartoris, Carla Invernizzi

Ente/i

Divisione dell’azione sociale – DOS

Periodo

2000 – 2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone che hanno fatto richiesta di ricovero in casa per anziani nel periodo gennaio-ottobre 2000.
Campione: N=537.
Raccolta dati: questionari standardizzati compilati dalle case per anziani

Pubblicazioni

Inchiesta presso gli anziani del Basso Ceresio

Al fine di valutare la fattibilità della realizzazione di una casa per anziani nella regione del Basso Ceresio, l’inchiesta mira a conoscere le caratteristiche degli anziani residenti in alcuni comuni della zona e a rilevarne i bisogni in termini di infrastrutture e servizi. In mancanza di un istituto sussidiato, gli anziani della regione devono spesso ricorrere alle strutture private, che comportano delle rette più onerose, o a strutture di altre aree geografiche, con periodi di attesa prolungati.

I risultati mostrano un grande interesse per la costruzione di una casa per anziani, ciò che permetterebbe anche di beneficiare di servizi annessi quali il servizio pasti e il soggiorno temporaneo. I motivi che porterebbero a fare richiesta di trasferimento nel nuovo istituto sono, in ordine di importanza decrescente, il dover far fronte a dei gravi problemi di salute, la presenza di barriere architettoniche nella propria abitazione e il sentimento di solitudine. L’atteggiamento è positivo anche nei confronti del servizio di aiuto domiciliare per il quale si auspica un potenziamento.

Parola/e chiave

Case per anziani
Abitazioni per anziani

Autore/i

Carmen Vaucher de la Croix

Ente/i

Sezione dell’azione sociale – DOS

Periodo

1990 – 1991

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone di 60 anni e oltre residenti nei comuni di Bissone, Capolago, Maroggia, Melano, Riva San Vitale e Rovio.
Campione: N=895.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Valutazione dei centri diurni terapeutici in Ticino

Nell’ottica di una migliore pianificazione dei servizi, la ricerca analizza il ruolo dei centri diurni terapeutici nel mantenimento a domicilio delle persone con demenza. Tale scopo è perseguito raccogliendo le impressioni di chi opera nel settore.

Rispetto al passato, rilevano gli interlocutori dello studio, la demenza si manifesta anche in persone più giovani e vi è una maggiore propensione alla richiesta di aiuti esterni. I bisogni percepiti sono diversi a seconda che i curanti siano anziani o giovani: i primi sottolineano l’importanza di poter prima di tutto disporre di un luogo in cui far soggiornare per un periodo il congiunto malato, i secondi, professionalmente attivi, rivendicano una maggior flessibilità oraria da parte dei servizi esistenti.

La previsione di una nuova e maggiore richiesta di prestazioni in questo ambito si traduce nella necessità di estendere l’attività dei centri diurni terapeutici, sia dal punto di vista qualitativo (attraverso un’offerta maggiormente diversificata e flessibile) sia da quello quantitativo (con una maggiore capillarità territoriale). Il raggiungimento di un migliore coordinamento con gli altri servizi rappresenta inoltre una delle premesse più importanti al loro potenziamento. Il medico di famiglia ha un ruolo essenziale all’interno di questa rete e la sua collaborazione con il medico geriatra va rafforzata al fine di migliorare diagnosi e presa a carico dell’utente con demenza.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Demenze

Autore/i

Nicoletta Mariolini

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DSS

Periodo

2007

Metodologia

Popolazione di riferimento: coordinatori dei centri diurni gestiti da Pro Senectute; persone coordinatrici dei centri Casa dei ciechi; medici geriatri e consulenti dei centri diurni di Pro Senectute; medici di famiglia; medici delle case per anziani; capi-équipe dei SACD; rappresentanti dell’associazione Alzheimer Ticino.

Raccolta dati: focus group.

Pubblicazioni

Coordinamento dei servizi di trasporto sussidiati in base alla LACD

Sulla base di un’analisi della situazione in Ticino, lo studio avanza delle proposte per la realizzazione di un dispositivo di coordinamento dei servizi di trasporto riconosciuti dalla Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD). Sono state raccolte una serie di informazioni sul funzionamento dei nove enti attivi sul territorio, al fine di valutare l’applicabilità di un modello di centralizzazione già sperimentato nel Canton Vaud.

In Ticino i servizi di trasporto funzionano grazie al lavoro di volontari e professionisti, coordinati da una persona che si occupa di raccogliere le loro disponibilità e rispondere alle richieste degli utenti. I servizi adottano criteri di eleggibilità dell’utenza diversi. La maggior parte dei trasporti viene effettuata per scopi terapeutici, a scapito di una domanda legata anche alla vita sociale. La capacità ricettiva di questi servizi è minore nelle regioni discoste, meno densamente popolate e dove i costi di trasporto sono maggiori, ma anche in tutto il Mendrisiotto.

A conclusione dello studio, l’autrice si esprime a favore di una centralizzazione dei compiti attualmente delegati ai singoli servizi, quali la valutazione dell’eleggibilità dell’utenza e l’elaborazione delle richieste. Tale cambiamento consentirebbe una gestione coordinata e più efficiente del settore garantendo anche dei risparmi.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Chiara Gulfi

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DSS

Periodo

2003 – 2004

Metodologia

Popolazione di riferimento: responsabili dei servizi di trasporto e rappresentanti del settore.
Campione: N=15.
Raccolta dati: questionari standardizzati e focus group.

Pubblicazioni

Benessere e salute degli utenti dell’assistenza e cura a domicilio

L’obiettivo della ricerca consiste nella valutazione dell’impatto della Legge sull’assistenza e cura a domicilio (LACD) sugli utenti dei servizi da essa previsti (SACD, servizi di appoggio, aiuti diretti) in termini di qualità di vita e soddisfazione dei bisogni. I risultati evidenziano un ottimo grado di soddisfazione generale da parte dei beneficiari e delle loro persone di riferimento così come un aumento generalizzato del sentimento di sicurezza. Detto ciò, per un utente su tre il ricorso alle prestazioni non permette di ridurre la sofferenza fisica e psicologica. Lo studio sottolinea pure l’importanza di una complementarietà tra rete formale (servizi) e rete informale (familiari, amici e conoscenti), sebbene l’impegno per i familiari curanti risulti estremamente gravoso. Gli autori identificano alcuni margini di miglioramento per il futuro, in particolare rispetto alla qualità dell’informazione sulle misure previste dalla legge, all’ammontare degli aiuti diretti (sussidio cantonale per le spese personali di mantenimento a domicilio), alla copertura oraria e settimanale dei servizi e al costo delle prestazioni.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio
Benessere

Autore/i

Nicoletta Mariolini, Boris Wernli

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DSS

Periodo

2003

Metodologia

Popolazione di riferimento: utenti delle misure previste dalla LACD (SACD, servizi d’appoggio, aiuti diretti) e persone di fiducia (familiari, amici e conoscenti).
Campione: N=653, di cui 486 di 65 anni e oltre.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Servizi d’appoggio LACD – Prestazioni e mandati

Lo scopo principale della ricerca è verificare, attraverso una raccolta dati presso i servizi d’appoggio, i loro mandati e le prestazioni effettivamente offerte. I risultati mostrano come i servizi più richiesti siano, per ordine di importanza decrescente: la distribuzione dei pasti a domicilio, i trasporti per le terapie, le prestazioni terapeutico-preventive, le consulenze, le prestazioni di socializzazione e l’animazione. L’utenza è composta soprattutto da persone di 65 anni e oltre e i motivi principali di utilizzo sono di natura sociale (ad esempio la solitudine e la ricerca di attività in compagnia) e fisica (ad esempio la perdita di autonomia funzionale).

L’offerta di prestazioni è in generale valutata in modo positivo, tuttavia vi sono delle criticità per certe categorie di enti. In particolare si evidenzia la necessità per i servizi di trasporto di potenziare l’offerta anche per scopi sociali, oltre che terapeutici. Questo aspetto è invece spesso gestito dai centri diurni, pur non essendo nel loro mandato di riferimento. Una riorganizzazione dei mandati dei centri diurni e dei servizi di trasporto è quindi ritenuta auspicabile.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Nicoletta Mariolini

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DOS

Periodo

2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: rappresentanti dei servizi d’appoggio.
Campione: N=45.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

 

Le prestazioni dei servizi d’appoggio nell’ambito della LACD

L’inchiesta valuta in quale misura l’offerta dei servizi d’appoggio esistente in Ticino corrisponde ai bisogni della popolazione. Essa si svolge attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti dei vari enti che lavorano a contatto con i potenziali beneficiari di queste prestazioni (SACD, medici geriatri, cliniche di riabilitazione, ecc.).

Dai dati raccolti si evince come, secondo gli intervistati, vi siano dei servizi che rispetto ad altri rispondono in misura maggiore ai bisogni della popolazione e come ciò possa essere riconducibile a delle priorità politiche stabilite in passato. Queste prestazioni sono, in ordine di importanza decrescente: i mezzi ausiliari, i pasti a domicilio, i trasporti per le terapie, le consulenze e le prestazioni terapeutiche. La copertura dei bisogni in termini di socializzazione è invece meno estesa e si auspicano degli sforzi e degli investimenti supplementari in quest’ambito.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Boris Wernli

Ente/i

Sezione del sostegno a enti e attività sociali – DOS

Periodo

2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: rappresentanti dei SACD, dei servizi medico-psico-sociali, dei servizi sociali di ospedali, degli ambulatori di oncologia, degli istituti riconosciuti dalla Legge cantonale per l’integrazione sociale e professionale degli invalidi (LISPI), di cliniche di riabilitazione, di servizi sociali comunali, medici geriatri e presidenti dei circoli medici.
Campione: N=330.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni