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Comprendere il desiderio di morire tra i residenti delle case per anziani

Più comunemente studiato nel contesto delle cure palliative, e in particolare tra i pazienti oncologici in fase terminale, il desiderio di morire è un tema poco approfondito per quanto riguarda gli anziani, e ancor meno tra chi vive in istituto. Questo malgrado la maggior parte dei residenti sia in cattive condizioni di salute ed esprima a volte questa volontà. Il fenomeno può assumere varie forme: dal semplice desiderio di morte naturale alla richiesta di suicidio assistito o d’eutanasia.

L’obiettivo della ricerca è di indagare il desiderio di morire tra i residenti delle case per anziani di tre diverse regioni della Svizzera (Vaud, San Gallo e Ticino). In particolare sono studiati i legami tra disagio spirituale, depressione e desiderio di morire al fine di sviluppare modelli di intervento specifici per una presa a carico nel pieno rispetto della dignità e dell’integrità dell’individuo.

Parola/e chiave

Case per anziani
Benessere

Autore/i

Stéfanie Monod, Anne-Véronique Durst, Brenda Spencer, Etienne Rochat, Claudia Mazzocato, Eckhard Frick, Armin von Gunten, Thomas Münzer, Pierluigi Quadri, Alessandro Levorato, Christophe Büla, Eve Rubli Truchard, Ralf J. Jox

Ente/i

Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (CHUV)
Geriatrische Klinik, St. Gallen
Ospedali Regionali di Lugano e Mendrisio

Periodo

2012 – …

Metodologia

Popolazione di riferimento: residenti in case per anziani nei cantoni Vaud, San Gallo e Ticino.
Campione: N=380.
Raccolta dati: test psicogeriatrici e interviste approfondite.

Pagina web

Understanding the wish to die in elderly nursing home residents

Pubblicazioni

Criteri di qualità delle cure nelle case per anziani

La qualità delle cure nelle case per anziani è un tema centrale, in Svizzera come altrove, a maggior ragione in considerazione dell’invecchiamento della popolazione. Obiettivo del presente studio è la ridefinizione dei criteri di qualità delle cure all’interno delle strutture ticinesi, tenendo conto dei parametri stabiliti dalla legge sulla salute pubblica, dei principi di finanziamento regolamentati dalla LAMal e da altre leggi cantonali.

Le case per anziani sono state coinvolte nella consultazione e condivisione di un primo elenco di 45 criteri. Un gruppo di lavoro cantonale è stato poi creato per discutere quanto emerso dal coinvolgimento delle strutture e giungere a una lista finale di 26 criteri, definendo le modalità di controllo (auto-valutazione da parte delle case per anziani e ispezioni non pianificate condotte dalle autorità cantonali competenti).

Parola/e chiave

Case per anziani

Autore/i

Claudio Benvenuti, Pierluigi Quadri, Franco Tanzi, Roberto Di Stefano,
Sergio Macchi, Fabrizio Barazzoni, Carla Sargenti Berthouzoz,
Laura Comazzi-Troehler, Marina Santini, Carlo Denti, Flavio Guidotti,
Giorgio Comi, Claudio Filliger, Alberto Gianetta, Ignazio Cassis

Ente/i

Ufficio del medico cantonale – DSS

Periodo

2001

Metodologia

Popolazione di riferimento: case per anziani del cantone.
Campione: N=62.
Raccolta dati: condivisione con le case per anziani di una lista di criteri di qualità e raccolta di riscontri; creazione di un gruppo di lavoro per analisi dei risultati e definizione di una lista finale; confronto con esperienze di altri cantoni.

Pubblicazioni

 

Pasti a domicilio: un servizio integrato per le persone anziane [2/2]

L’indagine si propone di valutare l’interesse della popolazione anziana di Balerna nei confronti di una serie di azioni promuovibili dal centro per anziani del comune: la distribuzione di pasti a domicilio, la possibilità di consumare o ritirare i pasti al centro, di accedervi per un bagno assistito o per un servizio di lavanderia. L’interesse per determinati aiuti è messo in relazione con la situazione dell’anziano in termini di salute e di rete sociale.

Due terzi delle persone interessate ai pasti a domicilio presentano un’esposizione bassa al rischio di dipendenza fisica e/o isolamento sociale o ne sono esenti. Il terzo restante accumula invece delle vulnerabilità a livello di salute e d’inserimento sociale. Si delinea inoltre un interesse per più servizi tra quelli proposti (i pasti a domicilio, la possibilità di consumare o ritirare i pasti al centro, il bagno assistito e il servizio di lavanderia); un dato interpretabile come l’espressione di un esaurimento, per una parte degli intervistati, dei supporti informali che permettono di restare a domicilio nonostante situazioni precarie di salute. In un periodo in cui molti comuni si stanno dotando di servizi di aiuto all’anziano, gli autori sottolineano l’importanza di un coordinamento e di un’integrazione tra di essi per organizzare interventi coerenti a favore di situazioni individuali complesse.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Mariella Borghi, Rita Pezzati, Pierluigi Quadri

Ente/i

Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) – DSS

Periodo

1990

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone in età AVS residenti a domicilio nel comune di Balerna.
Campione: N=454.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Borghi, M., Pezzati, R., & Quadri, P. (1991). Pasti a domicilio: un servizio integrato per le persone anziane. Mendrisio: OSC. 54 pagine 

 

Pasti a domicilio: un servizio integrato per le persone anziane [1/2]

La ricerca si propone di analizzare la capacità del servizio di distribuzione di pasti, a domicilio e presso la mensa del centro diurno, di rispondere ai bisogni della popolazione anziana del comune di Chiasso. Tra le persone intervistate, quelle intenzionate a beneficiare del servizio si distinguono per i seguenti aspetti: un’età più elevata (con prevalenza femminile); l’assenza di un coniuge e di un convivente; un grado di disabilità maggiore nello svolgimento delle attività della vita quotidiana e in particolare quelle legate alla preparazione e al consumo dei pasti; un numero di patologie somatiche più alto e un consumo importante di farmaci; una sintomatologia depressiva e un ricorso ad un’alimentazione meno elaborata associata ad una perdita del piacere di cucinare e all’annullamento degli inviti a pranzo. Dopo aver evidenziato le persone a rischio, gli autori sottolineano l’importanza di una valutazione multidimensionale che possa incentivare la messa a punto, oltre che del servizio pasti, di altre misure preventive quali l’accompagnamento a fare la spesa, l’aiuto nel cucinare e la partecipazione dell’anziano a pasti comunitari.

Parola/e chiave

Aiuti a domicilio

Autore/i

Mariella Borghi, Rita Pezzati, Pierluigi Quadri

Ente/i

Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) – DSS

Periodo

1990

Metodologia

Popolazione di riferimento: persone in età AVS residenti a domicilio nel comune di Chiasso.
Campione: N=215.
Raccolta dati: questionari standardizzati.

Pubblicazioni

Borghi, M., Pezzati, R., & Quadri, P. (1991). Pasti a domicilio: un servizio integrato per le persone anziane. Mendrisio: OSC. 54 pagine 

 

Demenza e depressione nelle strutture residenziali per anziani del Mendrisiotto

Indagine a carattere descrittivo sulle demenze e sulla depressione tra le persone di 75 anni e oltre residenti in tre diversi tipi di strutture del Mendrisiotto: ospedale di cure generali, ospedale neuropsichiatrico, casa per anziani.

I risultati confermano l’importante presenza di disturbi di tipo mentale. Un anziano su cinque mostra segni di demenza, che crescono con l’età, il grado di disabilità e disturbi del comportamento. Un terzo del campione presenta sintomi depressivi, in particolare le persone che hanno perso il coniuge e sono affette da disturbi somatici cronici. La depressione è inoltre più presente nella fase iniziale di istituzionalizzazione.

Malgrado la loro diffusione nelle strutture considerate, queste patologie sono spesso mal valutate dal personale medico ed infermieristico: la depressione è riconosciuta solo nella metà dei casi, mentre la prevalenza di persone con demenza è spesso sovrastimata.

L’indagine mostra anche che il livello di esposizione ai farmaci è elevato, così come la somministrazione di psicofarmaci (sedativi, ipnotici e neurolettici). Meno diffusi sono invece la prescrizione di antidepressivi e il ricorso ad approcci terapeutici non farmacologici.

A conclusione dello studio si sottolinea la necessità di modelli di intervento specifici ai singoli istituti che integrino le componenti geriatriche e psicogeriatriche. Importante è pure l’utilizzo sistematico di una valutazione multidisciplinare e standardizzata dell’anziano nella fase di ammissione. L’autore auspica infine momenti di formazione sul corretto utilizzo dello psicofarmaco nell’anziano.

Parola/e chiave

Demenze
Benessere
Case per anziani
Istituti socio-sanitari

Autore/i

Pierluigi Quadri

Ente/i

Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) – DSS

Periodo

1988 – 1989

Metodologia

Popolazione di riferimento: anziani di 75 anni e oltre residenti nelle strutture del Mendrisiotto (ospedale di cure generali, ospedale neuropsichiatrico, case per anziani).
Campione: N=120.
Raccolta dati: test psicogeriatrici standardizzati; consultazione delle cartelle cliniche; colloqui con medici e infermieri.

Pubblicazioni

  • Quadri, P. (1989). Demenza e depressione nelle strutture residenziali per anziani del Mendrisiotto. Un’analisi comparata relativa agli anziani degenti in tre diverse istituzioni: ospedale psichiatrico, ospedale di cure generali, case per anziani. Mendrisio: OSC. 49 pagine
  • Quadri, P., & Spagnoli, A. (1995). Demenza e depressione nelle strutture residenziali per anziani nel Mendrisiotto. Tribuna medica ticinese, 60, 140–142.