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Elaborazione di un business plan per analizzare la fattibilità dell’apertura del negozio sfuso

Un progetto per promuovere le pari opportunità e lo sviluppo sostenibile nella Svizzera italiana

Descrizione

L’Associazione Regionale Sviluppo Sostenibile (ARESS 2030), è un’organizzazione non-profit con sede a Minusio, nata all’inizio dell’anno 2018 con uno scopo preciso: promuovere lo sviluppo sostenibile nella Svizzera italiana in tema ambientale, sociale ed economico.
L’associazione tenta di favorire le pari opportunità e lo sviluppo sostenibile attraverso diversi progetti. Tra essi vi è il progetto Sfuso, il quale prevede l’apertura di un negozio che offra prodotti locali senza imballaggio, con lo scopo di ridurre gli sprechi e di integrare persone che, per diverse ragioni, non riescono ad accedere o a rientrare nel mondo del lavoro. Nello specifico, come risultato all’offerta di prodotti sfusi, si potrà favorire un acquisto sostenibile che permetterà di ridurre i rifiuti e gli sprechi, proteggendo così l’ambiente e il territorio Ticinese. Il secondo vantaggio che il progetto comporta consiste nella possibilità di integrare persone che hanno difficoltà a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro, e ciò sarà possibile grazie allo svolgimento di prestazioni di volontariato presso il negozio.

Il presente progetto mira ad analizzare la fattibilità dell’apertura del negozio attraverso l’elaborazione di un Business plan che sintetizzi i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale e al contempo determini le implicazioni economico-finanziarie che esso comporta.

Il trend dei negozi sfusi sta prendendo sempre più piede in tutta Europa, in risposta alla necessità di proteggere l’ambiente e sensibilizzare le persone ad acquistare in modo sostenibile. Sul territorio ticinese, il settore dei negozi che offrono prodotti locali e sfusi si trova in fase d’introduzione: attualmente sono presenti due negozi di questo tipo, collocati nelle zone del Luganese e del Locarnese. Al fine di occupare uno spazio di mercato ancora libero si è quindi deciso di aprire il nuovo negozio in centro a Bellinzona.

Dai dati raccolti emerge la fattibilità dell’apertura del negozio, seppure con qualche criticità. Il fenomeno in crescita e la presenza di un mercato a livello locale in cui inserirsi rendono l’idea imprenditoriale molto attrattiva e l’associazione ARESS 2030 risulta possedere le risorse e le competenze necessarie per l’apertura del negozio. Tuttavia, le previsioni economico-finanziarie evidenziano un utile solo a partire dal terzo anno di attività. Nonostante una perdita prevista per i primi due anni di attività, le previsioni indicano una crescita positiva dell’impresa nei primi tre anni di vita seppur lenta. È bene far notare che sono poche le imprese che non registrano una perdita nei primi anni di operato, per cui la situazione risulta meno critica di quanto possa apparire. Nel caso del progetto Sfuso esiste inoltre la possibilità di limitare la perdita prevista per i primi due anni limitando al massimo i costi. Un’azione molto importante che migliorerebbe e renderebbe il risultato positivo subito dal primo anno, ad esempio, è l’eliminazione della persona retribuita che verrebbe sostituita con un team di lavoro composto unicamente da persone volontarie. La gestione del negozio sarebbe in questo caso di responsabilità dalle fondatrici dell’associazione ARESS 2030.
Un’altra problematica emersa dall’analisi economico-finanziaria che bisognerebbe limitare riguarda la liquidità. Essa risulta essere molto bassa nel primo e secondo anno, non consentendo il raggiungimento del fabbisogno finanziario necessario alla continuità dell’attività. Per ovviare al problema, il team di progetto propone di raccogliere l’importo mancante come capitale sociale a fondo perso richiesto sotto forma di prestito a lungo termine, oppure di diminuire il fabbisogno con l’entrata di sussidi da parte del Cantone.

Team di progetto

Mattia Bedolla
Schamiran Korkis
Aris Piffaretti

Partner di progetto

ARESS 2030 – Associazione Regionale Sviluppo Sostenibile
Via Brione 3
6648 Minusio
www.aress2030.ch

Referenti aziendali

Pamela R. Baeriswyl-Merlini – Coordinatrice Progetto Sfuso

Coach SUPSI

Luca Berla
Rajishar Ratnam

Modello d’affari e di finanziamento della Fondazione Patrimonio Culturale della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana RSI

Un business model alternativo per attrarre nuovi finanziatori

Descrizione

Istituita a Lugano nel 2014, la Fondazione Patrimonio Culturale (FPC) della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana (RSI) ha come obiettivi principali la promozione di progetti volti alla cura e alla conservazione del patrimonio audiovisivo RSI (attraverso la digitalizzazione dei documenti ancora su supporto analogico e su pellicola), e la promozione di progetti specifici atti a migliorarne l’accessibilità e la consultazione gratuita da parte del grande pubblico. Essa non persegue alcun fine commerciale e si impegna a tutelare e a valorizzare un patrimonio archivistico che, in quanto bene collettivo, è la testimonianza nel tempo della cultura e della storia di una società e del suo territorio.

Fino ad ora, la Fondazione ha beneficiato esclusivamente di contributi da parte della Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR) versati da RSI a titolo di “contributi liberi” e in relazione a specifici progetti. A causa di esigenze di risparmio prospettate dal 2015 in poi, tali contributi verranno tagliati parzialmente o totalmente. Al team di progetto è stato dunque richiesto di proporre nuove possibili fonti di finanziamento per la Fondazione, verificando anche la necessità di apportare modifiche all’attuale modello di business.

In seguito alle ricerche effettuate, il team di progetto ha proposto la modifica dell’attuale business model con uno in grado di attrarre i finanziamenti necessari per poter raggiungere gli obiettivi della Fondazione. Data la forte incertezza sulla possibilità di ricevere futuri contributi da RSI, il modello alternativo include fondi raccolti attraverso campagne di crowdfunding, donazioni tradizionali e sponsor. Tali fondi saranno destinati principalmente a finanziare l’attività più urgente della FPC: la digitalizzazione del materiale su supporto analogico rimanente, per via del rischio di deperimento. Inoltre, le campagne di crowdfunding specifiche per pacchetti di materiale avranno anche la finalità di promozione del contenuto.
L’implementazione del nuovo business model e del piano di marketing ad esso associato consentiranno alla Fondazione di ottenere fonti di finanziamento alternative, in grado di contribuire in modo consistente all’obiettivo finanziario necessario a digitalizzare il materiale audiovisivo rimanente.
Tra le risorse chiave della FPC si prospettano le attività di gestione delle pagine social, della comunicazione online e della gestione delle campagne di crowdfunding da parte di personale RSI o di professionisti esterni. L’integrazione delle pagine social della piattaforma avranno il compito di creare e rafforzare la comunicazione con gli utenti finali al quale si intende promuovere il materiale audiovisivo, sia come mezzo di comunicazione delle campagne di raccolta fondi per mezzo di crowdfunding, ricerca di sponsor o di donazioni classiche.

Team di progetto

Stefano Grieci
Nikola Marincic
Marco Mondini

Partner di progetto

Fondazione Patrimonio Culturale della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana (RSI)
Via Canevascini
6900 Lugano
www.fondazionepatrimonioculturalersi.ch

Referenti aziendali

Paolo Gaffuri – Segretario della Fondazione
Leandro Gianini – Specialista Sviluppo Aziendale RSI

Coach SUPSI

Claudio Cereghetti

Business plan – m.a.x. bar

Business plan per la realizzazione del chiosco m.a.x. bar presso il Centro Culturale Chiasso

Descrizione

Il Centro Culturale di Chiasso, composto da m.a.x. museo, Spazio Officina, Cinema Teatro e biblioteca comunale, è sede d’iniziative culturali nate con il sostegno del Comune di Chiasso. Il centro focale è il m.a.x. museo, una galleria d’arte grafica rinomata a livello ticinese e fondata nel 2005. Esso ospita diverse mostre sull’architettura, il design, il video e la fotografia all’interno della particolare struttura progettata dagli architetti svizzeri Durisch e Nolli.
Durante lo svolgimento degli eventi e nella quotidianità, l’area attorno al m.a.x. museo è molto frequentata e la creazione di un luogo dove le persone possano sostare e rifocillarsi rappresenta un’opportunità di business attrattiva. L’idea è quella di costituire un piccolo chiosco che rispecchi le caratteristiche architettoniche ed estetiche particolari del polo culturale, pensato in particolar modo per i visitatori del Centro Culturale di Chiasso e le scuole adiacenti, dove è possibile consumare un pasto completo o semplicemente bere un caffè.
Al team di progetto è stato dunque richiesto di redigere un business plan che analizzi l’ambiente esterno, sviluppi un business model ed esegua una pianificazione economico-finanziaria al fine di verificare la fattibilità e il livello di autonomia finanziaria del progetto.

L’analisi dell’ambiente esterno mostra la presenza di un’elevata concorrenza per l’attività di chioschi e piccoli bar della zona intorno al Centro Culturale di Chiasso. L’accessibilità è buona ma il settore appare relativamente poco attrattivo. Risulta quindi fondamentale l’ottenimento di un vantaggio competitivo al fine di avere successo e continuità.
Attraverso a questionari ed interviste è stato possibile comprendere che esistono opportunità da sfruttare e che il mercato potenziale è sufficientemente ampio. Diverse tipologie di persone, come visitatori del m.a.x. museo e Cinema Teatro, studenti delle scuole vicine, parenti degli alunni e lavoratori della zona, hanno difatti espresso bisogni non pienamente soddisfatti che potrebbero essere colmati grazie al progetto.
Al livello economico-finanziario, sono previste delle perdite nette per il gestore nei primi due anni di attività, normali nei primi anni di vita di ogni azienda, che si trasformeranno in utile a partire dal terzo anno. L’azienda risulta quindi in grado di autofinanziarsi e sostenersi nel lungo periodo, rendendo di fatto l’idea imprenditoriale fattibile a livello economico-finanziario. È tuttavia importante notare che tali previsioni sono state effettuate prendendo il punto di vista di un gestore che non è al contempo anche il benefattore. Esse dipendono dunque fortemente dall’assunzione che si trovi un mecenate d’impresa che sia disposto a finanziare il progetto senza aspettarsi un ritorno economico dal suo investimento. Il mecenate consentirà di costruire la struttura che verrà poi affidata a terzi dal comune, proprietario effettivo del chiosco in quanto detentore del terreno, in cambio di un affitto.

Team di progetto

Timothy Casoni
Simone Castelli
Stefano Rusconi

Partner di progetto

m.a.x. museo e Spazio Officina
Via Dante Alighieri 6
6830 Chiasso
www.centroculturalechiasso.ch/m-a-x-museo

Referenti aziendali

Nicoletta Ossanna Cavadini – Direttrice

Coach SUPSI

Federico Corboud
Helen Tschümperlin Moggi

Piano di raccolta fondi per inclusione andicap ticino

Strumenti e attività di fundraising per aumentare le donazioni e la notorietà dell’associazione

Descrizione

Inclusione andicap ticino è un’associazione no profit che difende i diritti delle persone con disabilità in Ticino e si impegna nello sviluppo della cultura dell’inclusione. La sua visione è orientata ad una società che abbia al centro la dignità della persona e che sia in grado di includere le persone con disabilità nel mondo del lavoro.

L’associazione è finanziata attraverso contributi pubblici, donazioni private e tramite la vendita di servizi e prodotti commerciali. Recentemente ha riscontrato difficoltà nel raccogliere fondi nonché la perdita di notorietà a seguito di modifiche nel nome. Al team di progetto è stato dunque richiesto di redigere un piano di fundraising che consenta all’associazione di generare un incremento delle donazioni e dei donatori, nonché un aumento della sua notorietà.

Dopo uno studio iniziale attraverso la letteratura sul concetto teorico di fundraising e sui modelli esistenti, è stata effettuata una ricerca per analizzare la propensione alla donazione in Ticino attraverso la somministrazione di un questionario. Inoltre, per meglio comprendere le best practice da utilizzare sono stata fatte alcune interviste a persone che operano nel mondo delle ONP e della raccolta fondi.
Contemporaneamente, sono state analizzate la situazione economico-finanziaria di inclusione andicap ticino e l’attuale piano di raccolta fondi.
Sulla base delle analisi effettuate e dei risultati ottenuti sono state proposte all’associazione delle attività e degli strumenti da implementare per raccogliere fondi su base annua, tenendo in considerazione i costi previsti e le entrate ipotizzate. Tra le varie proposte vi sono l’ampliamento della gamma di prodotti solidali offerti online, la creazione di un account Instagram e l’ottimizzazione della pagina Facebook, l’ottimizzazione del sito internet dell’associazione, l’uso di piattaforme online per il crowdfunding, l’organizzazione di eventi come tombolate, gare sportive e cene, e altro ancora.

Molto importante per l’efficacia del piano sarà l’attenzione data al lato “sociale”. Come letto nella letteratura e poi confermato dagli esperti, il gesto di ringraziare copre un’importanza cruciale nell’ottenimento delle donazioni e nel mantenimento dei donatori. Per tale ragione, dovrebbe sempre essere fatto, anche nel caso di donazioni simboliche o nel caso di donazioni di tempo da parte dei volontari. Le persone quando donano parte del loro denaro o del loro tempo desiderano sentirsi gratificati perché questo permette loro di capire e di sentire l’aiuto che hanno dato a chi ne aveva bisogno. Non è necessario che il compenso sia in denaro. Difatti, non è da sottovalutare il valore simbolico ed affettivo che si potrebbe creare tramite il dono di un oggetto fisico. Per esempio, si può pensare a donare una maglietta dell’evento a cui si partecipa, una penna dell’associazione o perché no un orologio personalizzato in memoria della giornata. Questi oggetti restano nel tempo e permettono alle persone di ricordare il gesto di generosità compiuto sentendosi quindi più partecipi e grati.

Team di progetto

Andrea Mercoli
Mara Maria Moschen
Micol Seveso

Partner di progetto

inclusione andicap ticino
Via Linoleum 7
CP 572
6512 Giubiasco
www.inclusione-andicap-ticino.ch

Referenti aziendali

Sara Martinetti – Responsabile della comunicazione

Coach SUPSI

Daina Matise Schubiger
Giovanni Camponovo

Analisi delle politiche attuali di sostegno delle società sportive e valutazione di nuovi modelli di applicazione per il Comune di Ascona

Un modello di assegnazione dei contributi ponderato che tenga in considerazione le caratteristiche della singola associazione sportiva

Descrizione

Ascona è un comune di 5’649 residenti situato nel cantone Ticino e appartenente al distretto di Locarno. Il comune sostiene finanziariamente e offre gratuitamente infrastrutture sportive e personale specializzato a 18 società sportive, con discipline sportive che variano dal minigolf fino ad arrivare all’ippica. Attualmente non esiste un modello di assegnazione definito dei contributi alle associazioni sportive ma viene concesso loro un finanziamento consuetudinario, ovvero un contributo deciso in passato e che tutt’ora viene emesso nella stessa misura o addirittura in misura maggiore. Questo contributo veniva deciso senza l’utilizzo di criteri standardizzati e senza una procedura decisionale strutturata.

Lo scopo del progetto è stato quello di comprendere e analizzare le attuali politiche di sostegno alle società sportive da parte del Comune di Ascona, verificando se esse siano ancora appropriate e attuabili nel contesto attuale. Al team di progetto è stato richiesto inoltre di definire possibili criteri e modelli di sostegno alternativi, valutandone le opportunità e gli impatti che avrebbero sul Comune.

Per raggiungere tale obiettivo sono stati analizzati i modelli e le best practice di sostegno pubblico alle società sportive, grazie all’analisi di casi di successo come Losanna, Zurigo e Milano. Inoltre, sono state effettuate delle interviste ai responsabili dei dicasteri finanze e sport di alcuni comuni simili a quello di Ascona, come Lugano e Chiasso.
Contemporaneamente, è stata analizzata la situazione delle società sportive del Comune di Ascona in modo da comprendere in modo esaustivo l’importanza per esse del contributo comunale, è stata approfondita la situazione finanziaria attuale del comune e sono state analizzate le sue politiche attuali di finanziamento e sostegno delle società sportive.
Infine, è stato valutato l’impatto di modelli di finanziamento e sostegno alternativi delle società sportive che hanno portato all’elaborazione di una proposta che consenta al Comune di Ascona di elargire i contributi finanziari in modo più equo ed efficiente.

Il lavoro ha permesso di comprendere in maggior dettaglio come i diversi comuni analizzati e considerati come casi di successo sostengono le proprie società sportive. In particolare, si sono osservate le varie modalità di assegnazione dei sussidi finanziari da esse utilizzate. Dai dati raccolti è emerso che nella maggioranza dei casi esiste un modello specifico che consente di distribuire in maniera adeguata il budget preventivato per le società sportive. Inoltre, in generale tali comuni offrono alle società sportive un sostegno finanziario inferiore a quello offerto dal Comune di Ascona, sicuramente grazie alla presenza di specifici modelli di assegnazione che impediscono le inefficienze.
Per quanto concerne le società sportive sostenute dal Comune di Ascona, dalle analisi svolte si è notato che la maggior parte di esse potrebbe trovarsi in una situazione di difficoltà finanziaria qualora il sostegno comunale venisse a mancare. Tuttavia, da parte del comune risulta necessaria l’elaborazione di un modello di assegnazione dei contributi che gli permetta di contenere l’esborso o di distribuirlo in modo più equo ed efficiente. Il team di progetto ha proposto quindi l’implementazione di un modello di sostegno alle pratiche sportive basato su un contributo differenziato per singola associazione sportiva, che tenga in considerazione le caratteristiche specifiche dell’associazione e la tipologia di disciplina sportiva praticata, calcolato tenendo in considerazione criteri prestabiliti e comuni a tutte le associazioni come il numero di tesserati, il numero di giovani di Ascona, ecc. Tale modello andrà a sostituire quello basato sul contributo consuetudinario attualmente in vigore.
Se da un lato l’introduzione di tale modello comporti la riduzione del contributo percepito da alcune società sportive, dall’altro esso rappresenta un incentivo a promuovere la propria società per ottenere un sussidio maggiore.

Team di progetto

Gianluca Bernasconi
Marijana Brdaric
Davide Hunkeler

Partner di progetto

Comune di Ascona
Piazza San Pietro 1
6612 Ascona
www.ascona.ch

Referenti aziendali

Costantino Trapletti – Contabile

Coach SUPSI

Giovanni Camponovo
Daina Matise Schubiger

Tre sfide per lo sviluppo futuro della Fondazione Ticino Cuore

Come gestire al meglio alcuni cambiamenti importanti e imminenti che potrebbero avere conseguenze rilevanti sulle attività dell’ente

Descrizione

La Fondazione Ticino Cuore è stata costituita nel 2005 su iniziativa della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA) e del Cardiocentro Ticino ed ha quale scopo principale l’aumento della sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco improvviso. Si tratta di una piccola realtà le cui attività si orientano principalmente sul territorio del Canton Ticino, riconosciuta però anche internazionalmente. Infatti, la Fondazione è riconosciuta dalla European Resuscitation Academy come uno dei pochi centri europei (assieme ad altre associazioni in Finlandia e Norvegia) che registra statistiche sulla sopravvivenza ad arresti cardiaci.

Nei prossimi anni sono previsti alcuni cambiamenti importanti che potrebbero avere conseguenze rilevanti sulle attività della Fondazione: tra questi il trasferimento in centro a Lugano (mentre l’amministrazione resterà sotto l’egida della Federazione Ambulanze) e l’implementazione di un nuovo software gestionale.
Al team di progetto è stato dunque chiesto di indicare alla Fondazione Ticino Cuore come prepararsi ad affrontare in modo sistematico questa ed altre due sfide descritte di seguito.

Come già anticipato, la prima sfida riguardava il trasloco della sede centrale e l’implementazione del nuovo software gestionale. Per rispondere a questa sfida, il team di progetto ha effettuato una mappatura dei processi di lavoro della Fondazione. In primo luogo è stato identificato ogni singolo processo, dividendolo per categoria (core, di supporto o di direzione), ed è stata creata per ogni task una scheda che spieghi a grandi linee il processo, chi lo esegue, chi ne è responsabile ed eventuali documenti di supporto e indicatori. Sono state inoltre proposte idee su come gestire il daily business a seguito del trasloco, mentre si è deciso di non entrare in merito al nuovo software in quanto già quasi perfettamente funzionante.
La seconda sfida riguardava la certificazione per gli enti non-profit ZEWO. L’obiettivo è stato quello di comprendere se e con quali mezzi la Fondazione potesse rispettare i 21 standard richiesti per ottenere la certificazione. Il punto maggiormente critico che è stato identificato è rappresentato dalla conversione dei conti annuali allo standard Swiss GAAP FER 21, in quanto la contabilità attualmente è eseguita dalla FCTSA che non ha la possibilità di convertire i conti.
La terza ed ultima sfida riguardava il rinnovo dei defibrillatori. Nei prossimi anni la Fondazione dovrà rinnovare numerosi defibrillatori, motivo per il quale il team di progetto ha sviluppato un modello finanziario per la sostituzione dei dispositivi. Siccome la durata di vita effettiva per ogni singolo apparecchio non è nota, sono state proposte diverse soluzioni che includono sia il finanziamento proprio (sfruttando i cash flow) sia il finanziamento esterno (ricorrendo a prestiti di terzi).

Team di progetto

Simon Catenazzi
Pasquale Quaranta
Kristina Rjabuseva

Partner di progetto

Fondazione Ticino Cuore
c/o FCTSA via Vergiò 8
6932 Breganzona
www.ticinocuore.ch

Referenti aziendali

Claudio Benvenuti – Direttore

Coach SUPSI

Alberto Gandolfi
Domenico Ferrari

Finanziamento di un progetto culturale del Teatro del Gatto attraverso il crowdfunding

Strategie per garantire il successo di una campagna di raccolta fondi online

Descrizione

Negli ultimi anni si è sviluppata in Svizzera e nel resto del mondo una nuova forma di finanziamento: il crowdfunding. In Ticino essa è ancora in una fase embrionale, tuttavia sta assumendo sempre più importanza come fonte complementare ai tradizionali canali di finanziamento. In particolare, tale innovativa forma di raccolta fondi appare essere indicata, anche nella nostra regione, per progetti in ambito culturale.

L’obiettivo dell’elaborato è quello di comprendere ed analizzare le caratteristiche e i fattori critici di successo di una campagna di crowdfunding legata al progetto “GenerAzioniGiovani” del Teatro del Gatto.
Il progetto si indirizza a giovani dai 15 ai 19 anni e a persone over 60, i quali verranno selezionati attraverso un casting per mettere in scena l’opera di Sofocle.
Nello specifico, lo studio si pone lo scopo di fornire al Teatro del Gatto tutte le informazioni necessarie per un corretto avviamento di una campagna di crowdfunding atta al finanziamento del progetto culturale, fornendo altresì dei consigli utili a portare a termine con successo la campagna stessa. Dopo una descrizione delle principali piattaforme di crowdfunding attive in Ticino e del loro livello di adeguatezza per il caso specifico, sono stati analizzati le opportunità, i rischi, i costi e le tempistiche legate al finanziamento online del progetto “GenerAzioniGiovani” (GAG), grazie anche allo studio di casi simili.

Dai dati raccolti è emerso come il Teatro si trovi in una situazione non ottimale dal punto di vista di possibilità di successo della campagna. La rete dei contatti è più ristretta rispetto ad altri casi simili analizzati e le attuali strategie di comunicazione potrebbero non essere adeguate per raggiungere un numero sufficientemente alto di potenziali sostenitori.

Per garantire il successo della raccolta fondi, il team di progetto ha proposto dunque diverse strategie da attuare. Progettiamo.ch risulta essere la piattaforma più idonea dove eseguire una campagna di crowdfunding in ambito culturale su suolo ticinese. A livello promozionale, è consigliato l’uso di tutti i canali comunicativi a disposizione del Teatro, integrando l’uso dei canali online come il sito internet e Facebook a quelli offline. Data l’età media abbastanza elevata dei frequentatori del Teatro è difatti probabile che molti di loro non dispongano delle conoscenze o dei mezzi necessari per effettuare la propria promessa di finanziamento tramite la piattaforma online. Sarà importante utilizzare i canali offline nel modo più creativo possibile, in modo da creare una situazione diversa dalla classica donazione. Per quel che riguarda i canali online, invece, l’uso dei social network e di Facebook nello specifico, permetterà il raggiungimento di un ampio numero di individui, soprattutto appartenenti alle fasce di età più basse, con un costo molto contenuto.

Un’altra strategia che consentirà di ampliare il più possibile la rete dei potenziali sostenitori, è quella di chiedere ai partecipanti al progetto di sostenere essi stessi la campagna, anche informando le proprie conoscenze, e ricorrere ai contatti più stretti. Ciò consentirà di dare una spinta iniziale al finanziamento del progetto. Al fine di catturare fin da subito l’attenzione dei potenziali sostenitori, risulterà inoltre importante descrivere il progetto in maniera coinvolgente. Sebbene semplice e chiara, la descrizione attualmente disponibile di GAG non risulta difatti essere adatta a reperire finanziamenti tramite il crowdfunding e necessita di essere adattata.

È importante notare che il successo delle strategie proposte e della campagna stessa dipenderanno dalla programmazione delle attività svolte e dal monitoraggio costante della campagna durante tutto il periodo di raccolta fondi.

Team di progetto

Joël Bettè
Marco Perazzo
Alessia Ricciardi

Partner di progetto

Teatro del Gatto
Via Muraccio 21
6612 Ascona
www.ilgatto.ch

Referenti aziendali

Laura Rullo – Direttrice artistica

Coach SUPSI

Pietro Nosetti

Strategia di hedging contro i rischi valutari e di tasso d’interesse – Rhenus Gottardo Ruffoni SA

Strumenti di protezione dei rischi valutari e di tasso per far fronte a prospettive macroeconomiche future

Descrizione

Rhenus Gottardo Ruffoni SA, con sede a Balerna, è un’impresa specializzata nel settore della logistica. L’impresa offre una vasta gamma di servizi, su strada o su ferrovia, come trasporti espressi, depositi di breve durata e trasporti specializzati (ad esempio di animali vivi). L’attività principale rimane tuttavia il trasporto di prodotti per lo più alimentari volti a soddisfare le esigenze dei clienti quali grossisti oppure supermercati (come ad esempio Migros).

La concorrenza nel settore della logistica è particolarmente alta, soprattutto nelle zone di confine dove le imprese di trasporti sono numerose e il servizio offerto è molto vasto. Ciò che rende un’impresa più competitiva rispetto dall’altra è un vantaggio di costo, perché la differenziazione in questo caso non può sussistere. Il vantaggio competitivo di Rhenus Gottardo Ruffoni SA è caratterizzato dalla presenza di un ufficio doganale all’interno della società dove vengono pagati i dazi sulle merci.

Dopo la crisi dei mutui subprime l’economia ha vissuto un periodo di forte incertezza e di rallentamento e le imprese si trovano confrontate con uno scenario macroeconomico ostile. Rhenus Gottardo Ruffoni SA deve inoltre far fronte ad una forte concorrenza e alla presenza di sovra capacità all’interno del settore, che hanno eroso una parte dei margini di guadagno. Tutt’oggi i volumi continuano ad aumentare mentre i margini a diminuire.
Essendo l’impresa attiva a livello internazionale una fetta importante delle transazioni sono effettuate in valuta estera, principalmente in euro, e questo espone l’impresa ad una situazione di rischio sui tassi di cambio. Questo rischio si è ulteriormente intensificato dopo l’abbandono della soglia minima di cambio tra euro e franco, che ha portato molte piccole-medie imprese svizzere a registrare forti perdite a causa dell’improvviso abbassamento del cambio tra le due valute. Per Rhenus diventa quindi di grande importanza l’allestimento di una strategia di hedging che possa mitigare i rischi valutari e gestire le incertezze future relative agli incassi in valuta estera.

Al fine di evitare che la situazione si comprometta ulteriormente a causa dall’evoluzione del corso Eur-Chf, al team di progetto è stato dunque chiesto di proporre alla società un sistema di protezione dei rischi valutari. Inoltre, la società ha chiesto di lavorare ad un sistema di protezione sui rischi di tasso, in quanto desiderosa di acquistare l’immobile in cui è locata attualmente. L’immobile risulta adeguato all’attività caratteristica e l’edificio ha anche grandi margini di potenziamento per migliorare l’efficienza per quanto riguarda i tempi per la sosta ed il carico dei camion.
Dopo una fase di analisi, è stato elaborato un documento che descrive i principali strumenti di protezione di valuta e di tasso e che evidenzia i principali vantaggi, svantaggi, costi e rischi ad essi associati. Tale documento tiene in considerazione anche il contesto specifico macroeconomico in cui l’azienda opera.

Team di progetto

Michael Brunati
Jonathan Corti
Roberto Soldati

Partner di progetto

Rhenus Gottardo Ruffoni SA
Via Sottobisio 18
6828 Balerna
www.rhenusgottardoruffoni.ch

Referenti aziendali

Daniele Godenzi – Direttore

Coach SUPSI

Helen Tschümperlin-Moggi
Claudio Cereghetti

Studio di fattibilità per un asilo nido

Swiss Medical Network – Clinica Sant’Anna

Descrizione

Gli asili nido stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella conciliazione tra lavoro e famiglia, poiché negli ultimi anni il mercato del lavoro e l’ambiente domestico sono stati sempre più soggetti a cambiamento. La risposta delle aziende è stata quella di creare degli asili nido aziendali per i propri dipendenti. Il gruppo Swiss Medical Network, con l’obiettivo di valorizzare il contributo di Clinica Sant’Anna al territorio, vorrebbe istituire un asilo nido a beneficio dei propri dipendenti e della popolazione interessata.
Il presente lavoro mira a fornire tutte le indicazioni necessarie per l’effettiva valutazione dell’avvio del progetto. Nello specifico, viene presentato un quadro operativo subordinato alla base legale esistente e una stima dei costi di gestione per l’apertura dell’asilo nido.
L’analisi è stata condotta tramite ricerca documentale, interviste ad alcuni esperti del settore e l’utilizzo di un questionario come strumento di indagine dell’interesse. Le interviste hanno permesso di meglio comprendere la realtà degli asili nido del Luganese. In particolare si è riscontrata una certa domanda non soddisfatta nella regione a causa della carenza di posti liberi negli asili nido. I risultati dell’indagine hanno invece evidenziato un comprovato interesse tra i dipendenti di Clinica Sant’Anna e Ars Medica, così come tra i dipendenti delle quattro maggiori aziende situate a Sorengo.
Per quanto riguarda la pianificazione economico-finanziaria la previsione predispone un’ottima possibilità di raggiungimento dell’obiettivo di pareggio di bilancio.

Team di progetto

Simona Basharat
Matteo Decarli
Alessandro Veglio

Partner di progetto

Swiss Medical Network
Clinica St’Anna
Via Sant’Anna 1
6924 Sorengo
www.clinicasantanna.ch

Referenti aziendali

Elena Lidonnici – Responsabile commerciale Ticino e Italia
Antonio Sansossio – Responsabile marketing Ticino e Italia

Coach SUPSI

Danuscia Tschudi

Strategic Planning – Museo in Erba

Un nuovo business model per favorire i finanziamenti e migliorare la proposta di valore

Descrizione

Negli ultimi anni, il Museo in Erba ha dovuto affrontare il problema della diminuzione dei finanziamenti pubblici e della difficoltà di reperimento di quelli privati. Le attività che ad oggi il museo svolge sono minacciate da una forte concorrenza diretta ed indiretta, dovute all’offerta culturale ricca del territorio, ed alle numerose attività non culturali indirizzate ai bambini per il tempo libero.
L’obiettivo del progetto è quello di analizzare l’attuale modello di business del museo in modo da individuare eventuali lacune e opportunità di miglioramento, con particolare attenzione all’area dei finanziamenti e della proposta di valore, al fine di elaborare indirizzi strategici e proposte concrete per la modifica di tale modello.

Dopo un’analisi dei modelli di business utilizzati dalle varie associazioni no-profit, in particolar modo di quelle che operano nel settore della cultura, il team di progetto ha analizzato il funzionamento del Museo in Erba per definirne dettagliatamente la proposta ed il valore generato e percepito dalla clientela. Sono stati analizzati i suoi stakeholder e tramite il benchmark le associazioni dello stesso settore per cercare di evidenziare le analogie e le differenze presenti. In seguito, è stato somministrato un questionario ai clienti, sono stati analizzati i bilanci e i conti economici dal 2013 al 2017 e, per poter comprendere il metodo di raccolta fondi (in particolar modo di quelli pubblici) utilizzato, è stata effettuata un’intervista al Signor Sganzini, direttore della Divisione Cultura a Lugano.
Attraverso le analisi sono state evidenziate delle differenze sostanziali tra i finanziamenti pubblici percepiti dal museo prima del trasferimento a Lugano. Fino ad oggi il Museo in Erba non ha effettuato delle promozioni o eventi speciali per i suoi soci e questo potrebbe influire negativamente sul numero di persone disposte ad offrire sostegno all’associazione. Dal questionario sono emerse diverse lamentele riguardo gli orari e la durata degli eventi, altri riguardo la struttura e i suoi spazi, altri ancora riguardo le attività svolte e al prezzo.

La ricerca mira ad individuare raccomandazioni volte a ridurre/eliminare le difficoltà emerse in fase analitica. L’ampliamento dei segmenti di clientela si propone di rafforzare le attività indirizzate alle aziende, ai singoli adulti e agli adulti accompagnati da bambini. Si propone di introdurre una nuova modalità di raccolta fondi, quella del crowdfunding e di aggiungere un percorso sensoriale. Per poter riuscire ad attirare nuovi clienti si propone di essere più attivi sui social, andando a stimolare l’utilizzo della propria piattaforma, così come di rafforzare l’utilizzo dei blog per bambini, i quali sono molto seguiti dalle mamme. Inoltre, trasformare i locali rendendoli più vivaci e accoglienti consentirebbe di stimolare maggiormente i bambini (a tal fine si propone anche la creazione di una sorta di mascotte per attrarre i visitatori più giovani).

Team di progetto

Stefano Fumagalli
Daniele Giovannini
Valentina Mancuso

Partner di progetto

Museo in Erba,
Riva Antonio Caccia 1,
Central Park,
6900 Lugano
www.museoinerba.com

Referenti aziendali

Loredana Bianchi

Coach SUPSI

Daniela Willi-Piezzi
Tatiana Cataldo