Iride 18 | maggio 2025

Salute mentale e benessere

 

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Salute e benessere mentale

Editoriale
Luca Crivelli – p. 5

Intervista 
Claudio Bassetti – p. 6

Potenziale e implicazioni della diagnosi precoce nelle demenze
Marina Boccardi – p. 9

Inserto – Un caos calmo dentro: frontiere cliniche e di ricerca della terapia assistita da psichedelici
Zefiro Mellacqua – p. 13

La gestione della rabbia in adolescenza tra consumismo e trasgressione
Mariano Cavolo – p. 17

Inserto – Sovraconsumo di psicofarmaci
Fabrizio Mazzonna – p. 20

“Ho il cervello in pappa”: come la genitorialità trasforma il cervello di mamma (e un po’ anche di papà)
Valentina Rotondi – p. 23

Inserto – Pratiche di ascolto e parole che curano
Mauro Durini e Valentino Garrafa  – p. 26

Nuovi orizzonti per la salute mentale: il ruolo dei pari per esperienza
Maria Caiata-Zufferey e Giada Danesi –  p. 29

Un set di giochi per allenare e monitorare il declino cognitivo degli anziani
Sara Levati – p. 33

La riflessione attorno alla salute mentale passa anche dalla tragedia greca
Lorenzo Pezzoli – p. 37

Favorire il benessere al lavoro dando voce e spazio alle situazioni lavorative reali
Danuscia Tschudi – p. 41

 

Gallery

Fotografie
Rebecca Bertero, Arianna Chiodo e Edoardo Pavoni

Concetto fotografie a piena pagina
Il benessere mentale è una questione di equilibri sottili. Vogliamo invitarvi in una passeggiata tra le pieghe della percezione, dove ogni passo attraversa non solo luoghi, ma anche stati d’animo. Le immagini raccolte sono paesaggi onirici e affettivi, in cui il reale si mescola all’intimo, sfumando i confini tra ciò che vediamo e ciò che sentiamo. La tecnica della doppia esposizione – qui usata come metafora visiva della complessità e della molteplicità interiore – sovrappone prospettive, pensieri, memorie e intuizioni. Ogni scatto è un riflesso, un dialogo tra dentro e fuori, un’immagine che non mostra ma suggerisce.
Le fotografie sono state generate attraverso intelligenza artificiale, guidata da una sensibilità umana e da un percorso tecnico preciso: prompt costruiti con cura, layering, gestione della luce e delle texture si fondono per evocare l’effetto analogico che la doppia esposizione tradizionale sa ancora regalare: una visione sospesa tra verità e sogno.
Perché, in fondo, ciò che vediamo è sempre una proiezione di ciò che siamo.