Iride 20 | maggio 2026

10 anni di Iride
Demografia in cammino: tendenze, equità e futuro

 

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Demografia in cammino: tendenze, equità, futuro

Editoriale
Giovanni Merlini – p. 5

Intervista
Telmo Pievani – p. 6

La lezione dimenticata: equità e salari dignitosi per un sistema previdenziale sostenibile
Spartaco Greppi – p. 11

Inserto – L’attesa come discrimine: la disuguaglianza invisibile del tempo
Jenny Trinitapoli – p. 14

GenZ: il potenziale trasformativo di una generazione minoritaria e necessaria
Ennio Ripamonti – p. 19

Inserto – L’evoluzione demografica del Ticino tra denatalità e invecchiamento
Danilo Bruno e Matteo Borioli – p. 22

Turismo, migrazione e cambiamento demografico: una relazione dialettica
Alan Quaglieri – p. 25

Oltre il calo demografico: la metamorfosi del sistema scolastico ticinese
Emanuele Meier – p. 29

Tra dati e pregiudizi: gestire le generazioni oltre le scorciatoie mentali
Eliana Stefanoni – p. 33

Centenari e demografia: perché contare non basta
Barbara Masotti, Stefano Cavalli e Daniele Zaccaria – p. 37

L’erosione silenziosa: mobilità giovanile e declino degli ecosistemi relazionali
Barbara Antonioli Mantegazzini e Edoardo Slerca – p. 41

 

Gallery

Fotografie
Andrea Ravetti, Cristian Sommaiuolo

Concetto fotografie a piena pagina
Immaginiamo di sederci su una panchina, al riparo dal sole, e osservare la città che scorre davanti a noi. Persone che attraversano la strada, si fermano, ripartono, si incrociano, si trasformano. Ogni fotografia trattiene un singolo frammento dentro un quadro molto più ampio.
Nel numero 20 di IRIDE lo sguardo si posa sulla demografia come paesaggio umano che prende forma nello spazio urbano ticinese. Tra queste pagine, sulle scene catturate dall’occhio di Cristian Sommaiuolo, si innestano nuovi livelli visivi, pattern e griglie che dialogano con l’immaginario dei grafici demografici. Questi segni attraversano i corpi senza cancellarli, ma mettendoli in relazione, diventando così ritmo e linfa di una società in movimento.
La demografia, in fondo, prova da sempre a raccontare questo equilibrio fragile tra individuo e collettività. Qui i numeri tornano immagini: frammenti di vita che, insieme, compongono il disegno mutevole di una comunità.