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Strutturazione del modello di business di Kindof furniture Sagl, spin off innovativa della Ghelmimport SA

Descrizione

Kindof furniture Sagl è proprietaria di un brevetto di invenzione industriale depositato nel 2015 concernente la realizzazione di moduli espositivi filiformi realizzati in tondo d’armatura senza giunzione e piegato in almeno tre piani, ovvero di un sistema espositivo articolato realizzato combinando i moduli. I prodotti realizzabili con la tecnologia utilizzata da Kindof hanno potenzialmente un ampio mercato che, per dimensioni e caratteristiche, risulta molto diverso dal mercato di riferimento principale di Ghielmimport, casa madre di Kindof.

Lo scopo principale del progetto consiste nel comprendere i possibili scenari di sviluppo del ventaglio potenziale dei prodotti Kindof, inquadrandoli in un modello di business originale che sposi tradizione dei materiali e innovatività della loro lavorazione e delle loro applicazioni nei settori del design e dell’arredo.
Punto di partenza del mandato è stato rappresentato dalle prime quattro tipologie di prodotti già prototipati da Kindof: a) moduli espositivi/porta oggetti realizzati con il solo filo di acciaio; b) sistemi espositivi articolati realizzati con l’impiego di ripiani; c) telai di sedute da completare con elementi di seduta morbidi o rigidi e d) telai di tavoli/tavolini da completare con piani.
Al fine di raggiungere gli obiettivi del progetto, il team ha inizialmente analizzato i principali trend del mondo del design in riferimento ai prodotti Kindof per il mercato svizzero (partendo dal Canton Ticino) e il mercato Italiano, con una maggiore attenzione per il Nord Italia, specialmente Milano.
Lo strumento principale utilizzato nel progetto è stato il Business Model Canvas (BMC) grazie al quale, attraverso i nove blocchi che lo compongono, il team ha potuto mappare e di rappresentare visivamente il modo in cui l’azienda crea, distribuisce e cattura valore, focalizzandosi dapprima sui blocchi di segmenti di clientela, le relazioni con la clientela e i canali. In seguito è stata definita una proposta di valore mirata, che potesse rispondere alle esigenze dei potenziali clienti identificate nella prima parte del progetto. Per questa parte del lavoro è stato utilizzato lo strumento di Value Proposition Canvas (VPC), il quale ha permesso di progettare, testare e costruire la proposta di valore aziendale nei confronti dei clienti in maniera più strutturata e riflessiva. Infine, è stata fatta un’analisi dei costi e ricavi.
Sulla base delle analisi svolte sono stati individuati due possibili scenari con le varie opportunità e minacce alle quali potrebbe incorrere Kindof.

Team di progetto

Mario Bisicchia
Luca Brunella
Paolo Rossi

Partner di progetto

Kindof furniture Sagl
Via Cantonale 8
6850 Mezzovico
www.ghielmimport.ch

Referenti aziendali

Luca Ghielmi – Direttore

Coach SUPSI

Siegfried Alberton
Victor Blazquez

“Bigatt Hotel & Restaurant”: sviluppo di un piano marketing di un’impresa sociale pensata per il reinserimento al lavoro di persone svantaggiate ed escluse

Comunicare in maniera efficace la proposta di valore della nuova struttura

Descrizione

In primavera aprirà a Lugano-Paradiso «Bigatt», albergo/ristorante che mira ad aiutare le persone in difficoltà e a beneficio dell’assistenza, e che per questo sarà gestito come un’impresa sociale. Il progetto è gestito dalla Cooperativa Area (Area Progetti Sagl), il cui obiettivo prioritario è quello di definire e realizzare percorsi lavorativi e professionali adatti alle persone che, per ragioni diverse, sono escluse dal mercato del lavoro. Sorretta da un’esperienza più che trentennale, la Cooperativa Area crede infatti che anche le persone in difficoltà – dopo aver attraversato un percorso di lavoro costruttivo e propositivo – possano trovare nuove opportunità di inserimento professionale a medio o a lungo termine. La Cooperativa Area opera dunque in funzione della ricostruzione di questo percorso professionale, attraverso la proposta di un’esperienza d’integrazione, socializzazione, inserimento e miglioramento dello stato di salute dei propri utenti.
In linea con i propri principi, la cooperativa propone nel caso di Bigatt percorsi d’inserimento lavorativo e d’integrazione sociale a disoccupati di lungo corso che, nella vita dell’albergo-ristorante, potranno realizzare esperienze di lavoro in svariati ambiti accompagnati sia da professionisti del ramo, sia da personale con competenze socio-educative.

Il Bigatt (ex-Centro Morchino, di proprietà della Fondazione Antonietti-Crepaz, che ne ha curato l’ampia ristrutturazione) si trova in una villa d’epoca al centro di un’ampia area verde alle falde del San Salvatore. L’albergo, 3 stelle, conterà 23 camere per soggiorni corti e lunghi, mentre il ristorante avrà 60 posti. Il tutto sarà corredato con sale riunioni e multiuso, una terrazza panoramica con una splendida vista sul lago di Lugano, un piccolo bar, una piscina esterna, un grande giardino di 500 m2, una cappella, un posteggio con 22 posti interni e 15 esterni, nonché una serie di orti biologici, un frutteto e un uliveto.
La struttura, a pieno regime, darà lavoro a circa 15/20 persone in assistenza e garantirà loro una riabilitazione al lavoro e una nuova integrazione nel mercato lavorativo. Oltre a ciò, l’anima sociale del progetto si rispecchierà anche in ciò che offrirà la struttura: orientamento al biologico e al chilometro zero, con un forte legame con la cucina del territorio.
La nuova struttura vuole essere orientata ai clienti che sono alla ricerca di una struttura di accoglienza moderna con un interesse sociale, di quiete e del contatto con la natura a pochi minuti da Lugano. L’Hotel Bigatt si posiziona per rispondere ai bisogni specifici di clienti di differente tipologia: sia di tipologia business (ossia clienti che soggiornano per motivi di lavoro o per eventi), sia leisure (ossia clienti che soggiornano con l’obiettivo di rilassarsi come coppie, famiglie o gruppi di amici, amanti della natura, escursionisti e bikers). L’ambizione è quella di creare un albergo con un’identità sociale ma altresì innovativa, moderna e flessibile, con una forte relazione con la natura grazie agli ampi spazi verdi e agricoli, e con il rispetto delle tradizioni tramite la storia stessa della struttura.
L’apertura dell’albergo è prevista per il mese di aprile 2020, mentre il ristorante aprirà in maggio.

L’obiettivo del progetto è stato quello di sviluppare un piano marketing per questa impresa sociale, con particolare riferimento alla comunicazione da seguire per posizionarsi al meglio nel contesto competitivo e nella mente dei consumatori target. La proposta avanzata dal team di progetto tiene conto delle diverse peculiarità che contraddistinguono il settore alberghiero, con i rispettivi target, da quello ristorativo. Infatti, mentre il ristorante si riferisce a una clientela locale e regionale, l’albergo punta a una clientela turistica nazionale ed internazionale, così come a una clientela business. Inoltre, il piano marketing sviluppato consentirà a Bigatt di posizionarsi differentemente in maniera performante nei diversi ambiti, comunicando (in maniera offline e online) anche al pubblico target come non si è in presenza di un semplice albergo/ristorante classico, bensì di una impresa sociale.

Team di progetto

Christian De Jesus Da Cunha
Mirsad Hysenaj
Arianna Meier
Alessio Zaccone

Partner di progetto

Bigatt Hotel & Restaurant
Via Carona 4
6900 Paradiso
www.hotelbigatt.com

Referenti aziendali

Aldina Crespi – Consulente Comitato Cooperativa Area
Donatella Zappa – Direttrice Cooperativa Area

Coach SUPSI

Monica Mendini

Strategic Planning – Museo in Erba

Un nuovo business model per favorire i finanziamenti e migliorare la proposta di valore

Descrizione

Negli ultimi anni, il Museo in Erba ha dovuto affrontare il problema della diminuzione dei finanziamenti pubblici e della difficoltà di reperimento di quelli privati. Le attività che ad oggi il museo svolge sono minacciate da una forte concorrenza diretta ed indiretta, dovute all’offerta culturale ricca del territorio, ed alle numerose attività non culturali indirizzate ai bambini per il tempo libero.
L’obiettivo del progetto è quello di analizzare l’attuale modello di business del museo in modo da individuare eventuali lacune e opportunità di miglioramento, con particolare attenzione all’area dei finanziamenti e della proposta di valore, al fine di elaborare indirizzi strategici e proposte concrete per la modifica di tale modello.

Dopo un’analisi dei modelli di business utilizzati dalle varie associazioni no-profit, in particolar modo di quelle che operano nel settore della cultura, il team di progetto ha analizzato il funzionamento del Museo in Erba per definirne dettagliatamente la proposta ed il valore generato e percepito dalla clientela. Sono stati analizzati i suoi stakeholder e tramite il benchmark le associazioni dello stesso settore per cercare di evidenziare le analogie e le differenze presenti. In seguito, è stato somministrato un questionario ai clienti, sono stati analizzati i bilanci e i conti economici dal 2013 al 2017 e, per poter comprendere il metodo di raccolta fondi (in particolar modo di quelli pubblici) utilizzato, è stata effettuata un’intervista al Signor Sganzini, direttore della Divisione Cultura a Lugano.
Attraverso le analisi sono state evidenziate delle differenze sostanziali tra i finanziamenti pubblici percepiti dal museo prima del trasferimento a Lugano. Fino ad oggi il Museo in Erba non ha effettuato delle promozioni o eventi speciali per i suoi soci e questo potrebbe influire negativamente sul numero di persone disposte ad offrire sostegno all’associazione. Dal questionario sono emerse diverse lamentele riguardo gli orari e la durata degli eventi, altri riguardo la struttura e i suoi spazi, altri ancora riguardo le attività svolte e al prezzo.

La ricerca mira ad individuare raccomandazioni volte a ridurre/eliminare le difficoltà emerse in fase analitica. L’ampliamento dei segmenti di clientela si propone di rafforzare le attività indirizzate alle aziende, ai singoli adulti e agli adulti accompagnati da bambini. Si propone di introdurre una nuova modalità di raccolta fondi, quella del crowdfunding e di aggiungere un percorso sensoriale. Per poter riuscire ad attirare nuovi clienti si propone di essere più attivi sui social, andando a stimolare l’utilizzo della propria piattaforma, così come di rafforzare l’utilizzo dei blog per bambini, i quali sono molto seguiti dalle mamme. Inoltre, trasformare i locali rendendoli più vivaci e accoglienti consentirebbe di stimolare maggiormente i bambini (a tal fine si propone anche la creazione di una sorta di mascotte per attrarre i visitatori più giovani).

Team di progetto

Stefano Fumagalli
Daniele Giovannini
Valentina Mancuso

Partner di progetto

Museo in Erba
Riva Antonio Caccia 1
Central Park
6900 Lugano
www.museoinerba.com

Referenti aziendali

Loredana Bianchi

Coach SUPSI

Daniela Willi-Piezzi
Tatiana Cataldo