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Analisi di fattibilità per lo sviluppo di un bilancio ambientale e sociale (rapporto di sostenibilità) per il Comune di Locarno

Valutare gli investimenti futuri in chiave in chiave economica, sociale e ambientale

Descrizione

I 17 obiettivi dell’ONU dello sviluppo sostenibile costituiscono dal 2015 un punto di riferimento per i 193 paesi che hanno sottoscritto l’Agenda 2030: gli Stati membri dell’ONU hanno così dichiarato il loro impegno a raggiungere i 17 obiettivi entro il 2030. Al contempo diverse imprese, dando seguito all’obiettivo 17 (partnership per gli obiettivi) stanno procedendo ad integrare tali obiettivi nelle loro strategie aziendali, al fine di dare anch’esse un contributo fattivo allo sviluppo sostenibile.

La linea guida più utilizzata dalle imprese per il monitoraggio degli obiettivi e dei progressi intrapresi annualmente nell’ambito della sostenibilità, sono i Global Reporting Initiative Standards. Si tratta di una linea guida inizialmente pensata per le grandi imprese ma che negli ultimi anni sta riscuotendo un certo interesse anche da parte degli enti pubblici, del terzo settore e delle piccole e medie imprese. La diffusione di questi standard permette di creare un linguaggio comune tra enti, aziende e cittadini e di avviare rapporti di collaborazione promettenti nell’ambito della sostenibilità.

Il Municipio di Locarno desidera iniziare a progettare un primo bilancio ambientale e sociale (rapporto di sostenibilità), con l’obiettivo di ottemperare ai disposti legali in materia di sviluppo sostenibile contenuti nella Costituzione federale e nella Costituzione Cantonale e di contribuire allo sviluppo dell’Agenda 2030. Consapevoli che la redazione di un bilancio ambientale e sociale (rapporto di sostenibilità) per un Municipio che amministra una città come Locarno può rivelarsi oneroso in termini di tempo e di impiego di risorse, ha ritenuto utile avviare la collaborazione con la SUPSI nell’ambito dei progetti in azienda al fine di poter verificare la fattibilità di un percorso di rendicontazione della sostenibilità.

Il Municipio di Locarno ha deciso di elaborare un primo «bilancio ambientale e sociale (rapporto di sostenibilità)», vale a dire un primo documento sintetico con pochi indicatori – semplici, reali e misurabili – da completare nel tempo, con l’obiettivo di poter valutare gli investimenti futuri in chiave non solo economica, ma anche sociale (es. integrazione al lavoro) e ambientale (riduzione delle CO2, mobilità lenta, gestione dei rifiuti, ecc.). Al team di progetto è stato pertanto richiesto di consegnare un primo documento che possa essere di aiuto per il Municipio per procedere tra giugno 2020 e giugno 2021 ad un’integrazione delle informazioni e dei dati, per arrivare così a pubblicare un bilancio ambientale e sociale (rapporto di sostenibilità) ipoteticamente nel 2021.

Team di progetto

Mara Patrizia Escaleira Alves
Brunello Rusca
Elena Scaccia
Simone Serravalle

Partner di progetto

Comune di Locarno
Piazza Grande 18
6600 Locarno
www.locarno.ch

Referenti aziendali

Fausto Castiglione – Coordinatore Dicastero Finanze, Logistica, Informatica

Coach SUPSI

Jenny Assi

Proposta di un modello di business sostenibile per Farina Bóna

Una nuova strategia aziendale che punta sull’intera esperienza d’acquisto creando un forte legame con la clientela

Descrizione

Situata nella Valle Onsernone, area incontaminata e impervia del Cantone Ticino, l’impresa Farina Bóna si occupa della produzione e vendita di una speciale farina di granoturco e di prodotti alimentari tradizionali da essa derivati. La farina, unica nel suo genere, è ottenuta da vecchi mulini restaurati, che al ritmo del passato macinano molto finemente la granella precedentemente tostata.
Grazie anche alla passione e alla determinazione di alcuni privati, attualmente la farina bóna e i suoi prodotti derivati vengono venduti per mezzo di canali diretti e tramite la piccola e la grande distribuzione con il marchio “Slow Food”.

Per garantire un futuro sostenibile, Farina Bóna vorrebbe allargare i propri mercati di sbocco nonché la propria redditività, aumentando i volumi venduti (nel rispetto dei limiti strutturali) e puntando maggiormente sui prodotti derivati, che permettono l’ottenimento di un maggior margine. Se da un lato alcuni trend – si pensi all’importanza sempre maggiore assunta dai prodotti ottenuti in modo biologico, sostenibile e a chilometro zero – sembrano favorire la crescita di questo business, dall’altro ci sono anche molte sfide da affrontare, tra cui la produzione in una valle difficilmente raggiungibile, le risorse limitate e gli alti costi di produzione.
Il progetto di sviluppo del business non ha una valenza limitata alla specifica azienda; esso potrebbe infatti contribuire allo sviluppo economico e turistico di una zona periferica del Cantone, che tende purtroppo a spopolarsi.

L’obiettivo principale del progetto è stato quello di definire una nuova strategia aziendale, comprensiva della definizione dei clienti target, del sistema di offerta in tutti i suoi elementi, delle proposte di collaborazione ai principali interlocutori aziendali nonché delle risorse e competenze necessarie. Il nuovo modello di business punta non solo sulle caratteristiche materiali dei prodotti ma sull’intera esperienza d’acquisto, in modo tale da favorire la creazione di un forte legame tra l’acquirente e il contesto complessivo.

Team di progetto

Kristina Drinjak
Djordje Nikolic
Livia Ponzio

Partner di progetto

Farina Bóna Sagl
Via delle Scuole 15
6654 Cavigliano
www.farinabona.ch

Referenti aziendali

Ilario Garbani Marcantini – Responsabile produzione
Sergio Nizzola – Responsabile degli Esperti AMISI

Coach SUPSI

Helen Tschümperlin Moggi

Elaborazione di un business plan per analizzare la fattibilità dell’apertura del negozio sfuso

Un progetto per promuovere le pari opportunità e lo sviluppo sostenibile nella Svizzera italiana

Descrizione

L’Associazione Regionale Sviluppo Sostenibile (ARESS 2030), è un’organizzazione non-profit con sede a Minusio, nata all’inizio dell’anno 2018 con uno scopo preciso: promuovere lo sviluppo sostenibile nella Svizzera italiana in tema ambientale, sociale ed economico.
L’associazione tenta di favorire le pari opportunità e lo sviluppo sostenibile attraverso diversi progetti. Tra essi vi è il progetto Sfuso, il quale prevede l’apertura di un negozio che offra prodotti locali senza imballaggio, con lo scopo di ridurre gli sprechi e di integrare persone che, per diverse ragioni, non riescono ad accedere o a rientrare nel mondo del lavoro. Nello specifico, come risultato all’offerta di prodotti sfusi, si potrà favorire un acquisto sostenibile che permetterà di ridurre i rifiuti e gli sprechi, proteggendo così l’ambiente e il territorio Ticinese. Il secondo vantaggio che il progetto comporta consiste nella possibilità di integrare persone che hanno difficoltà a reinserirsi nella società e nel mondo del lavoro, e ciò sarà possibile grazie allo svolgimento di prestazioni di volontariato presso il negozio.

Il presente progetto mira ad analizzare la fattibilità dell’apertura del negozio attraverso l’elaborazione di un Business plan che sintetizzi i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale e al contempo determini le implicazioni economico-finanziarie che esso comporta.

Il trend dei negozi sfusi sta prendendo sempre più piede in tutta Europa, in risposta alla necessità di proteggere l’ambiente e sensibilizzare le persone ad acquistare in modo sostenibile. Sul territorio ticinese, il settore dei negozi che offrono prodotti locali e sfusi si trova in fase d’introduzione: attualmente sono presenti due negozi di questo tipo, collocati nelle zone del Luganese e del Locarnese. Al fine di occupare uno spazio di mercato ancora libero si è quindi deciso di aprire il nuovo negozio in centro a Bellinzona.

Dai dati raccolti emerge la fattibilità dell’apertura del negozio, seppure con qualche criticità. Il fenomeno in crescita e la presenza di un mercato a livello locale in cui inserirsi rendono l’idea imprenditoriale molto attrattiva e l’associazione ARESS 2030 risulta possedere le risorse e le competenze necessarie per l’apertura del negozio. Tuttavia, le previsioni economico-finanziarie evidenziano un utile solo a partire dal terzo anno di attività. Nonostante una perdita prevista per i primi due anni di attività, le previsioni indicano una crescita positiva dell’impresa nei primi tre anni di vita seppur lenta. È bene far notare che sono poche le imprese che non registrano una perdita nei primi anni di operato, per cui la situazione risulta meno critica di quanto possa apparire. Nel caso del progetto Sfuso esiste inoltre la possibilità di limitare la perdita prevista per i primi due anni limitando al massimo i costi. Un’azione molto importante che migliorerebbe e renderebbe il risultato positivo subito dal primo anno, ad esempio, è l’eliminazione della persona retribuita che verrebbe sostituita con un team di lavoro composto unicamente da persone volontarie. La gestione del negozio sarebbe in questo caso di responsabilità dalle fondatrici dell’associazione ARESS 2030.
Un’altra problematica emersa dall’analisi economico-finanziaria che bisognerebbe limitare riguarda la liquidità. Essa risulta essere molto bassa nel primo e secondo anno, non consentendo il raggiungimento del fabbisogno finanziario necessario alla continuità dell’attività. Per ovviare al problema, il team di progetto propone di raccogliere l’importo mancante come capitale sociale a fondo perso richiesto sotto forma di prestito a lungo termine, oppure di diminuire il fabbisogno con l’entrata di sussidi da parte del Cantone.

Team di progetto

Mattia Bedolla
Schamiran Korkis
Aris Piffaretti

Partner di progetto

ARESS 2030 – Associazione Regionale Sviluppo Sostenibile
Via Brione 3
6648 Minusio
www.aress2030.ch

Referenti aziendali

Pamela R. Baeriswyl-Merlini – Coordinatrice Progetto Sfuso

Coach SUPSI

Luca Berla
Rajishar Ratnam