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Nuove prospettive derivanti dall’estensione del mercato di sbocco per la vendita di piantine biologiche dell’azienda agricola CATIBIO di Caritas Ticino

Analisi economica e delle potenzialità insite nell’espansione del mercato di riferimento

Descrizione

Caritas Ticino è un’Associazione ispirata ai principi della dottrina sociale della Chiesa cattolica, con il mandato di affrontare il tema della povertà nelle sue forme storiche con gli strumenti che di volta in volta ritiene più opportuni. Suo obiettivo fondamentale è la promozione di una società solidale in cui i singoli, le famiglie e le comunità possano essere gli attori di questo processo. Per far fede a tale obiettivo, Caritas Ticino ha cercato, fin dalla sua fondazione, di dare risposta a bisogni emergenti, manifestando la propria presenza in concreti servizi, progetti e informazioni.

Tra i numerosi progetti  relativi al tema della povertà che Caritas Ticino svolge, rientrano l’attivazione e la gestione di programmi occupazionali finalizzati alla lotta contro la disoccupazione. Tra questi, si può citare quello dedicato all’orticoltura, attivo fin dal lontano 1994. Nell’azienda agricola CATIBIO, con sede a Pollegio, vengono inserite ogni anno a rotazione circa 50 persone. La produzione dell’azienda è incentrata sugli ortaggi che, di regola, il mercato locale non propone; ciò al fine di evitare una concorrenza sleale nei confronti delle aziende “classiche” attive nel settore. Il lavoro raggiunge l’apice nella stagione estiva e prevede la gestione dell’intera filiera, dalla piantagione alla produzione e al raccolto dei diversi prodotti, i quali vengono poi consegnati alla TIOR- FOFT di Cadenazzo (Federazione ortofrutticola ticinese) e venduti nella grande distribuzione, oppure direttamente in azienda. Dal 2013 l’attività è riconosciuta ufficialmente con il marchio GEMMA di Bio Suisse, che attesta la presenza di una produzione biologica riconosciuta. L’attività, impegnativa dal punto di vista fisico, è offerta sia alle donne (normalmente per i lavori più leggeri, quali la raccolta e l’inscatolamento), sia agli uomini (per le attività di piantagione, cura, manutenzione e raccolta). Dal 2012 è stato dato avvio anche a un’attività di apicoltura, con la produzione di miele biologico.

CATIBIO offre, tra le altre cose, la possibilità di acquistare piantine biologiche di stagione. Con riferimento alla produzione e alla vendita di tali piantine, al team di progetto è stato richiesto di analizzare le potenzialità insite nell’espansione del mercato di riferimento verso la Svizzera interna, a fronte di un’attività produttiva che resterebbe a Pollegio. Più precisamente, l’obiettivo del progetto è stato quello di mappare gli attori presenti nel suddetto territorio, proponendo logiche di distribuzione dei prodotti adeguate al nuovo mercato e valutando la convenienza economica complessiva dell’operazione.

Team di progetto

Sarah Breguet
Alessandro Fusco
Matea Nogic
Silvia Vassalli

Partner di progetto

Caritas Ticino
Via Merlecco 8
6963 Pregassona
www.caritas-ticino.ch

Referenti aziendali

Stefano Frisoli – Vicedirettore e responsabile di sede
Giuseppe Crosta

Coach SUPSI

Domenico Ferrari
Monica Mendini

Proposta di un modello di business sostenibile per Farina Bóna

Una nuova strategia aziendale che punta sull’intera esperienza d’acquisto creando un forte legame con la clientela

Descrizione

Situata nella Valle Onsernone, area incontaminata e impervia del Cantone Ticino, l’impresa Farina Bóna si occupa della produzione e vendita di una speciale farina di granoturco e di prodotti alimentari tradizionali da essa derivati. La farina, unica nel suo genere, è ottenuta da vecchi mulini restaurati, che al ritmo del passato macinano molto finemente la granella precedentemente tostata.
Grazie anche alla passione e alla determinazione di alcuni privati, attualmente la farina bóna e i suoi prodotti derivati vengono venduti per mezzo di canali diretti e tramite la piccola e la grande distribuzione con il marchio “Slow Food”.

Per garantire un futuro sostenibile, Farina Bóna vorrebbe allargare i propri mercati di sbocco nonché la propria redditività, aumentando i volumi venduti (nel rispetto dei limiti strutturali) e puntando maggiormente sui prodotti derivati, che permettono l’ottenimento di un maggior margine. Se da un lato alcuni trend – si pensi all’importanza sempre maggiore assunta dai prodotti ottenuti in modo biologico, sostenibile e a chilometro zero – sembrano favorire la crescita di questo business, dall’altro ci sono anche molte sfide da affrontare, tra cui la produzione in una valle difficilmente raggiungibile, le risorse limitate e gli alti costi di produzione.
Il progetto di sviluppo del business non ha una valenza limitata alla specifica azienda; esso potrebbe infatti contribuire allo sviluppo economico e turistico di una zona periferica del Cantone, che tende purtroppo a spopolarsi.

L’obiettivo principale del progetto è stato quello di definire una nuova strategia aziendale, comprensiva della definizione dei clienti target, del sistema di offerta in tutti i suoi elementi, delle proposte di collaborazione ai principali interlocutori aziendali nonché delle risorse e competenze necessarie. Il nuovo modello di business punta non solo sulle caratteristiche materiali dei prodotti ma sull’intera esperienza d’acquisto, in modo tale da favorire la creazione di un forte legame tra l’acquirente e il contesto complessivo.

Team di progetto

Kristina Drinjak
Djordje Nikolic
Livia Ponzio

Partner di progetto

Farina Bóna Sagl
Via delle Scuole 15
6654 Cavigliano
www.farinabona.ch

Referenti aziendali

Ilario Garbani Marcantini – Responsabile produzione
Sergio Nizzola – Responsabile degli Esperti AMISI

Coach SUPSI

Helen Tschümperlin Moggi