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Servizi: Risorse didattiche, Eventi e Comunicazione

Dal 1° settembre presso il DFA è attivo il nuovo servizio Risorse didattiche, Eventi e Comunicazione (REC), che concretizza una delle dimensioni della strategia 2013/2016 del Dipartimento. Obiettivo del REC è coordinare la produzione e la diffusione di materiali didattici a uso interno e per l’insegnamento, lavorando sia sui supporti tradizionali sia con i media digitali. L’intenzione è quella di valorizzare le numerose risorse didattiche prodotte da collaboratori e studenti, ma anche di rendere accessibili proposte dei docenti delle scuole ticinesi. Per dare agio a questo lavoro di sperimentazione, il DFA ha allestito, nel piano seminterrato che ospita il Centro Documentazione, un piccolo spazio di laboratorio, aperto sia agli studenti del DFA che ai docenti delle scuole. Il REC è incaricato anche di coordinare, sostenere e documentare i numerosi eventi interni ed esterni promossi dal DFA e di gestire la comunicazione istituzionale interna ed esterna in collaborazione con il Gruppo Comunicazione SUPSI.

Per segnalare un materiale didattico da diffondere o per prendere contatto con il laboratorio del REC: dfa.rec@supsi.ch

Pubblicazioni: Il gatto ha ancora gli stivali?

È da qualche giorno in libreria il volume Il gatto ha ancora gli stivali? che restituisce le conferenze dell’omonimo convegno svoltosi al Teatro di Locarno il 28 agosto dell’anno scorso, alla presenza di un numeroso pubblico, per lo più composto da insegnanti e studenti. Il convegno è dunque diventato un libro che, nelle intenzioni dei curatori, è dotato di vita propria. Un libro con l’anima, che non mancherà di ravvivare la riflessione nata un anno fa attorno a un tesoro che sembrava perduto: i classici per ragazzi. Oltre che nelle principali librerie del Cantone, il volume può essere ordinato direttamente presso l’editore o la segreteria del DFA.

A cura di Dario Corno, Simone Fornara, Adolfo Tomasini, “Il gatto ha ancora gli stivali? Perché leggere i classici per ragazzi, oggi e domani”, Armando Dadò Editore, Locarno, 2013, p. 148, ISBN 978-88-8281-368-0
Ordinazioni: dfa.fc@supsi.ch

Educazione socio-emotiva: una chiave per il successo

Imparare a conoscere e gestire le proprie emozioni nella scuola e nella vita

Il prossimo 30 dicembre 2013 concluderà le sue attività il progetto Call them Emotions (Chiamale Emozioni ), intervento con ricerca attivato dai docenti-ricercatori Davide Antognazza e Luca Sciaroni, coadiuvati da Lorenza Rusconi-Kyburz, Anne Careen Schrimpf e Jone Galli, e cofinanziato con 500.000 CHF dalla Fondazione Jacobs di Zurigo. Il progetto, finalizzato a supportare lo sviluppo delle competenze sociali ed emotive negli allievi di scuola dell’infanzia e dei primi due anni di scuola elementare, ha riguardato circa 1000 bambini e aveva i seguenti obiettivi: 1. migliorare l’abilità degli insegnanti nel fornire un’educazione socio-emotiva ai loro allievi; 2. migliorare le competenze socio-emotive dei bambini; 3. identificare i fattori che sono associati ad una effettiva implementazione di programmi di educazione socio-emotiva e produrre un documento adatto ad essere ampiamente diffuso; 4. introdurre l’educazione socio-emotiva nel curriculum scolastico e nella formazione dei docenti a livello cantonale.

I risultati della ricerca, valutati principalmente in termini qualitativi, saranno disponibili a partire da febbraio 2014, ma già fin d’ora è possibile affermare che l’intervento si è dimostrato efficace per aiutare un gran numero di bambini a riconoscere le emozioni negli altri, a dare un nome alle proprie emozioni, ad apprendere un vocabolario emotivo e a imparare alcune semplici strategie di gestione della rabbia e di “ritorno alla calma” quando sono confrontati con situazioni di agitazione. Il progetto è stato molto apprezzato dai più di 60 insegnanti che hanno implementato per due anni nelle loro classi e sezioni i principi dell’educazione socio- emotiva, ha contribuito all’avvio di corsi sul tema nei programmi Bachelor e Master del DFA e verrà raccontato in due libri in uscita nell’estate 2014.

Maggiori informazioni sulle future proposte pedagogiche all’indirizzo:
http://dfa-blog.supsi.ch/chiamalemozioni/

Formazione continua: nuove proposte dalla didattica della matematica all’educazione sessuale

Al via le nuove proposte di formazione continua del DFA

Il Certificato di studi avanzati (CAS) Didattica della matematica iniziato a settembre, intende avviare un percorso di formazione in ambito matematico secondo il nuovo piano di studio della scuola dell’obbligo previsto per il I ciclo (scuola dell’infanzia compresa) e il II ciclo, tenendo conto dei tre ambiti di competenza: “Numeri e calcolo”, “Geometria” e “Grandezze e misure” e degli aspetti che favoriscono negli allievi la mobilitazione di competenze in matematica. L’intento del CAS è inoltre di creare un gruppo di riferimento rappresentativo del territorio per quanto concerne l’interesse per la matematica e la sua didattica con il quale condividere, progettare, sperimentare e diffondere proposte significative. I membri di tale gruppo diventeranno accompagnatori/formatori del corso di formazione organizzato in moduli rivolto a docenti di scuola dell’infanzia e elementare, che partirà dall’anno scolastico 2014/15. Il CAS educazione alla sessualità e all’affettività, che partirà nel corso del 2014, intende formare figure in grado di assumere la funzione di consulente-formatore per l’educazione alla sessualità e all’affettività.

L’educazione sessuale richiede al docente di sviluppare competenze e attitudini che permettano di vivere e considerare la sessualità in modo armonioso, dando il giusto risalto alla dimensione affettiva ed etica. Non comporta solamente l’insegnamento della dimensione conoscitiva, legata allo sviluppo biologico della sessualità (sapere), ma deve considerare anche le dimensioni emotive e relazionali (saper essere), ovvero il rispetto di sé e dell’altro, nonché la capacità di sentire le proprie emozioni e di saperle gestire. Con questo ciclo di studio s’intende pertanto formare dei consulenti-formatori a cui i docenti potranno rivolgersi per incrementare questo tipo di competenze e per essere sostenuti e convenientemente accompagnati al momento della definizione e della realizzazione di percorsi di approfondimento in questo campo importante e delicato.

Una giornata per la punteggiatura

In Ticino per la prima volta una giornata dedicata all’uso, all’apprendimento e alla didattica dell’interpunzione

Negli Stati Uniti il 24 settembre di ogni anno è il National Punctuation Day: una giornata per sensibilizzare ogni tipo di scrivente sul rispetto della punteggiatura, considerata dagli studiosi uno degli aspetti centrali per la costruzione del testo scritto.In Canton Ticino faremo qualcosa di simile: il 4 dicembre del 2013 sarà infatti celebrata La giornata della punteggiatura. Divisa in due sessioni, prevede al mattino (al DFA) alcuni laboratori riservati a bambini di scuola elementare e al pomeriggio (presso il Teatro di Locarno) una serie di relazioni accademiche e divulgative, più una sorpresa letteraria con la collaborazione di Daniele Dell’Agnola nel tentativo di trovare risposte a interrogativi che accomunano studiosi e scriventi di ogni tipo: perché è così difficile usare bene la punteggiatura? È vero che i segni di punteggiatura corrispondono a pause “del respiro” di diversa lunghezza? A che punto è la didattica dell’interpunzione? Come si può facilitarne l’apprendimento nei giovani? La sessione pomeridiana (dalle ore 14.00 alle ore 18.00), moderata da Dario Corno, avrà come ospite d’eccezione Giuseppe Patota, professore di Storia della lingua italiana presso l’Università di Siena-Arezzo e autore di libri divulgativi sui dubbi dell’italiano parlato e scritto di oggi di grande successo. La giornata, organizzata dal Centro di competenza di didattica dell’italiano e delle lingue nella scuola (DILS), sarà l’occasione per presentare il volume a cura di Silvia Demartini e Simone Fornara “La punteggiatura dei bambini. Uso, apprendimento e didattica” (Roma, Carocci, 2013), resoconto delle ricerche e delle sperimentazioni condotte negli anni passati presso il DFA, con i contributi, oltre ai due curatori, di Luca Cignetti, Dario Corno e Boris Janner. La sessione pomeridiana, rivolta in primo luogo a docenti di scuola elementare e media, è aperta al pubblico e vedrà la partecipazione di numerosi studenti del Dipartimento.

Iscrizioni: dfa.fc@supsi.ch

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Piazzaparola a Locarno con il DFA

170 allievi della scuola elementare hanno incontrato Giovanni Boccaccio nella corte del Castello Visconteo

La III edizione di Piazzaparola, tradizionale manifestazione letteraria ospite di Lugano, ha raggiunto quest’anno Locarno con un evento speciale che il 12 settembre ha visto protagoniste alcune classi di quinta elementare. A settecento anni dalla nascita, Piazzaparola ha reso omaggio a Giovanni Boccaccio e nella corte interna del Castello Visconteo 170 allievi hanno partecipato a Intendo di raccontare cento novelle nel pistelenzioso tempo – Una festa con Giovanni Boccaccio: tutti insieme nei suoi anni! La festa ha proposto, in uno scenario medioevale, il racconto di due novelle tratte dal Decameron recitate da Sara Giulivi e Tatiana Winteler, con il supporto della musica del gruppo Greensleeves, delle illustrazioni di Dario Bianchi e l’animazione dei giocolieri della Scuola Teatro Dimitri. A presentare l’evento Silvia Demartini, ricercatrice del DFA in Didattica dell’Italiano. L’evento, ideato e curato da Adolfo Tomasini (già Direttore delle Scuole Comunali di Locarno) e da Michele Mainardi (direttore del DFA), ha visto la collaborazione di diversi colleghi del Dipartimento e della Scuola Teatro Dimitri. L’organizzazione e la realizzazione della festa è stata resa possibile anche dalla generosa disponibilità della Città di Locarno. La speranza con cui è nato questo primo incontro dei giovanissimi con Giovanni Boccaccio, il basso medioevo e la cultura dell’epoca, è di andare oltre il bel momento di intelligente divertimento nei primi giorni dell’anno scolastico. Per questo, il lavoro si è spinto ben oltre la giornata del 12 settembre. Un primo incontro con i maestri ha avuto luogo già nel giugno scorso, mentre in agosto il DFA ha fornito alcuni spunti per itinerari didattici relativi all’italiano, alla contestualizzazione storica e alle arti, oltre – naturalmente – ad alcune altre novelle tratte dal Decameron e adattate all’età dei ragazzi.

Informazioni e fotografie: www.tinyurl.com/piazzaparola-dfa

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Scuola, musica e cultura

Continua la tradizione dei concerti per le scuole con un viaggio nel Medioevo

I “Concerti per le scuole” sono ormai diventati un’affermata consuetudine proposta alle scuole dell’infanzia, elementari e speciali del Locarnese. Nati nel dicembre del 1991 per volontà dell’Accademia Vivaldi e del suo presidente dell’epoca, Tino Previtali, sono stati ampliati e modificati nei contenuti a partire dal dicembre del 1998, quando nell’organizzazione sono entrati Adolfo Tomasini, all’epoca direttore delle scuole comunali di Locarno, e Giovanni Galfetti, docente di edu- cazione musicale dell’allora Scuola magistrale; dall’anno scolastico 2004/05 anche l’ASP prima e il DFA dopo sostengono concretamente l’evento. All’obiettivo primario – offrire delle occasioni per ascoltare buona musica dal vivo – si è voluta aggiungere ai concerti una componente “teatrale” o, in ogni modo, discorsiva, affinché ogni proposta fosse originale, adatta a ogni pubblico e ben fruibile senza una preparazione specifica. Dal 1991 a oggi il pubblico ha superato i 100 mila spettatori sull’arco di 46 edizioni. In particolare, dall’anno della riorganizzazione, sono stati realizzati 35 spettacoli, per complessive 188 repliche e 85 mila spettatori. Dal punto di vista strettamente musicale in questi anni si sono alternati solisti e intere orchestre, così come i generi sono risultati molto diversificati: dalla musica classica al jazz, dal rock alla lirica, alla musica etnica. Nel solco della tradizione, anche questo anno saranno proposti tre appuntamenti. Il 16 e il 17 dicembre (giornalmente alle 09.00, alle 10.15 e alle 14.30) andrà in scena Voci dal Medioevo, racconti, immagini e musiche del medioevo con il gruppo Greensleeves fondato da Paolo Tomamichel e le narratrici Silvia Demartini e Sara Giulivi, entrambe ricercatrici al Dipartimento formazione e apprendimento. Il 17 e il 18 marzo seguirà un concerto- spettacolo-lezione centrato sulla importanza e il ruolo della musica nel cinema, con il pianista Roberto Olzer e il critico musicale Gino Buscaglia. Per terminare, mercoledì 30 aprile il Teatro di Locarno, sede ormai storica, ospiterà l’Orchestra della Svizzera italiana (due repliche).

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Editoriale

Con il numero 1 inizia ufficialmente l’esperienza del foglio informativo del DFA. Un foglio nato per essere al passo con i tempi? … con le mode? … con il principio emergente e ormai affermato del “informo quindi sono”? Certamente no! Significativo, rispetto alle intenzioni, sarà l’interesse e il senso che il foglio saprà cogliere e assicurare nel corso del tempo per gli studenti, i collaboratori, i partner del Dipartimento e tutti gli altri portatori di interesse verso la nostra attività. In questo numero: un primo riscontro sul modello di formazione parallelo alla professione per i candidati all’insegnamento nella scuola media e una rassegna di realizzazioni, proposte culturali e didattiche che illustrano l’iniziativa interna e la crescente presenza di offerte aperte alla regione che ci ospita. Eventi che attestano della vivacità dei collaboratori e della ricettività di comuni, docenti, popolazione e studenti. Le giornate della punteggiatura, della sostenibilità, di Matematicando, per citarne alcune, sono delle belle realtà che assieme a tutto quanto si svolge in maniera forse meno visibile ma non meno importante all’interno del Dipartimento, qualificano il lavoro e la motivazione di chi le propone e di chi ne raccoglie l’invito all’insegna della volontà di fare scuola con passione, disponibilità e competenza.

Michele Mainardi

Futuri docenti e lavoratori

Da settembre la formazione dei docenti per le scuole medie segue il modello parallelo alla professione

In primavera il Gran Consiglio ha approvato una modifica di legge che permette lo svolgimento di attività come docente di scuola media già durante la formazione. Questa modifica ha aperto la strada a un’importante evoluzione nei piani di studio del DFA: con l’inizio dell’anno accademico 2013/2014 ha infatti preso avvio la nuova formazione dei docenti di scuola media secondo il modello parallelo alla professione, in sostituzione della formazione a tempo pieno. La revisione della formazione ha interessato soprattutto la distribuzione dei corsi sui due anni e ha portato a una revisione completa del calendario. Concretamente, gli studenti che si formano per diventare docenti di scuola media sono occupati solo il lunedì e il mercoledì pomeriggio con corsi al DFA e al giovedì presso una sede di scuola media per svolgere la pratica professionale. Rimane una quota importante di tempo a disposizione per conciliare la propria formazione con eventuali attività professionali o familiari. Grazie alla flessibilità permessa dalla nuova legge, quest’anno sono stati assegnati incarichi d’insegnamento fino a metà tempo a studenti in formazione al I anno al DFA in matematica, educazione visiva, arti plastiche, francese, tedesco, geografia e, anche se in misura più limitata, in scienze naturali. Per queste persone, l’incarico d’insegnamento nel settore sostituisce la pratica professionale richiesta nell’ambito della formazione stessa. La fase di ammissione ha dimostrato ampiamente quanto questa nuova formula corrisponda alle esigenze dei futuri docenti. Più di 300 candidati con ottimi profili, di cui più della metà provenienti dal Ticino, hanno formulato domanda di ammissione di fronte a una disponibilità di circa 80 posti di formazione. Questi dati confermano la forte attrattiva che la professione docente ancora esercita. Significative le differenze nei numeri di candidati all’ammissione tra le diverse materie: mentre in alcune materie, come ad esempio l’italiano e la storia, il numero di candidati ha superato di gran lunga il numero di posti disponibili, arrivando a rapporti di cinque candidati per posto, in altre materie, come il francese e il tedesco, il numero di candidati era già in partenza inferiore al numero di posti disponibili. La nuova formazione è stata concepita per essere compatibile con i requisiti della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) per il riconoscimento intercantonale della formazione. Una domanda di riconoscimento in tal senso è stata inviata, tramite il DECS, a inizio settembre 2013; una decisione è attesa entro un anno. In funzione del riconoscimento, i diplomati del DFA con il nuovo modello parallelo alla professionale potranno, al pari di coloro che si sono formati con il modello a tempo pieno, insegnare in qualsiasi cantone svizzero.

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Editoriale

Con il numero “zero” prende vita InFormazione, una bacheca virtuale voluta per dare risalto e visibilità a temi, notizie e fatti d’attualità che caratterizzano il nostro dipartimento e le sue relazioni con la scuola, la formazione e la ricerca. Una vetrina informativa e illustrativa a complemento del dialogo che quotidianamente, in forma individuale, settoriale e/o disciplinare, ma certamente frammentata e frammentaria, il singolo settore e il singolo attore del DFA intrattengono con il mondo della scuola, con l’opinione pubblica e con il mondo della formazione universitaria e della ricerca in generale. InFormazione nasce con un’unica attesa, quella di poter rapidamente diventare una lettera informativa gradita a tutte le persone che s’interessano alla formazione e alla scuola dentro e fuori i confini della Svizzera italiana.

Michele Mainardi

I docenti, chiave di volta della scuola

Nuovo piano di formazione per la scuola dell’obbligo: quale formazione continua? Appunti dalla giornata di riflessione del 27 aprile, organizzata assieme alla Divisione Scuola.

Lo sviluppo del nuovo piano di formazione per la scuola dell’obbligo è un processo che tocca da vicino tutta la scuola ticinese. La giornata di riflessione ha voluto offrire l’opportunità di approfondire il dibattito e coinvolgere nel confronto docenti, quadri scolastici, studenti e formatori dei diversi settori. Ha aperto i lavori l’on. Bertoli che, oltre ad annunciare l’imminente avvio della consultazione per la nuova legge sull’aggiornamento, ha messo l’accento su alcuni aspetti centrali quali la rivisitazione del concetto di scuola dell’obbligo a partire da una riflessione sui contenuti e la centralità dell’insegnante come professionista dell’educazione. Il direttore del DFA, ha ribadito come sia la formazione che la ricerca debbano innestarsi e sintonizzarsi in un processo di valorizzazione della qualità delle riflessioni e delle realizzazioni già presenti nella scuola. Ha poi ricordato l’importanza delle condizioni di attuazione, valorizzazione e accomodamento concettuale e istituzionale delle esperienze individuali e collettive del “fare scuola”. Un tema ripreso anche nell’intervento del direttore della Divisione Scuola Berger, che ha indicato nell’insegnante la chiave di volta per la qualità della scuola, che deve essere vista come portatrice di un ricco capitale professionale. Da queste visioni nasce l’impegno per la formazione iniziale e continua dei docenti, e per garantire condizioni strutturali che facciano crescere collaborazione e fiducia reciproca. La mattinata ha dato quindi spazio a quattro esperienze: la continuità educativa a partire dall’esperienza dell’insegnamento del francese tra SE e SM; la formazione per competenze a partire da un esempio di formazione dei docenti di scienze; l’insegnamento interdisciplinare in matematica, geografia e italiano a partire da alcune esperienze alla SM di Acquarossa; e le modalità di educazione alla cittadinanza sviluppate nell’istituto scolastico di Agno. Le sessioni del pomeriggio hanno preso spunto da queste esperienze per riflettere sulle necessità e opportunità in termini di formazione continua, in un’ottica di pluralità di offerta e di percorsi. Il direttore dell’Ufficio Insegnamento Medio Vanetta ha concluso i lavori illustrando le prossime tappe nell’elaborazione del nuovo piano di formazione. La giornata di riflessione ha mostrato che il dialogo è vantaggioso e che nell’interazione acquistano visibilità e ricchezza le competenze e le esperienze della nostra scuola: una risorsa fondamentale in cui investire anche in futuro.

Internationalization@home, echi dalla Finlandia

Il progetto di scambi internazionali del DFA mira a sensibilizzare docenti e studenti all’internazionalità, creando occasioni di incontro sulla scuola e la formazione dei docenti in altri paesi.

Nel mese di marzo il DFA ha ospitato Muusa Lehti, docente di musica e formatrice di docenti presso la University of Eastern Finland di Joensuu, che ha passato due settimane al DFA in staff mobility nell’ambito del suo lavoro di dottorato.

L’interessantissima presentazione sul sistema educativo finlandese e sulla formazione dei docenti, che la collega ha tenuto a Locarno, ha evidenziato che autonomia, alto profilo dei docenti, responsabilità condivisa, trasversalità delle discipline dell’area espressiva, fiducia e collaborazione sono le parole chiave della realtà scolastica finlandese. Il sistema di formazione dei docenti della University of Eastern Finland di Joensuu è molto simile a quello ticinese e ha una struttura che prevede parallelismi e interazioni tra le lezioni svolte in aula e le pratiche professionali, così come tra i moduli dell’ambito delle scienze dell’educazione con quelli delle varie discipline.

La Scuola dell’Infanzia è invece, a detta della nostra ospite, sottostimata nel suo paese. Questo settore scolastico è stato fonte di grande interesse per la signora Lehti, e segnalato nel suo rapporto come best practice insieme ad alcuni elementi della nostra formazione che l’hanno particolarmente colpita: la struttura delle Pratiche Professionali continuate; la co-docenza, nei corsi applicativi, di un didatta disciplinare con uno di scienze dell’educazione; la presenza nella formazione Bachelor di tutte le discipline dell’area espressiva.

All’interno del nostro progetto di Internationalization@home, stiamo ospitando per un semestre Polina Kiritsopoulou, dottoranda di Atene, che, nell’ambito degli scambi Erasmus, studia l’uso delle nuove tecnologie nell’insegnamento delle arti visive. Inoltre, durante la prima settimana di maggio, abbiamo accolto Silvia Szpes, docente di scienze dell’educazione della Haute Ecole Albert Jacquard di Namur in Belgio, e abbiamo svolto un Pomeriggio internazionale, rivolto agli studenti Bachelor in collaborazione con il Franklin College di Lugano e la Scuola Teatro Dimitri.

 

La formazione continua certificata

I nuovi Certificati di studi avanzati (CAS) abilitanti, tematici e disciplinari.

La formazione continua offerta dal DFA è guidata da alcuni principi fondamentali che sono stati definiti per rispondere da un lato alle richieste di una formazione continua di livello universitario, dall’altro ai bisogni e alle richieste dei docenti attivi nella Svizzera italiana. Il DFA offre tre tipologie di corsi: corsi brevi, corsi brevi certificati e corsi certificati di studi avanzati.

Se per i corsi brevi esiste una continuità con quanto si offre da anni, per gli altri due tipi di corso si introduce la novità della certificazione, basata sui principi della formazione di adulti. La certificazione, in ECTS, è incentrata sulla produzione e/o discussione di materiali e documentazione inerenti alla propria pratica professionale ed è parte integrante del percorso formativo. Di regola, delle ore di un corso di formazione continua, circa il 30% è rappresentato da ore di lezione, mentre il resto è assegnato ad attività che il docente svolge personalmente (progettazione e realizzazione di attività in classe, studio e lettura individuali, redazione dossier).

Per l’anno accademico 2013/2014 proponiamo una nuova struttura di Certificato di studi avanzati (CAS, corsi di formazione continua di lunga durata con interazioni tra teoria e pratica), basata su tre tipologie: abilitante, tematico e disciplinare.

Per i CAS abilitanti, i corsi da seguire sono obbligatori, mentre per gli altri due tipi di CAS esiste la possibilità di seguire – oltre ad alcuni corsi obbligatori – corsi brevi certificati opzionali. Una parte del tempo di formazione di un CAS è da effettuarsi in stretta interazione con la pratica professionale e prevede degli accompagnamenti. Un CAS è ottenibile dopo avere seguito un insieme di corsi brevi certificati inquadrati da un piano di studi la cui somma di ECTS è di almeno 10, entro un periodo tra 2 e 5 anni. L’obiettivo principale che accomuna CAS e corsi brevi certificati è costruire competenze professionali nell’ambito di interesse.

Oltre ai sei CAS che continuano (vedi sito web), nel prossimo anno accademico verranno offerti due nuovi corsi di lunga durata. In particolare, per il settore primario un corso in didattica dell’italiano e uno sul tema della multiculturalità, organizzato in collaborazione tra i dipartimenti DFA, DSAS e DSAN della SUPSI.

Vedi anche www.supsi.ch/dfa/formazione-continua.html

Un anno di eventi

Quest’anno accademico è stato arricchito dalle numerose occasioni di incontro e di dialogo organizzate in collaborazione con DECS, GrussTi, SMASI, IUFFP, le Città di Locarno e Bellinzona, le Alte Scuole Pedagogiche di Vallese e Grigioni, éducation21, Coscienza Svizzera e altri. Ecco i principali incontri che ci hanno accompagnato nel corso dell’anno.

Il gatto ha ancora gli stivali? Perché leggere i classici a scuola, oggi e domani. Con P. Boero, D. Corno, W. Forchesato, F. Merlini, R. Martinoni, S. Fornara, M. Gamba e F. Antonini (28.8.12).

Valorizzare tutte le lingue nella scuola. Convegno nazionale al Monte Verità con HEPVS e PHGR (1.10.12).

Far crescere i giovani nella decrescita. Con M. Geronimi-Stoll (1.10.12).

L’educazione delle persone con handicap dagli anni ’60 a oggi. Con A. Canevaro e M. Mainardi (2.10.12).

Educazione allo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile e l’economia. Con éducation21 (2.10.12).

L’invention des formules mathématiques élémentaires. Con J. Dhombres (2.10.12).

Cultura di pace nella scuola. Sguardi sull’esperienza latino-americana. Con A. Lovo (18.10.12).

Convegno nazionale IRUAS – International Relations, Universities of Applied Sciences of Switzerland. Con Pietro Veglio (1.11.12).

Vivere la scuola in Ecuador, Kenya e Togo. Esperienze di cinque studenti bachelor del DFA (6.12.12).

Jean-Jacques Rousseau “semi ad usum praesentis” a conclusione dell’anno rousseauiano. Con F. Merlini, M. Bertoli, R. Malacrida, M. Mainardi, B. Sebaste, L. Bertola, F. Zambelloni, M. Ostinelli e V. Pedroni (6.12.12).

Le regole a casa e a scuola: dallo scontro all’incontro. Con M. Polito (27.2.13).

La Svizzera nei suoi rapporti con l’italianità e con l’Italia: i contributi. Con L. Caracciolo, R. Martinoni, O. Mazzoleni e M. Ostinelli (1.3.13).

Cosa e come impariamo? Ciclo di conferenze con F. Zambelloni, F. Antinucci e A. Crivelli (primavera 2013).

Ricerca: Il fondo Gianini

La memoria del proprio passato può essere la sorgente per costruire il futuro. Per questo, i ricercatori del Centro Scuola e Società del DFA hanno dato vita al Fondo Gianini, che raccoglie circa 2000 documenti tra programmi scolastici, libri di testo, quaderni, manoscritti, libri di pedagogia e altro materiale didattico inerente al mondo della scuola ticinese dal 1745 al 1950. I documenti sono stati catalogati e adeguatamente archiviati presso il Centro di documentazione, dove sono a disposizione di studiosi, docenti e studenti. Un primo ambito di valorizzazione è il progetto del Fondo Nazionale Svizzero “La costruzione sociale del sapere scolastico”, in collaborazione con l’Università di Zurigo. L’ampliamento del Fondo Gianini è un progetto in continua evoluzione che richiede il contributo di tutti coloro che condividono l’importanza scientifica e culturale di questa iniziativa e che possono mettere a disposizione materiale scolastico storico.

Ricerca di materiale d’archivio per il fondo Gianini: www.supsi.ch/dfa/dipartimento/serviz i/centro-documentazione/Fondo-Gian ini.html

Didattica: Educare alla lettura

Il volume, curato da Enzo Catarsi, specialista di pedagogia dell’infanzia e della famiglia, prende spunto dal materiale presentato ad un convegno organizzato dal Centro Studi “Bruno Ciari” a conclusione di un corso di formazione continua che ha coinvolto per due anni scolastici (2008- 2009) educatrici di nido e di scuola dell’infanzia della Regione Toscana. Nei sei capitoli proposti, gli approfondimenti riguardano il ruolo della famiglia, le emozioni della lettura, l’importanza dell’illustrazione, la narrazione, la costruzione di storie e lo sviluppo del linguaggio. Tutti gli interventi sono riassunti e analizzati in tre, quattro o cinque pagine arricchite da esempi concreti o da questionari, nonché da una bibliografia pertinente ed essenziale.

Catarsi, E. (Ed.), (2011). Educazione alla lettura e continuità educativa. Bergamo: Edizioni junior.