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Cambio di denominazione da “FTIA” a “inclusione andicap ticino”: quali ripercussioni?

Come misurare il grado di conoscenza e la notorietà del nuovo brand

Descrizione

inclusione andicap ticino è un ente di pubblica utilità senza scopo di lucro che difende i diritti delle persone con disabilità in Ticino. È finanziata da contributi pubblici, donazioni private e dalla vendita dei servizi e prodotti commerciali che è in grado di offrire.
Nata nel 1973, da allora partecipa alla realizzazione di una società più rispettosa delle esigenze delle persone con disabilità. L’associazione promuove e favorisce l’inclusione delle persone con andicap lottando contro l’emarginazione e migliorando la loro qualità di vita dal punto di vista sociale, culturale ed economico.

Nel 2017 l’associazione è stata protagonista di un importante cambiamento: l’assemblea dei soci ha approvato la ridenominazione dell’ente, come da proposta del Comitato, da Federazione Ticinese Integrazione Andicap (FTIA) a inclusione andicap ticino, per allinearsi maggiormente alla nuova terminologia definita dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Il cambio di denominazione ha inevitabilmente comportato anche un aggiornamento della veste grafica: il nuovo logo dell’associazione è stato presentato in anteprima durante una conferenza stampa tenutasi nell’ottobre 2016. In breve tempo anche tutti gli strumenti di comunicazione sono stati allineati alla nuova immagine; pure il sito internet e la rivista associativa sono stati ristrutturati nei loro contenuti e rinnovati graficamente.

La sede dell’ente si trova all’interno del nuovo Comune di Bellinzona, nel quartiere di Giubiasco. Lo scopo del progetto è stato quello di rilevare, a tre anni di distanza dal cambio di denominazione, la conoscenza dell’ente inclusione andicap ticino sul territorio della Nuova Bellinzona. Al fine di esplorare tale conoscenza, al team di progetto è stato pertanto richiesto di realizzare un’indagine conoscitiva presso la popolazione target e di proporre eventuali nuove modalità di promozione del brand attraverso attività e/o eventi mirati.

Team di progetto

Dylan Damiano Ammann
Vanessa Baffinato
Rossella Menafoglio
Nishaa Sellathamby

Partner di progetto

inclusione andicap ticino
Via Linoleum 7
6512 Giubiasco
www.inclusione-andicap-ticino.ch

Referenti aziendali

Sara Martinetti – Responsabile comunicazione

Coach SUPSI

Christine Butti
Angela Lisi

Una visione per il futuro dei servizi sociali della città di Locarno

Analisi critica della situazione attuale dei servizi sociali del Comune di Locarno e proposta di possibili soluzioni organizzative

Descrizione

La città di Locarno, in quanto polo di riferimento per tutta la regione del Locarnese, riveste un ruolo importante nell’erogazione di servizi regionali e di supporto verso gli altri comuni della regione nelle soluzioni in ambito sociale. Ambito in cui emerge la necessità di razionalizzare gli aspetti organizzativi e di erogazione dei servizi, divenuti sempre più complessi.

Con questo progetto il municipio di Locarno persegue una maggiore efficacia ed efficienza dei servizi sociali della città mediante l’integrazione degli aspetti amministrativi (back office) e socio-educativi (al fronte) e l’adozione di soluzioni organizzative che consentano di gestire in modo proattivo i cambiamenti istituzionali e legislativi futuri. Si tratta dunque di individuare modalità di gestione e di erogazione dei servizi che permettano di sfruttare al meglio il lavoro di rete fra tutti gli attori coinvolti.

Per adempiere in maniera ottimale al mandato assegnatogli, il team di progetto ha organizzato il proprio lavoro secondo il modello del ciclo di risoluzione del Systems Engineering, il quale inizia con un’analisi della situazione attuale e si conclude con una fase di Project Management che descrive l’implementazione delle misure suggerite.
Le soluzioni proposte sono state pianificate in modo tale da essere dilazionate equilibratamente. Inizialmente si suggerisce di intervenire sulle leve interne ai servizi sociali e successivamente di applicare le misure che coinvolgono anche gli enti esterni, in quanto quest’ultime richiedono un’ulteriore approfondimento e l’approvazione da parte di tutte le parti coinvolte.
Nello specifico, per quanto riguarda le leve interne, è stata proposta una schematizzazione delle principali attività svolte negli uffici. Sebbene non siano state riscontrate inefficienze significative a livello di processi interni, i compiti dei funzionari non sono formalizzati e sono svolti in maniera ottimale solo grazie alla loro esperienza e alle loro competenze. Una schematizzazione delle attività risulterà utile per introdurre in futuro un nuovo collaboratore oppure come base di partenza per rivalutare e migliorare i processi a seguito della digitalizzazione prevista nei prossimi anni.
Estendendo il focus alla rete in cui operano gli uffici AVS, LAPS e dell’operatore sociale, invece, è stato consigliato di colmare delle lacune emerse soprattutto a livello di comunicazione, le quali incidono direttamente o indirettamente sulla qualità del servizio sia a livello interno delle organizzazioni sia verso gli utenti. Tali lacune sono state riscontrate difatti non solo nei confronti degli utenti che si rivolgono ai servizi sociali ma anche nei rapporti tra le diverse entità coinvolte (servizi sociali della Città di Locarno, IAS, polizia e UCA). Tra le soluzioni proposte dal team di progetto vi sono la centralizzazione dei servizi AVS del comprensorio presso l’Agenzia della Città di Locarno e la creazione di un polo dei servizi sociali.

Team di progetto

Elena Lisa Farrace
Davide Pereira
Chiara Moscato

Partner di progetto

Municipio di Locarno
Piazza Grande 18
6600 Locarno
www.locarno.ch

Referenti aziendali

Fausto Castiglione – Direttore dei Servizi amministrativi
Luigi Romeo – Operatore sociale

Coach SUPSI

Alberto Gandolfi
Rajishar Ratnam

Rapporto flussi comunicativi AIL SA

Un’analisi dei flussi di comunicazione interni di AIL grazie all’uso di strumenti di Social Network Analysis

Descrizione

AIL è attiva nel settore della produzione e distribuzione dell’energia elettrica, sia da fonti fossili che rinnovabili, ed opera nella distribuzione di acqua potabile e gas.
Il suo mercato di riferimento sono privati e aziende del Sottoceneri, con focus nel Luganese, e i suoi prodotti sono distribuiti a circa 60 comuni.

AIL ha riscontrato la probabile presenza di un divario nella trasmissione delle comunicazioni interne all’azienda, in particolare tra quelle che partono dalla direzione operativa per raggiungere le singole unità operative, ma non possedeva la necessaria conoscenza dei processi comunicativi interni e non disponeva di elementi utili per poter intervenire e risolvere il problema. Un’analisi dei flussi comunicativi è risultata quindi utile per comprendere meglio la situazione e fornire ad AIL gli elementi necessari per elaborare decisioni riguardo eventuali misure correttive. Oltre a ciò, una visione d’assieme dello stato della comunicazione interna aziendale, è in grado di fornire preziose informazioni di carattere strategico.

L’obiettivo generale del progetto riguarda dunque l’analisi della rete comunicativa di AIL: attraverso la mappatura dell’attuale rete di comunicazione interna è stato difatti possibile fornire elementi utili per migliorare i flussi comunicativi aziendali.
Per raggiungere tale obiettivo, il team di progetto ha scelto di utilizzare la Social Network Analysis (SNA), strumento di analisi quantitativa che invece di focalizzarsi su caratteristiche e attributi degli individui analizzati, come per esempio quantità delle comunicazioni ricevute o inviate, si concentra sulle relazioni e i contatti che sussistono tra un gruppo di persone o un insieme di organizzazioni. Difatti, le relazioni che legano i vari soggetti possono essere di varia natura (legami di amicizia, legami d’amore, flussi di dati o materiali, per citarne alcuni) e rappresentano proprietà delle coppie e non caratteristiche dei singoli elementi.

Per la raccolta dei dati necessari alla SNA è stato sviluppato, in collaborazione con i referenti aziendali, un questionario elettronico. Lo stesso è stato inoltre utilizzato per rilevare informazioni utili all’azienda per questioni di organizzazione interna. I dati raccolti hanno permesso di ottenere una mappatura dei flussi comunicativi, di analizzare la rete sociale dell’azienda per diverse tipologie di comunicazione e di derivare i dati per la rete globale dei flussi comunicativi dell’azienda.

In base alle analisi effettuate è stato possibile affermare che all’interno dell’azienda esiste una fitta rete di flussi comunicativi: gli scambi avvengono sia verticalmente, lungo la linea gerarchica, sia trasversalmente. Tuttavia, nel complesso il quadro delle comunicazioni diverge da quello ipotetico determinato dall’organigramma.
Grazie ad una rappresentazione grafica della rete sociale, ordinata secondo la gerarchia aziendale, è stato possibile denotare un’elevata sollecitazione della Direzione generale dell’azienda, sia per quanto riguarda le comunicazioni in entrata che in uscita (in e outdegree). La Direzione presenta inoltre un’elevata betweenness, indice caratteristico di chi funge da ponte o da filtro fra le comunicazioni altrui. Data la struttura gerarchica dell’azienda, questo indice dovrebbe essere più elevato per i capi area. Si presuppone infatti che, di norma, essi fungano da mediatori per le comunicazioni fra i loro superiori e i loro subordinati, sgravando i primi da un sovraccarico di comunicazioni.
La struttura dei flussi comunicativi di AIL appare invece come potenzialmente appropriata per l’applicazione del knowledge management, e dunque per la costruzione di processi di creazione e condivisione della conoscenza in grado di generare valore per l’azienda.

Team di progetto

Fabio Furlanetto
Dardan Qerimi
Micaela Pizolli

Partner di progetto

AIL SA
Via Industria 2
6933 Muzzano
www.ail.ch

Referenti aziendali

Antonella Dettori – Responsabile organizzazione

Coach SUPSI

Filippo Sciaroni
Igor Francetic